MODERATI!

 

Cognome: Bozza

Nome: Santino

Professione: consigliere regionale del Veneto con la Lega Nord (iscritto dal 1992)

Attualmente: candidato di Progetto Veneto Autonomo con Alessandra Moretti e il PD

La squadra del principale partito di centrosinistra ha recentemente ufficializzato l'accordo con un signore il cui principale motivo di fama è dichiarare fiero ai media che: “Gay è una parola inglese, io li chiamo culattoni. Sono diversi. Purtroppo esistono, sono malati. E se avessi avuto un figlio gay lo avrei curato, lo avrei portato anche a donne personalmente. Se avessi avuto una figlia donna avrei fatto la stessa cosa, le avrei insegnato l’educazione sessuale”.

Come si può dire di essere un partito a favore dell'estensione dei diritti civili quando all'atto pratico si fanno accordi con gente del genere?

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Come si può voler essere il vento del cambiamento quando si intende cambiare il Veneto con le stesse identiche persone che lo hanno governato fino ad oggi?

Ci sarebbe piaciuto scrivere un articolo in merito ma il problema è talmente palese e imbarazzante che pare fuori luogo dire più di queste brevi righe.

Forse qualcuno nella fretta di stringere alleanze ha confuso l'approccio socialista con quello nazionalsocialista.

Spiace notare come per convenienza burocratica e con la speranza di vincere le elezioni, il nuovo centrosinistra somigli oggi un po' di più alla vecchia destra.

 

Michele Bodo



Per approfondire:

Espresso - "Io li chiamo culattoni"

Santino Bozza in Consiglio Regionale

Il Mattino - Padrin con Tosi e Bozza con Moretti. I trucchi per non raccogliere le firme.

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O de Spagna...

Intuendo che l'articolo che segue sarà dedicato ad alcune osservazioni critiche riguardo al governo Zaia e alla sua ricandidatura alle prossime elezioni venete il lettore potrebbe temere un articolo piuttosto scontato. Noi però non vogliamo rassegnarci alla banalità e dunque, dando per scontate le ampie critiche che, da sinistra, potremmo fare alla giunta leghista, ci concentreremo esclusivamente sui temi relativi al diritto di voto e alla valorizzazione linguistica e culturale, per lungo tempo importanti capisaldi della retorica del carroccio.

Diritto di Voto e Indipendenza

Uno penserebbe che durante un mandato di 5 anni, in una regione governata con una maggioranza schiacciante da un partito che in quasi ogni sua uscita pubblica usa degli slogan che hanno a che fare, seppur confusamente, con autonomia o indipendenza qualche risultato possa essere raggiunto. Eppure il Veneto è ancora, ben lungi dall'aver conseguito l'indipendenza, una regione a statuto ordinario.

Qualcuno potrebbe farci notare che stiamo dimenticando il percorso che ha portato alla leggi referendarie riguardo ad autonomia e indipendenza. Noi vorremmo domandargli, come ha contribuito la Lega a questo?

È chiaro che per motivi di immagine non poteva che sostenere il progetto, ma esso è stato in verità promosso e portato avanti da Indipendenza Veneta e la Lega si è decisa a sostenerlo con poche energie, rispetto a quelle che avrebbe potuto mettere in campo, e con poca convinzione. Basti pensare alle dichiarazioni del segretario della liga veneta Flavio Tosi. Non ebbe nessuna remora, infatti, ad affermare in una intervista rilasciata al corriere del veneto: "L'indipendenza? Ci serve per mettere paura a quelli di Roma". La stessa legge per il referendum sull'autonomia è nata da un progetto del Nuovo Centro Destra.

Ma almeno su questo vorremmo dare atto alla Lega e a Zaia di essere stati coerenti. nel piano programmatico della lega nel "programma ridotto" del candidato Zaia, presentati ai cittadini nel 2010, si faceva in effetti menzione del tema dell'indipendenza o del diritto di voto referendario. In entrambi si erano limitati a proporre lo statuto speciale e il federalismo fiscale nell'ottica di un "Veneto autonomo in un Italia federale".

Lingua e cultura Venete

Anche riguardo a lingua e cultura si è andati poco più in la di qualche slogan.

