Referendum: vittoria dei veneti!

 

I risultati di oggi dimostrano che quella dell'autonomia sia una causa che accomuna la stragrande maggioranza dei veneti. Non gli elettori di un partito, ma dell'intera Comunità Veneta

Il successo di oggi è stato possibile solamente grazie a tanti elettori progressisti che, sebbene lontani dall'attuale governo regionale, hanno scelto di votare per l'autonomia ribellandosi ai diktat dei partiti di centro sinistra italiano.

Sanca, suo malgrado, è stata l'unica realtà progressista inequivocabilmente a favore del referendum e dell'Autogoverno. Tuttavia, il nostro lavoro comincia oggi. Nei prossimi mesi ci aspetta una missione fondamentale: rappresentare la voce di questi cittadini.

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Europa e Autonomia

 

Agli amici europeisti.

Leggo in questi giorni diverse affermazioni preoccupate da parte degli esponenti europeisti e federalisti del Veneto riguardo la consultazione popolare del prossimo 22 ottobre.

Mi rammarica vedere un quesito referendario declassato ad una inutile propaganda dei populisti anti europei.

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El Leon Rebelde

A mente fredda, dopo aver assistito alla mezza bagarre mediatica e social che si è sollevata riguardo alle celebrazioni per San Marco e la Liberazione ieri in Piazza San Marco, credo sia necessario fare un po' di ordine.
 
Come la maggior parte delle persone presenti ha ritenuto di commentare (anche alcuni di coloro che oggi sputano veleno), la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze dei centri sociali del nordest è stato gesto bellissimo ed è stato eccezionale vedere che, dopo un iniziale fraintendimento, per tutta la continuazione del pomeriggio anche i più diffidenti dei venetisti vecchio stampo si sono avvicinati ai nuovi arrivati e, dialogando, hanno compreso che erano li tutti per lo stesso motivo, per San Marco e l'Autogoverno.
 
SANCA dialoga con i centri sociali del nordest da moltissimo tempo. Abbiamo condiviso con loro diversi momenti della lunga lotta contro le grandi navi in laguna e discusso le nostre idee sull'Autogoverno del Veneto e continueremo a farlo. Nonostante ciò, SANCA non fa parte di quella realtà politica e non può prendersi né la responsabilità né tantomeno il merito della loro partecipazione di ieri.
 
Comunque è proprio in virtù del dialogo che stiamo conducendo che ieri abbiamo scelto di entrare in piazza con questi ragazzi. Lo abbiamo fatto però in un modo ben preciso: ci siamo collocati al termine del gruppo ed all'entrata in piazza abbiamo formato un nostro capannello, un po' in disparte.
 
Il nostro movimento, anche per la sua pluralità di vedute (all'interno dell'ampissimo panorama delle sinistre) ha scelto di dialogare sempre con tutti, finanche con coloro che sono più distanti dalle nostre idee. E' proprio per questo che quando qualche testa calda tra coloro che si trovavano in piazza ha deciso di andare a provocare i ragazzi dei centri sociali urlando frasi razziste irripetibili e scagliando qualche pugno e stava per scatenarsi un piccolo parapiglia, insieme ad i più pacati di "entrambi gli schieramenti", ci siamo impegnati a far confrontare le persone in modo sereno. Dopo pochissimi momenti tutto è volto per il meglio
 
Ovviamente è nell'interesse dello stato italiano e dei media di regime dipingere cio che è successo ieri come uno scontro, ma noi e chi era in piazza sa come sono andate le cose.
Sfatiamo un po' di miti:
 
a) Sono stati mandati dalla digos. Posso garantirvi personalmente che non potrebbero che starsi più antipatici.
b) Sono venuti a reclamare la piazza dei Veneziani VS I venetisti campagnoli. Mi tocca smentire anche questo, i ragazzi e le ragazze presenti in piazza provenivano da ogni singola città del Veneto. Piuttosto volevano parlare di un'idea di autogoverno aperta ed inclusiva.
c) Volevano opporre la Festa della Liberazione ai festeggiamenti di San Marco. Non ci siamo. Volevano piuttosto affermare che le due feste non sono solo compatibili ma piuttosto essenziali l'una all'altra. Se non avessimo sconfitto i fascisti nessuno potrebbe festeggiare San Marco o parlare in Veneto... chiedetelo ai baschi o ai catalani.
d) Hanno messo un Burqa al Leon. No, il passamontagna fa riferimento al Subcomandante Marcos portavoce dell'EZLN, uno dei movimenti per l'Autogoverno più importanti del nostro secolo.
 
Confido che, come ha avuto a dirmi una ragazza, questo possa essere un primo passo per parlare di indipendenza in modo diverso.
 
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# 003 - UNA STRATEGIA VERSO L'AUTOGOVERNO VENETO

 

Alla domanda posta a introduzione di questo articolo: Chi dovrebbe prendere le decisioni per il Veneto? Rispondiamo in maniera univoca: chi vive in Veneto.

Il diritto all'autogoverno non deve essere percepito solo come un'opportunità economica, ma come un rilancio democratico della società e delle istituzioni del Veneto. Il diritto all'autogoverno si configura come la dimensione politico-amministrativa del diritto all'autodeterminazione dei popoli garantito da organi e trattati internazionali. 

Per autogoverno si intende quindi il diritto di una comunità sociale di decidere del proprio futuro. Questo diritto si articola nel progressivo passaggio di poteri e competenze dal più alto livello amministrativo verso il più basso.

In quest'ottica il meccanismo di ripartizione di poteri e competenze tra i diversi organi e livelli istituzionali, deve basarsi su un principio di radicale sussidiarietà. . Deve essere un processo dal basso verso l'alto, che garantisca trasparenza, inclusività e partecipazione della cittadinanza. 

Ogni competenza deve essere riservata all'organismo più vicino ai cittadini, e solo qualora questo potere non sia gestibile per sua natura su base strettamente locale, l'istituzione più larga può esercitarlo in ottica federativa. 

Organismi indipendenti devono essere predisposti al monitoraggio dell'efficienza dell'azione di governo dei diversi enti in collaborazione con istituti consultivi e propositivi della società civile. 

Nel caso specifico del Veneto, l'autogoverno è un'imperativo democratico, morale ed economico

 
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