# 910 - SVILUPPARE PROGRAMMI SCOLASTICI BASATI SU PARTECIPAZIONE ED EDUCAZIONE CIVICA

 

L'istruzione ha una parte essenziale nello sviluppare il senso di cittadinanza. Proprio per questo essa deve, anche su questi temi, superare gli sterili programmi ministeriali. È essenziale aiutare gli studenti ad essere intraprendenti, dotati degli strumenti critici per comprendere la realtà ed essere empowered. Per fare ciò bisogna che la scuola sviluppi progetti ed esercizi di problem solving proprio a partire dalla politica locale.

La democrazia non dovrebbe essere una caratteristica fondante solo del nostro sistema politico, ma anche dell'educazione pubblica - come degli altri servizi.

Gli studenti devono essere coinvolti non solo nella definizione dei programmi scolastici, ma anche, con la partecipazione di insegnanti e personale, nell'amministrazione delle scuole: dalla preparazione dei cibi nelle mense alle riparazioni di livello ordinario.

Un'educazione che si basa sul diretto coinvolgimento degli studenti aiuta i giovani a capire se stessi e la società che li circonda, creando una comunità attiva e partecipativa

 
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# 909 - UNA STRATEGIA DI UTILIZZO DELLA LINGUA VENETA COME STRUMENTO DI INTEGRAZIONE.

 

Uno degli scogli per una miglior integrazione, o come, piace di più definirla in Sanca, condivisione, è la differenza e diffidenza linguistica.

La mancata capacità comunicativa rende le distanze culturali, altrimenti più facilmente affrontabili, ardue da superare. Crediamo che l'insegnamento della lingua veneta ai rifugiati e agli immigrati in generale sia veicolo di forte facilitazione della convivenza e comprensione reciproca.

La stessa politica di integrazione linguistica avviene con modalità simili in Catalogna con risultati di integrazione migliori a quanto avviene oggi in Italia. 

 
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# 908 - FONDAZIONI LIRICHE

 

Crediamo che le fondazioni liriche presenti nel nostro territorio costituiscano un patrimonio prezioso da far crescere e sostenere.

Crediamo che esse debbano rimanere istituzioni pubbliche, per svolgere al meglio il loro ruolo di sostegno allo sviluppo delle arti e della cultura. È essenziale però combattere la gestione politica di queste realtà, che ha condotto negli ultimi anni a progetti faraonici non economicamente sostenibili che si sono risolti inevitabilmente in enormi buchi di bilancio.

Ci pare essere opportuno che si creino continue collaborazioni fra Arena e Fenice e in modo piramidale con i teatri minori nel territorio. Crediamo inoltre sia necessario scongiurare la gestione politica e dare spazio alle competenze, creando dei consigli di amministrazione indipendenti, con quote di rappresentanza delle categorie dei lavoratori del comparto e con limiti e vincoli di mandato opportuni, in modo da non creare degli spazi di potere che inducano a impegnare risorse e sforzi per obiettivi non strettamente connessi al ruolo delle Fondazioni stesse.

 
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# 907 - ISTITUIRE LA REGOLA DEL SUONA-PAGA

 

Vi sono moltissime manifestazioni e festival musicali che ottengono finanziamenti pubblici a vario titolo, contribuendo alla crescita e al sostegno di chi si occupa del settore musicale in maniera professionale o, pur in modo amatoriale, ne sostiene la diffusione, il sostentamento diretto e del suo indotto.

Al fine di evitare che i fondi pubblici rischino di non sostenere direttamente tale settore, Sanca propone di vietare l’erogazione di fondi pubblici ad eventi musicali di tipo commerciale che non pagano gli artisti che invitano a suonare.

Oltre alla questione morale, si innesterebbe un processo di normalizzazione e sicurezza economica della categoria, contribuendo a dare la possibilità ai meritevoli di poter emergere e trasformare il proprio talento i vera professione

 
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# 906 - FONDI SPECIALI PER CINEMA IN VENETO E ACCORPAMENTO DELLE COMMISSIONI CINEMA VENETE

 

Promuovere la cultura veneta significa anche investire nel settore cinematografico. Questa industria non solo può portare innovazione e lavoro, ma partecipare ad un più ampio progetto di valorizzazione della cultura veneta, del Veneto e dei suoi talenti più creativi. 

Dobbiamo investire maggiormente in questi talenti. La regione dovrebbe adoperarsi per disporre fondi e investimenti per prodotti cinematografici in lingua e sul Veneto, sopratutto sul comparto amatoriale e giovane.

Abbiamo la fortuna di ospitare uno dei maggiori festival cinematografici del mondo. Sfruttare meglio questa manifestazione promuovendo una sezione specifica per prodotti specifici del Veneto può rappresentare un volano fondamentale per l'industria cinematografica veneta e l'indotto ad essa collegata.

