# 607 - UN IMPOSTA SUL VALORE FONDIARIO DI TERRENI INUTILIZZATI

 

Parte di un nuovo approccio alla tassazione locale dovrebbe essere utilizzato per riflettere le priorità stabilite nelle policy nazionali, per esempio nel mitigare gli effetti dell'austerity.

Pensata sia per agire come una sorta di tassa sui patrimoni - visto che il Veneto non ha il potere di introdurne - e per incentivare il mercato ad assegnare più accuratamente il valore ai terreni, una imposta sul valore fondiario dovrebbe essere introdotta come parte delle misure di tassazione locale.

Essa dovrebbe avere una soglia di entrata basata su un valore fissato (p.e. solo la terra che vale più di un certo valore per metro quadro sarebbe tassata, in modo da evitare che fondi boschivi o terreni non produttivi possano venire tassati iniquamente), con un meccanismo per tassare le proprietà di grande estensione di valore più basso.

Questo significa che nessun proprietario al di fuori delle imprese immobiliari pagherà questa tassa e che i grandi proprietari commerciali, specialmente le società che usano la terra come bene rifugio, pagheranno di più.

Mentre, come descritto, le istituzioni locali avranno completa discrezione sulle altre tasse, sarà previsto un minimo di IVF che ogni area dovrà raccogliere. Le risorse così raccolte saranno utilizzate per tappare i buchi ai servizi causati dalle politiche d'austerity dello stato italiano. Le autorità locali saranno libere di innalzare questa tassa oltre il livello obbligatorio, dandogli la flessibilità di raccogliere un gettito aggiuntivo.

 
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# 606 - UN QUADRO/SELEZIONE DI INDICATORI DI PROGRESSO

 

Al momento abbiamo molti indicatori di progresso, ma ce ne sono così tanti che è difficile per i cittadini tenerne traccia. Però, c'è un piccolo numero di indicatori che vengono considerati molto più degli altri - e uno più di tutti. Che questo indicatore - il PIL - tenda a rinforzare gli interessi delle grandi corporation non dovrebbe sorprendere molto.

Inseguendo la crescita economica come misurata dal PIL, abbiamo portato avanti politiche stupide disegnate per migliorare i profitti nel brevissimo termine. Quasi ogni altro indicatore - a parte forse l'inflazione e la disoccupazione - arriva solo molto dopo.

Il trucco è trovare un equilibrio: troppo pochi indicatori ed è impossibile fare una valutazione equilibrata di quello che sta succedendo nella società; troppi e diventa veramente difficile per le persone capire cosa stanno mostrando gli indicatori.

Il Veneto ha bisogno di una selezione di indicatori che ne diano una rappresentazione più equilibrata.

Dovrebbero essere tutti pubblicati insieme e nessuno di loro dovrebbe essere presentato prima quando vengono pubblicati. Si può discutere relativamente a quale aspetto dovrebbe essere coperto e quale indicatore sia più utile, ma oltre a PIL, inflazione, e disoccupazione dovrebbero essere presenti indicatori relativi ad uguaglianza economica, salaristandard di vita, salute e benessere ed emissioni - ma potrebbero essere include anche innovazione e produttività.

Le persone dovrebbero familiarizzare con questa selezione di indicatori e dovrebbero venir aiutate ad interpretare cosa significano per il progresso della nostra società.

 
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# 602 - CROWDSOURCING PER OPERE PUBBLICHE

 

Sull'esempio di inizative come Spacehive, proponiamo la creazione di una piattaforma di partecipazione dove ogni organizzazione o cittadino possa proporre nuovi progetti o per la gestione di spazi pubblici e raccogliere fondi per realizzarlo. 

Questa piattaforma ha come obbiettivo fondamentale il coinvolgimento della cittadinanza nel alla progettualità della Res Publica attraverso un processo rivoluzionario di crescita per le nostre comunità.

Se il progetto di Crowdfunding presenta delle criticità su grandi progetti che coinvolgono fasce di territorio vaste e disomogenee, trova la sua miglior efficacia nei comuni o gruppi di comuni, dove i cittadini possono attivare delle virtuose politiche di autotassazione per ottenere la costruzione di un'opera pubblica ritenuta necessaria.  

