Articoli filtrati per data: Novembre 2016 - Sanca \ Sinistra Veneta

# 006 - RIALLACCIARE I LEGAMI SIMBOLICI CON LA TRADIZIONE POLITICA REPUBBLICANA

 

Siamo convinti sostenitori della necessità di porci in continuità con le istituzioni che la nostra storia repubblicana ci consegna, anche sul piano simbolico.

Ciò passa per il recupero delle sedi di esercizio del governo e dell'attività parlamentare della Repubblica Veneta, come Palazzo Ducale, ma anche per il recupero dei nomi e della ritualità pubblica legata alle varie istituzioni, ovviamente adattati al contemporaneità.

Riallacciarsi a tale tradizione politica non deve significare una sterile rievocazione; crediamo invece che possa avere la funzione di responsabilizzare la classe politica veneta nel confrontarsi con una storia di grandissimo spessore e di accrescere l'interesse e l'attenzione dei cittadini nei confronti delle istituzioni che governano il Veneto.

 
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# 005 - DIRITTO DI VOTO AI SEDICENNI NELLE ELEZIONI LOCALI

 

I giovani devono diventare la linfa vitale del processo democratico in Veneto. Perché questo avvenga, le istituzioni devono promuovere la loro partecipazione e iniziative per responsabilizzarli.

Una di queste è quella di concedere il diritto al voto ai sedicenni nelle elezioni locali. Essendo la grande maggioranza dei cittadini di questa età ancora inseriti nel percorso scolastico, percorsi di introduzione al voto possono essere promossi presso le scuole superiori. 

 
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# 004 - INCENTIVARE IL VOTO POSTALE

 

Una delle strategie per promuovere la partecipazione ad elezioni e referendum, è quella di semplificare e moltiplicare i metodi di voto. Il voto postale è uno strumento utilizzato in molti stati europei non solo per i cittadini impossibilitati a raggiungere le urne. Nei grandi centri urbani svizzeri, la percentuale di votanti via posta raggiunge il 90%.

Sul modello svizzero, ogni avente diritto al voto riceve un fascicolo contentente informazioni e scheda elettorale. Il cittadino ha poi la facoltà di scegliere se recarsi alle urne il giorno delle elezioni o spedire, in anticipo, la propria scheda elettorale via posta.

Tra gli innumerevoli vantaggi di questo sistema ci sono: la riduzione dei costi nell'organizzazione dei seggi elettorali, l'evitare che circostanze esterne impediscano all'elettore di recarsi alle urne e una riduzione nei tempi di attesa nei seggi.

 
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# 003 - UNA STRATEGIA VERSO L'AUTOGOVERNO VENETO

 

Alla domanda posta a introduzione di questo articolo: Chi dovrebbe prendere le decisioni per il Veneto? Rispondiamo in maniera univoca: chi vive in Veneto.

Il diritto all'autogoverno non deve essere percepito solo come un'opportunità economica, ma come un rilancio democratico della società e delle istituzioni del Veneto. Il diritto all'autogoverno si configura come la dimensione politico-amministrativa del diritto all'autodeterminazione dei popoli garantito da organi e trattati internazionali. 

Per autogoverno si intende quindi il diritto di una comunità sociale di decidere del proprio futuro. Questo diritto si articola nel progressivo passaggio di poteri e competenze dal più alto livello amministrativo verso il più basso.

In quest'ottica il meccanismo di ripartizione di poteri e competenze tra i diversi organi e livelli istituzionali, deve basarsi su un principio di radicale sussidiarietà. . Deve essere un processo dal basso verso l'alto, che garantisca trasparenza, inclusività e partecipazione della cittadinanza. 

Ogni competenza deve essere riservata all'organismo più vicino ai cittadini, e solo qualora questo potere non sia gestibile per sua natura su base strettamente locale, l'istituzione più larga può esercitarlo in ottica federativa. 

Organismi indipendenti devono essere predisposti al monitoraggio dell'efficienza dell'azione di governo dei diversi enti in collaborazione con istituti consultivi e propositivi della società civile. 

Nel caso specifico del Veneto, l'autogoverno è un'imperativo democratico, morale ed economico

 
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# 002 - RIFORMA DELLO STATUTO DEL VENETO

 

Non basta volere l’autonomia, dobbiamo essere autonomi.

In funzione di ciò crediamo sia necessaria una riforma dello statuto del Veneto, che parta dal Veneto, dai Veneti in Veneto. 

Il perno di questa riforma dovrà essere il riconoscimento del diritto di decidere riguardo alle proprie istituzioni e agli strumenti della vita democratica. Il processo dovrà svilupparsi dal basso verso l'alto, attraverso consultazioni che coinvolgano la pluralità del tessuto della società civile veneta, in campo sociale, economico e associazionistico.

Crediamo che tale fase costituente potrebbe seguire il modello dell'Assemblea costituente Islandese che tra il 2010 e il 2012 ha scritto la nuova carta fondamentale del paese. Essa è stata un ottimo esempio di come gli strumenti della democrazia diretta possano permettere di costruire un processo partecipativo e trasparente dove i cittadini sono attori del cambiamento.

 
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# 001 - ADOTTARE IL SISTEMA ELETTORALE STV [ VOTO SINGOLO TRASFERIBILE ]

 

Il sistema attraverso il quale i Veneti scelgono i loro rappresentanti deve garantire il loro migliore e maggiore livello di rappresentanza e pluralità. In questo senso, due elementi si rendono necessari: la rappresentanza locale, e quindi un forte legame tra eletto ed elettore, tipico del sistema first-past-the-post, e la proporzionalità del voto, essenziale per garantire l'equità dei risultati di un'elezione. Il voto singolo trasferibile risponde a queste esigenze. 