Accorpare tutte le film commissions provinciali alla Veneto Film Commission, in modo da poter avere un ente di distribuzione dei fondi a cui fare riferimento, vincolando almeno una parte dei fondi a produzioni sul Veneto o in Veneto.

 
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# 905 - TELEVISIONE VENETA PUBBLICA O PUBBLICO-PRIVATA COME STRUMENTO PER FAR CRESCERE IL SETTORE CREATIVO/COMUNICAZIONE.

 

Il settore creativo e della comunicazione è un settore in crescita anche in Veneto. Ogni anno dalle università e dalle accademie Venete escono giovani molto preparati in questi campi, che cercano uno spazio ove sviluppare le proprie potenzialità.

Troppo spesso però sono costretti ad andare via per la mancanza di opportunità o per le proposte di lavoro poco stimolanti. Crediamo che uno strumento per far crescere il settore creativo e della comunicazione in Veneto sarebbe quello di costruire un network televisivo locale di qualità, che faccia informazione e produca contenuti.

Già ad inizio anni 2000, la regione aveva mandato alcuni delegati in Catalogna a studiare la locale televisione pubblica al fine di costruire un modello simile in Veneto, ma il tutto si era arenato qualche anno dopo. 

Crediamo che sia arrivato il momento di riprendere in mano tale progetto e di cominciare a costruire, approfittando dei mattoni già posti, una televisione che segua il modello pubblico o quello di un consorzio pubblico-privato in cui vengano valorizzate le competenze e le strutture già presenti nelle televisioni private venete.

Tale progetto sarebbe di centrale importanza anche per permettere ai cittadini di seguire e controllare la politica Veneta, contribuendo alla costruzione di un opinione pubblica, e nella promozione della cultura e della lingua veneta che troverebbe nella televisione uno strumento prezioso.

 
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# 904 - TOPONOMASTICA E SEGNALETICA IN VENETO

 

A partire dagli anni '70 dell'ottocento le amministrazioni comunali, spesso imbeccate dai nuovi governanti piemontesi, introdussero energicamente nella toponomastica i nomi dei personaggi del risorgimento e più tardi della grande guerra.

Lungi dall'intento di analizzare l'operato e la vita politica di questi personaggi, vi è tuttavia una considerazione da fare. Fatte salve le, piuttosto rare, situazioni in cui a questi uomini sono state dedicate infrastrutture costruite ex novo questi nomi sono andati a sostituire le denominazioni precedenti, magari in uso da secoli.

Sono stati così coperti e consegnati all'oblio toponimi in uso da secoli e che in sé contenevano molto più che mere indicazioni stradali ma rappresentavano il modo di significare la realtà di un Popolo.

Similmente i nomi di città e paesi della nostra terra, nomi in lingua veneta trasmessi oralmente per secoli, sono stati italianizzati, spesso storpiandone il significato. 

Crediamo sia oggi nostra responsabilità avviare un percorso di affiancamento della toponomastica di lingua italiana con la toponomastica di lingua veneta, recuperando i nomi storici di luoghi e strade e procedendo ad assegnare alle nuove vie e alle nuove piazze una toponomastica in lingua veneta che integri quelli di lingua italiana, raccontando la storia della nostra terra nella lingua della nostra terra.

 
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# 902 - PROMUOVERE CULTURA E LINGUA VENETA NELLE UNIVERSITÀ

 

Le istituzioni venete devono impegnarsi a promuovere l'insegnamento della lingua e della cultura veneta nelle università e stimolare un dibattito accademico su di esse. I tentativi in questo senso sono stati sino ad ora timidi e senza grandi risultati. L'obiettivo primario è quello di arricchire ed espandere gli studi su questa materia, e quello di preparare un progetto organico di immersione linguistica per gli studenti veneti. 

Unitamente abbiamo bisogno di una maggiore valorizzazione e sviluppo del centro interuniversitario di studi veneti e del centro interuniversitario per la storia di Venezia e del Veneto. Una delle modalità di promozione più efficienti e produttive è quella di offrire borse di studio specifiche per gli studenti e gli accademici che si incamminano nello studio di questi argomenti. 

In questo senso è fondamentale che le università venete offrano corsi di laurea specifici per l'insegnamento di lingua e cultura veneta. Inoltre, come primo passo verso la realizzazione di un progetto di immersione linguistica degli studenti delle scuole venete e verso l'implementazione di programmi didattici relativi alla storia e alla cultura veneta, è necessario sviluppare un programma di formazione e aggiornamento dei docenti. Con il supporto delle istituzioni venete - come l'accademia per la lingua - si deve procedere all'apertura di un corso universitario specialistico in lingua e cultura veneta, azione che peraltro non richiederebbe grandi investimenti, essendo già presenti all'interno delle nostre università numerose cattedre che percorrono parzialmente questi temi.