 
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# 601 - RITORNARE AD UN MODELLO DI PRODUZIONE ENERGETICA BASATO SULLE COOPERATIVE ENERGETICHE

 

In Veneto, la gestione ed il possesso collettivo di beni e realtà produttive affonda le sue radici nell'istituto delle regole o comunanze, attraverso cui fino alla caduta della Repubblica Veneta gli abitanti di ogni paese decidevano, tramite assemblea, della vita e dei beni comuni.

Questo approccio è sopravvissuto all'abolizione dell'istituto da parte di Napoleone. Ne è esempio l'apertura, il 30 giugno del 1923, della centrale elettrica di Lugo di Grezzana. Aperta dai capifamiglia, riuniti in una società, la centrale permise di portare capillarmente l'energia prodotta in autonomia nelle case del paese e dei dintorni.

Parte degli utili di tale società erano destinati dai capifamiglia a lavori di pubblica utilità all'interno del paese. La società fu chiusa dalla nazionalizzazione voluta da Saragat nel 1965.

A partire dalla Germania l'Europa ha visto un ritorno di queste forme cooperative energetiche su larga scala.

Crediamo che oggi, nel perseguire l'obbiettivo di una produzione energetica sostenibile, le istituzioni locali dovrebbero raccogliere quest'eredità consegnataci dai nostri padri promuovendo e sostenendo la formazione di cooperative di autoproduzione energetica rinnovabile.

Ciò avrebbe l'effetto non solo di diminuire la proporzione di energia prodotta attraverso i combustibili fossili, di favorire l'autonomia e l'autogestione energetica, educare i cittadini ad un maggiore rispetto dell'ambiente e ad un consumo più critico, ma anche fornire dei vantaggi economici alle famiglie.

 
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# 910 - SVILUPPARE PROGRAMMI SCOLASTICI BASATI SU PARTECIPAZIONE ED EDUCAZIONE CIVICA

 

L'istruzione ha una parte essenziale nello sviluppare il senso di cittadinanza. Proprio per questo essa deve, anche su questi temi, superare gli sterili programmi ministeriali. È essenziale aiutare gli studenti ad essere intraprendenti, dotati degli strumenti critici per comprendere la realtà ed essere empowered. Per fare ciò bisogna che la scuola sviluppi progetti ed esercizi di problem solving proprio a partire dalla politica locale.

La democrazia non dovrebbe essere una caratteristica fondante solo del nostro sistema politico, ma anche dell'educazione pubblica - come degli altri servizi.

Gli studenti devono essere coinvolti non solo nella definizione dei programmi scolastici, ma anche, con la partecipazione di insegnanti e personale, nell'amministrazione delle scuole: dalla preparazione dei cibi nelle mense alle riparazioni di livello ordinario.

Un'educazione che si basa sul diretto coinvolgimento degli studenti aiuta i giovani a capire se stessi e la società che li circonda, creando una comunità attiva e partecipativa

 
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# 909 - UNA STRATEGIA DI UTILIZZO DELLA LINGUA VENETA COME STRUMENTO DI INTEGRAZIONE.

 

Uno degli scogli per una miglior integrazione, o come, piace di più definirla in Sanca, condivisione, è la differenza e diffidenza linguistica.

La mancata capacità comunicativa rende le distanze culturali, altrimenti più facilmente affrontabili, ardue da superare. Crediamo che l'insegnamento della lingua veneta ai rifugiati e agli immigrati in generale sia veicolo di forte facilitazione della convivenza e comprensione reciproca.

La stessa politica di integrazione linguistica avviene con modalità simili in Catalogna con risultati di integrazione migliori a quanto avviene oggi in Italia. 

 
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# 908 - FONDAZIONI LIRICHE

 

Crediamo che le fondazioni liriche presenti nel nostro territorio costituiscano un patrimonio prezioso da far crescere e sostenere.

Crediamo che esse debbano rimanere istituzioni pubbliche, per svolgere al meglio il loro ruolo di sostegno allo sviluppo delle arti e della cultura. È essenziale però combattere la gestione politica di queste realtà, che ha condotto negli ultimi anni a progetti faraonici non economicamente sostenibili che si sono risolti inevitabilmente in enormi buchi di bilancio.

