# 606 - UN QUADRO/SELEZIONE DI INDICATORI DI PROGRESSO

 

Al momento abbiamo molti indicatori di progresso, ma ce ne sono così tanti che è difficile per i cittadini tenerne traccia. Però, c'è un piccolo numero di indicatori che vengono considerati molto più degli altri - e uno più di tutti. Che questo indicatore - il PIL - tenda a rinforzare gli interessi delle grandi corporation non dovrebbe sorprendere molto.

Inseguendo la crescita economica come misurata dal PIL, abbiamo portato avanti politiche stupide disegnate per migliorare i profitti nel brevissimo termine. Quasi ogni altro indicatore - a parte forse l'inflazione e la disoccupazione - arriva solo molto dopo.

Il trucco è trovare un equilibrio: troppo pochi indicatori ed è impossibile fare una valutazione equilibrata di quello che sta succedendo nella società; troppi e diventa veramente difficile per le persone capire cosa stanno mostrando gli indicatori.

Il Veneto ha bisogno di una selezione di indicatori che ne diano una rappresentazione più equilibrata.

Dovrebbero essere tutti pubblicati insieme e nessuno di loro dovrebbe essere presentato prima quando vengono pubblicati. Si può discutere relativamente a quale aspetto dovrebbe essere coperto e quale indicatore sia più utile, ma oltre a PIL, inflazione, e disoccupazione dovrebbero essere presenti indicatori relativi ad uguaglianza economica, salaristandard di vita, salute e benessere ed emissioni - ma potrebbero essere include anche innovazione e produttività.

Le persone dovrebbero familiarizzare con questa selezione di indicatori e dovrebbero venir aiutate ad interpretare cosa significano per il progresso della nostra società.

 
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# 601 - RITORNARE AD UN MODELLO DI PRODUZIONE ENERGETICA BASATO SULLE COOPERATIVE ENERGETICHE

 

In Veneto, la gestione ed il possesso collettivo di beni e realtà produttive affonda le sue radici nell'istituto delle regole o comunanze, attraverso cui fino alla caduta della Repubblica Veneta gli abitanti di ogni paese decidevano, tramite assemblea, della vita e dei beni comuni.

Questo approccio è sopravvissuto all'abolizione dell'istituto da parte di Napoleone. Ne è esempio l'apertura, il 30 giugno del 1923, della centrale elettrica di Lugo di Grezzana. Aperta dai capifamiglia, riuniti in una società, la centrale permise di portare capillarmente l'energia prodotta in autonomia nelle case del paese e dei dintorni.

Parte degli utili di tale società erano destinati dai capifamiglia a lavori di pubblica utilità all'interno del paese. La società fu chiusa dalla nazionalizzazione voluta da Saragat nel 1965.

A partire dalla Germania l'Europa ha visto un ritorno di queste forme cooperative energetiche su larga scala.

Crediamo che oggi, nel perseguire l'obbiettivo di una produzione energetica sostenibile, le istituzioni locali dovrebbero raccogliere quest'eredità consegnataci dai nostri padri promuovendo e sostenendo la formazione di cooperative di autoproduzione energetica rinnovabile.

Ciò avrebbe l'effetto non solo di diminuire la proporzione di energia prodotta attraverso i combustibili fossili, di favorire l'autonomia e l'autogestione energetica, educare i cittadini ad un maggiore rispetto dell'ambiente e ad un consumo più critico, ma anche fornire dei vantaggi economici alle famiglie.

 
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# 604 - STIMOLARE L'INNOVAZIONE SOSTENENDO LE PMI NEL CAMPO BREVETTUALE

 

Ogni azienda, libero professionista o per chi intenderà iniziare a proporre propri prodotti o idee al mercato, dovrebbe avere accesso ad un’assistenza legale ed economica in campo brevettuale. 

Un'azione necessaria perché le aziende venete possano intraprendere, ove necessario, la difesa della proprietà intellettuale. Sappiamo che siamo agli sgoccioli per un sistema brevettuale comune europeo , cosa molto utile e auspicata, ma sappiamo anche quanto sia difficile intraprendere una causa legale internazionale soprattutto se siamo una piccola, piccolissima o media impresa. Grazie a ciò, le aziende venete potranno crescere e non dovranno preoccuparsi di eventuali attacchi di grossi gruppi che potrebbero bloccare sul nascere ogni libera iniziativa di un giovane pieno di idee. 

Come esempio possiamo portare il caso di un ragazzo che fonda una star-up e brevetta un prodotto in campo farmaceutico. Nel caso del brevetto europeo, se ci fosse una causa in materia medicale, sarebbe Londra la sede della disputa. Notoriamente le cause brevettuali in Inghilterra hanno cifre da 5 a 6 zeri e sarebbe quindi una lotta tra Davide e Golia solo che in questo caso, l’eroe biblico, se lasciato solo, non riuscirebbe a farcela. Altro problema sono le truffe legate ai brevetti. Solo negli Stati Uniti si stima che, mentre la guerra al terrorismo dal 9/11/2001 al 2011 è costata 123 miliardi di dollari, il costo economico delle false cause in campo brevettuale, è di 500 miliardi di dollari.

Il Veneto può e deve fare di più per aiutare le proprie imprese, e garantire un'assistenza in campo brevettuale va in questa direzione

 
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# 603 - CONVERTIRE LA P.A. VENETA ALL’OPEN SOURCE

 

Una particolare attenzione potrebbe fare una differenza sostanziale nello sviluppo del settore software, specialmente per quanto riguarda quello open source. Un settore ad alta innovazione e in rapida espansione. Il Veneto potrebbe fare molto per promuoverlo, concentrandosi in primo luogo sulla promozione di pratiche che incrementino il mercato per le competenza legate ai software open source.

Il modo più semplice di farlo sarebbe quello di sostituire progressivamente i sistemi informatici di tutte le istituzioni pubbliche con software open source. Ciò creerebbe nuove opportunità per gli sviluppatori Veneti che risulterebbero essenziali per questo passaggio (aumentando le competenze relativo a questo settore) e stimolerebbe anche lo sviluppo e la promozione di queste competenze nel settore privato.

Il Veneto può divenire leader nel campo del software open source e le istituzioni potrebbero stimolare questo nuovo ruolo di leadership.

 
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