In questo sistema, l'elettore sceglie in modo preferenziale-numerico il grado di preferenza accordato ai diversi candidati. In ogni collegio elettorale vengono eletti più candidati, spesso tre o quattro. L'elezione di un candidato si basa sul superamento di una soglia data dal numero dei candidati eleggibili; se in un collegio devono essere eletti 4 candidati, per esempio, la soglia sarà del 25%. Nel momento in cui questa soglia non venga raggiunta, si procede con l'eleminazione del candidato con il minor numero di prime preferenze. Le seconde preferenze del candidato eliminato vengono quindi distribuite agli altri candidati. Questo processo continua fino a che il numero di eletti non viene raggiunto. Un ulteriore vantaggio del voto singolo trasferibile, è che rende minime le logiche di voto per il meno peggio, che garantisce all'elettore la libertà di esercitare il proprio voto democratico non dovendosi preoccupare di strategie legate al voto altrui. Il voto strategico viene quindi limitato, dando all'elettore la facoltà di scegliere il proprio eletto preferito al netto di qualsiasi strategia politica. 

Questo sistema è già in utilizzo nelle elezione per la Dáil Éireann, la camera bassa del parlamento irlandese, per il senato australiano e per la camera dei rappresentanti di Malta. Crediamo che anche il Veneto debba adottare questo sistema elettorale, particolarmente adatto a realtà demograficamente limitate.

 
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# 903 - PER LO SVILUPPO DELLA CULTURA TRADIZIONALE

 

In Veneto esiste un prezioso patrimonio di teatro, danza, musica, arti e gioco tradizionale.

Questo patrimonio è pressoché sconosciuto ai più, sostenuto e trasmesso solo dal coraggioso lavoro di alcune associazioni di cittadini.

Crediamo che sarebbe necessario promuovere e sostenere tali forme espressive, che possono rivelarsi eccezionale strumento di integrazione, riscoperta del nostro territorio e motivo di rafforzamento delle nostre comunità. Crediamo che un primo obiettivo potrebbe essere quello di offrire ai cittadini, almeno nelle città di maggiori dimensioni, una stagione di teatro in lingua veneta e che racconti la cultura veneta; dei corsi di musica e danza tradizionale; degli spazi riservati al gioco e agli sport della cultura veneta ma anche alle arti di cultura popolare.

Crediamo che questo obbiettivo, da realizzare a partire dal lavoro già fatto da istituzioni come l'Accademia del teatro in lingua veneta, potrebbe venir realizzato in parte seguendo il modello di successo proposto e seguito da Siamsa Tire - Irish National Folk Theatre, che oltre a proporre produzioni teatrali di qualità relative alla cultura tradizionale irlandese, è divenuto negli anni centro di studio e diffusione della cultura tradizionale in senso ampio.

 
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# 901 - VERSO IL BILINGUISMO ATTRAVERSO L'IMMERSIONE LINGUISTICA

 

Secondo le indagini ISTAT degli ultimi anni relativi a "la lingua italiana, i dialetti e le lingue straniere” il Veneto è una delle terre della penisola ove l’idioma locale è maggiormente utilizzato in ogni occasione della vita. Nonostante cio le stesse indagini mostrano che l’idioma è fortemente in arretramento a causa della pressione dell’Italiano e viene perciò registrato dall'UNESCO tra le lingue a rischio.

Una parte notevole della popolazione regionale ha il Veneto come prima lingua ed impara l’Italiano attraverso i media e la scuola. E’ dato acquisito, tra coloro che si occupano della relazione tra apprendimento e lingua, che il riconoscimento e il rispetto assegnato alla prima lingua di un bambino contribuisce in maniera essenziale allo sviluppo di un’immagine di se positiva e che il suo utilizzo come mezzo di apprendimento conduce a risultati migliori in termini di crescita intellettuale e per quanto riguarda i risultati scolastici, accademici e lavorativi. 

Inoltre, non fornire la possibilità ai nuovi arrivati di accedere agli strumenti linguistici in cui una buona parte della popolazione si riconosce in prima istanza significa porre degli ostacoli difficili da superare al processo di integrazione.

Infine crediamo che alla perdita o all’impoverimento di una lingua consegua una perdita irreversibile in termini di visione del mondo e di capacità di lettura della realtà, causando un impoverimento che non riguarda solo chi avrebbe dovuto esserne erede, ma che riguarda tutti.

Perciò crediamo sia necessario mettere in campo ogni strumento necessario alla valorizzazione della lingua veneta e delle altre lingue del nostro territorio nell'ottica di un bilinguismo integrale.

Ma come fare ciò?

Innanzitutto crediamo sia essenziale spingere le università a sostenere e promuovere lo studio filologico, sociolinguistico, dialettologico, glottodidattico della lingua veneta, mediante l'istituzione di una cattedra di lingua veneta. Allo stesso tempo sarà necessario istituire un'accademia per la lingua veneta, che agisca da centro per lo studio e la regolazione della lingua ma che organizzi anche corsi di lingua veneta sia nella nostra terra che all'estero, anche in collaborazione con le università. Un ottimo modello da seguire potrebbe essere l'Istitut d'Estudis Catalans, che svolge questa funzione in Catalogna.

 Il passo seguente dovrà essere quello di procedere all'inserimento del veneto a scuola. Crediamo che se in un primo momento sarà opportuno inserire la lingua veneta come seconda lingua, sarà poi necessario seguire il principio di immersione, utilizzando la lingua come veicolo per lo studio di altre discipline.

Un primo banco di prova potrebbe essere la sperimentazione all'interno delle scuole materne come avviene in Piemonte, per opera della giunta Bresso, già dal 2006.

 
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