Ci pare essere opportuno che si creino continue collaborazioni fra Arena e Fenice e in modo piramidale con i teatri minori nel territorio. Crediamo inoltre sia necessario scongiurare la gestione politica e dare spazio alle competenze, creando dei consigli di amministrazione indipendenti, con quote di rappresentanza delle categorie dei lavoratori del comparto e con limiti e vincoli di mandato opportuni, in modo da non creare degli spazi di potere che inducano a impegnare risorse e sforzi per obiettivi non strettamente connessi al ruolo delle Fondazioni stesse.

 
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# 907 - ISTITUIRE LA REGOLA DEL SUONA-PAGA

 

Vi sono moltissime manifestazioni e festival musicali che ottengono finanziamenti pubblici a vario titolo, contribuendo alla crescita e al sostegno di chi si occupa del settore musicale in maniera professionale o, pur in modo amatoriale, ne sostiene la diffusione, il sostentamento diretto e del suo indotto.

Al fine di evitare che i fondi pubblici rischino di non sostenere direttamente tale settore, Sanca propone di vietare l’erogazione di fondi pubblici ad eventi musicali di tipo commerciale che non pagano gli artisti che invitano a suonare.

Oltre alla questione morale, si innesterebbe un processo di normalizzazione e sicurezza economica della categoria, contribuendo a dare la possibilità ai meritevoli di poter emergere e trasformare il proprio talento i vera professione

 
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# 906 - FONDI SPECIALI PER CINEMA IN VENETO E ACCORPAMENTO DELLE COMMISSIONI CINEMA VENETE

 

Promuovere la cultura veneta significa anche investire nel settore cinematografico. Questa industria non solo può portare innovazione e lavoro, ma partecipare ad un più ampio progetto di valorizzazione della cultura veneta, del Veneto e dei suoi talenti più creativi. 

Dobbiamo investire maggiormente in questi talenti. La regione dovrebbe adoperarsi per disporre fondi e investimenti per prodotti cinematografici in lingua e sul Veneto, sopratutto sul comparto amatoriale e giovane.

Abbiamo la fortuna di ospitare uno dei maggiori festival cinematografici del mondo. Sfruttare meglio questa manifestazione promuovendo una sezione specifica per prodotti specifici del Veneto può rappresentare un volano fondamentale per l'industria cinematografica veneta e l'indotto ad essa collegata.

Accorpare tutte le film commissions provinciali alla Veneto Film Commission, in modo da poter avere un ente di distribuzione dei fondi a cui fare riferimento, vincolando almeno una parte dei fondi a produzioni sul Veneto o in Veneto.

 
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# 905 - TELEVISIONE VENETA PUBBLICA O PUBBLICO-PRIVATA COME STRUMENTO PER FAR CRESCERE IL SETTORE CREATIVO/COMUNICAZIONE.

 

Il settore creativo e della comunicazione è un settore in crescita anche in Veneto. Ogni anno dalle università e dalle accademie Venete escono giovani molto preparati in questi campi, che cercano uno spazio ove sviluppare le proprie potenzialità.

Troppo spesso però sono costretti ad andare via per la mancanza di opportunità o per le proposte di lavoro poco stimolanti. Crediamo che uno strumento per far crescere il settore creativo e della comunicazione in Veneto sarebbe quello di costruire un network televisivo locale di qualità, che faccia informazione e produca contenuti.

Già ad inizio anni 2000, la regione aveva mandato alcuni delegati in Catalogna a studiare la locale televisione pubblica al fine di costruire un modello simile in Veneto, ma il tutto si era arenato qualche anno dopo. 

Crediamo che sia arrivato il momento di riprendere in mano tale progetto e di cominciare a costruire, approfittando dei mattoni già posti, una televisione che segua il modello pubblico o quello di un consorzio pubblico-privato in cui vengano valorizzate le competenze e le strutture già presenti nelle televisioni private venete.

Tale progetto sarebbe di centrale importanza anche per permettere ai cittadini di seguire e controllare la politica Veneta, contribuendo alla costruzione di un opinione pubblica, e nella promozione della cultura e della lingua veneta che troverebbe nella televisione uno strumento prezioso.

 
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