Questo progetto non deve limitarsi alle sole università venete. In quest' ottica è fondamentale una cooperazione di istituzioni, università e associazioni per una maggiore sensibilizzazione su questi argomenti. È necessario un piano di promozione del Veneto, della sua lingua e cultura, anche nelle università estere, in particolare con quelle che propongono corsi approfonditi su studi mediterranei ed europei. Un esempio virtuoso è quello della promozione della lingua bretone, che ha portato questa lingua ad essere insegnata perfino all'università di Harvard attraverso un partenariato con l'università Rennes 2.

 
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# 903 - PER LO SVILUPPO DELLA CULTURA TRADIZIONALE

 

In Veneto esiste un prezioso patrimonio di teatro, danza, musica, arti e gioco tradizionale.

Questo patrimonio è pressoché sconosciuto ai più, sostenuto e trasmesso solo dal coraggioso lavoro di alcune associazioni di cittadini.

Crediamo che sarebbe necessario promuovere e sostenere tali forme espressive, che possono rivelarsi eccezionale strumento di integrazione, riscoperta del nostro territorio e motivo di rafforzamento delle nostre comunità. Crediamo che un primo obiettivo potrebbe essere quello di offrire ai cittadini, almeno nelle città di maggiori dimensioni, una stagione di teatro in lingua veneta e che racconti la cultura veneta; dei corsi di musica e danza tradizionale; degli spazi riservati al gioco e agli sport della cultura veneta ma anche alle arti di cultura popolare.

Crediamo che questo obbiettivo, da realizzare a partire dal lavoro già fatto da istituzioni come l'Accademia del teatro in lingua veneta, potrebbe venir realizzato in parte seguendo il modello di successo proposto e seguito da Siamsa Tire - Irish National Folk Theatre, che oltre a proporre produzioni teatrali di qualità relative alla cultura tradizionale irlandese, è divenuto negli anni centro di studio e diffusione della cultura tradizionale in senso ampio.

 
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# 901 - VERSO IL BILINGUISMO ATTRAVERSO L'IMMERSIONE LINGUISTICA

 

Secondo le indagini ISTAT degli ultimi anni relativi a "la lingua italiana, i dialetti e le lingue straniere” il Veneto è una delle terre della penisola ove l’idioma locale è maggiormente utilizzato in ogni occasione della vita. Nonostante cio le stesse indagini mostrano che l’idioma è fortemente in arretramento a causa della pressione dell’Italiano e viene perciò registrato dall'UNESCO tra le lingue a rischio.

Una parte notevole della popolazione regionale ha il Veneto come prima lingua ed impara l’Italiano attraverso i media e la scuola. E’ dato acquisito, tra coloro che si occupano della relazione tra apprendimento e lingua, che il riconoscimento e il rispetto assegnato alla prima lingua di un bambino contribuisce in maniera essenziale allo sviluppo di un’immagine di se positiva e che il suo utilizzo come mezzo di apprendimento conduce a risultati migliori in termini di crescita intellettuale e per quanto riguarda i risultati scolastici, accademici e lavorativi. 

Inoltre, non fornire la possibilità ai nuovi arrivati di accedere agli strumenti linguistici in cui una buona parte della popolazione si riconosce in prima istanza significa porre degli ostacoli difficili da superare al processo di integrazione.

Infine crediamo che alla perdita o all’impoverimento di una lingua consegua una perdita irreversibile in termini di visione del mondo e di capacità di lettura della realtà, causando un impoverimento che non riguarda solo chi avrebbe dovuto esserne erede, ma che riguarda tutti.

Perciò crediamo sia necessario mettere in campo ogni strumento necessario alla valorizzazione della lingua veneta e delle altre lingue del nostro territorio nell'ottica di un bilinguismo integrale.

Ma come fare ciò?

Innanzitutto crediamo sia essenziale spingere le università a sostenere e promuovere lo studio filologico, sociolinguistico, dialettologico, glottodidattico della lingua veneta, mediante l'istituzione di una cattedra di lingua veneta. Allo stesso tempo sarà necessario istituire un'accademia per la lingua veneta, che agisca da centro per lo studio e la regolazione della lingua ma che organizzi anche corsi di lingua veneta sia nella nostra terra che all'estero, anche in collaborazione con le università. Un ottimo modello da seguire potrebbe essere l'Istitut d'Estudis Catalans, che svolge questa funzione in Catalogna.

 Il passo seguente dovrà essere quello di procedere all'inserimento del veneto a scuola. Crediamo che se in un primo momento sarà opportuno inserire la lingua veneta come seconda lingua, sarà poi necessario seguire il principio di immersione, utilizzando la lingua come veicolo per lo studio di altre discipline.

Un primo banco di prova potrebbe essere la sperimentazione all'interno delle scuole materne come avviene in Piemonte, per opera della giunta Bresso, già dal 2006.

 
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