Se nel 1995 durante la prima legislatura Galan si era riusciti ad elaborare la (seppur limitata) GVU e nel 2007 fu approvata la legge numero 8 della regione, di "Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto.". Sembrerebbe che con l'arrivo dei leghisti in regione questo processo abbia quantomeno rallentato, quando avrebbe dovuto accelerare notevolmente.

Molto peggio se andiamo a discutere di altri campi della cultura. Per chi conosce il mondo della ricerca sulla cultura popolare in Veneto sa che è difficilissimo trovare sostegno in regione o anche solamente farsi sentire e la situazione dei musei storici ed etnografici è pietosa senza che la regione abbia mai provato a intervenire.

Fa sempre molta impressione notare come la regione Piemonte, peraltro sotto il governo del centrosinistra, sia riuscita a favorire una rinascita dell'interesse per la lingua e cultura locali che qui da noi non ha eguali. Per la verità non ci stupiamo neanche di questo, quando scopriamo che Daniele Stival, assessore regionale che dovrebbe esercitare la delega all'identità veneta (senza specifiche conoscenze sulla materia) ha posto la sua attenzione, durante il suo mandato, quasi esclusivamente all'attività venatoria.

Per concludere, seppur non amiamo la lega per altri molteplici motivi, ci stupisce in particolare avvederci del fatto che, un partito tanto forte e radicato, non abbia sfruttato la sua energia nella direzione tanto invocata e onnipresente negli slogan del reggiungimento di una (anche solo) maggiore autonomia e di una doverosa valorizzazione della lingua e della cultura veneta quando sia all'interno dello stato italiano che altrove in Europa abbiamo esempi eccellenti di realtà che sono riuscite ad ottenere molto di più in momenti estremamente meno favorevoli.

Giovanni Masarà

 

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"Mettete un Fiore nel vostro Cannone"

Il Nero a Venezia stona, come colore, se non altro.

E di poche ore fa l'annuncio della candidatura di Roberto Fiore a sindaco di Venezia. Lasciatecelo dire, fa pendant con la proposta di presentare Mara Venier: a destra la fantasia non manca, ma la serietà e il costrutto latitano.

In Sanca, ci chiediamo che valore aggiunto possa portare per Venezia, un ex-latitante fascista (così si autodefinisce), nato a Roma. La città lagunare, se non altro per la propria storia, non può che rifiutare fascismi e razzismi. Roberto Fiore rappresenta la reazione. Una reazione che con tutte le probabilità non appoggia le spinte indipendentiste venete, o anche solo la questione identitaria veneziana. Una probabilità che diventa sicurezza visto come ha tentato di tarpare le ali alle autonomie Valdostane qualche anno fa come parlamentare europeo.

Nella migliore tradizione italiana di destra, in momenti di crisi subentra l'omo forte. Si sventolano spauracchi contro inefficienze locali e presenza di substrati di popolazione mescolata a vari livelli di immigrazione e sembra che si sia in grado di ben amministrare una città, complessa, in più, come Venezia. Stesso copione utilizzato anche da altri politici meno abituati ad amministrare che a protestare.

Non possiamo che esprimere il nostro disappunto e diversi punti di domanda per questa candidatura. Siamo convinti che Venezia necessiti di una svolta, ma siamo altrettanto sicuri che questa non possa venire da movimenti ispirati a ideali in totale contrasto con il buon senso, con la storia e la tradizione di questa citta.

Venezia e i veneziani non meritano di dover scegliere tra soubrette e nazionalisti Italiani.

Stefano Zambon, Matteo Visonà Dalla Pozza.

P.S. Si voga alla Veneta tenendo la Sinistra, così il remo affonda nella parte più profonda del canale e permette la miglior manovra ... così per dare qualche informazione utile a chi, non avendo altro d'importante da fare, vuol fare il sindaco di Venezia.

 

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O de Franza ...

Mi sono letto diverse pagine di giornale, post su social network, video di interviste, commentidichiarazioni d'intenti, slogan ed excursus politici ... ma non sono riuscito a capire quale sia l'idea di governo di Alessandra Moretti favoritissima alle primarie del centro sinistra in Veneto per le prossime elezioni regionali del 2015.

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