Verso il futuro con Trasporto

 

In una terra come la nostra, punteggiata di città di medie dimensioni molto vicine tra di loro accostate o fuse a centri minori, il tema della mobilità è essenziale. Dopo lo smantellamento delle grandi reti tranviarie e ferroviarie, anche per mano delle grandi lobby della gomma e dell’asfalto, negli anni del boom economico vi è stato un continuo crescere di problemi legati al traffico, alla sicurezza e all’inquinamento. Altrove, dove queste infrastrutture sono state salvaguardate o vi si è investito nuovamente con forza negli anni passati, questi problemi esistono in misura decisamente minore permettendo una maggiore qualità della vita e un notevole risparmio economico ed ambientale.

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Alta Voracità

Recentemente, dopo 11 anni di silenzio, si è ricominciato a discutere della questione TAV per quanto riguarda il tronco Brescia – Padova. Vista l'importanza del tema vorremmo fare qualche osservazione.

In linea di principio, siamo abbastanza contrari alle grandi opere. Come avrete capito leggendo i nostri articoli riguardanti le Grandi Navi (vere grandi opere galleggianti) non ci piace l'enorme impatto distruttivo che hanno sull'ambiente, che non può essere ripagato da alcuna compensazione economica, non ci piace l'immenso impatto che hanno sulle vite di coloro che vivono ove la grande opera viene realizzata (che spesso non ricevono alcun beneficio da essa a fronte di grandissimi costi), non ci piace il tipo di sistema economico, clientelare, mafioso che spesso e volentieri queste operazioni nascondono. (serve che citiamo il MOSE?)

Ma le posizioni di principio non bastano, da convinti sostenitori dell'importanza del locale (ma sempre inserito in un ottica globale) dobbiamo necessariamente andare ad analizzare le caratteristiche del caso specifico.

Di cosa stiamo parlando?

Riprendendo le definizioni fornite da Associazione Ferrovie a Nordest:

La definizione “Alta Velocità” (AV) descrive specificamente un’infrastruttura ferroviaria che permette una velocità di percorrenza di almeno 250 km/h (oggi il valore standard in Europa è attestato a 300-320 km/h), nella quasi totalità dei casi dedicata esclusivamente al trasporto passeggeri di lunga percorrenza. Per raggiungere queste prestazioni è necessaria una progettazione molto diversa da quella delle tradizionali linee ferroviarie: dato che al crescere della velocità devono aumentare esponenzialmente i raggi di curvatura, le linee AV hanno bisogno di tracciati quasi rettilinei e non possono quindi seguire le ferrovie esistenti, necessitando di essere costruite come nuove strutture indipendenti. [...]
In definitiva una linea AV costa molto di più ma permette di far circolare una cerchia
ristretta di treni, mentre una linea tradizionale può accogliere ogni tipo di servizio.

E’ anche importante contestualizzare l’origine dei sistemi AV: le linee AV europee
attivate negli ultimi anni sono la messa in pratica di progetti e idee partoriti molti
decenni prima, spesso da visioni risalenti agli anni ’70-'80. E’ normale che tra il progetto
e la messa in pratica di opere così complesse passino molti anni; quello che non è
normale è continuare ad usare la situazione di trent’anni fa come punto di partenza per
i progetti che andranno costruiti nel futuro.

Infine, si consideri che le risorse pubbliche non sono infinite: in uno scenario in cui si è
lanciato un pesante investimento per una nuova linea AV, è improbabile ottenere anche
i fondi necessari a sistemare i problemi puntuali della linea storica; e la Milano – Venezia
è bisognosa di questi interventi e ancora lontana dall’essere davvero ottimizzata nelle
tecnologie, il margine di miglioramento è ancora ampio.

In che contesto è inserita?

La linea AV in territorio veronese dovrebbe interessare il territorio delle colline moreniche del basso Garda attraversando i comuni di Peschiera,  Castelnuovo, Sona e Sommacampagna (e altri). Queste colline, formate dai depositi morenici originati a partire dalla glaciazione di Günz (fino a 700.000 anni fa), sono ambienti di grande pregio naturalistico, con vegetazione tipica del clima mediterraneo come l'olivo, la vite, le agavi e altre piante, che crescono rigogliose grazie al microclima creato dal bacino del Garda. La zona accoglie anche una notevole avifauna grazie alla presenza dell'airone cinerino e rosso, la nitticora, il tarabuso, la garzetta e molte specie di anatidi (ad esempio l'alzavola, la marzaiola ed il germano). Le colline sono un'importante crocevia migratorio per numerose specie di falconiformi e vedono pure la presenza di numerose specie insettivore che tipicamente vivono in ambienti incontaminati. La zona ospita inoltre attività agronomiche di eccellenza (zona viticola Lugana DOC, zona Grana Padano e viticoltura biologica) e una fiorente attività turistica, che registra decine di migliaia di presenze l'anno.

Con che modalità è stata proposta?

Il progetto del passaggio della linea ad alta velocità era fermo addirittura al 2003. Poi improvvisamente, quindici giorni fa, è arrivata in Comune la nuova documentazione di CEPAV Due, e tutto è diventato attuale ed urgente. Il termine ultimo che abbiamo per presentare le osservazioni al progetto è comunque il prossimo 6 novembre, e l’obbiettivo è proprio quello di trasmetterne il più possibile. Inoltre abbiamo riscontrato una vera anomalia. Le mappe sulle quali è stato progettato il passaggio della TAV, e sulle quali stiamo discutendo e dovremo fare le nostre osservazioni, sono assolutamente non attuali, risalenti al 2000. Questo significa che vengono considerate delle situazioni non più esistenti e non vengono contemplate invece situazioni che ora sono presenti.Gianluigi Mazzi, Sindaco di Sona


Come al solito, lo stato, disinteressandosi totalmente delle popolazioni locali e del contributo possibile delle amministrazioni, cala dall'alto la decisione presa, lasciando un margine quasi simbolico di tempo per le osservazioni tecniche e procedendo attraverso la formula autoritaria dell' “interesse strategico”.


Dunque:

Oltre che per le considerazioni generali fatte all'inizio dell'articolo pensiamo quindi che anche le caratteristiche territoriali e sociali locali non siano adatte ad accogliere un opera come quella descritta.
Vi immaginate che voglia avrebbero gli uccelli migratori di fermarsi in un territorio devastato dalle cave che verranno scavate in loco per rifornire i cantieri? O che voglia ne avrebbero i turisti?
O la sorte delle vigne e degli agricoltori ormai obbligati a lavorare in mezzo ai camion che faranno la spola tra le già citate cave e i cantieri?
Vi pare che sia il caso di investire montagne di soldi in un opera inadatta per le brevi distanze che intercorrono tra le nostre città, quando invece bisognerebbe investire nel miglioramento della linea storica e nei servizi regionali e di medio e breve raggio?
Vi pare possibile che lo stato, trattando con estrema sufficienza i poteri e le popolazioni locali, imponga un opera distruttiva per il territorio e per le vite delle persone senza nemmeno lasciargli spazio di discussione?

Pensiamo che sarebbe molto più serio invece provare a lavorare su un progetto partecipato dalle popolazioni interessate, un progetto che magari parli di un potenziamento della linea storica, un progetto che permetta di pensare nuovi sistemi ferroviari alla portata di tutti. Un progetto che non distrugga la terra meravigliosa che abbiamo ereditato dai nostri padri e che dobbiamo consegnare ai nostri figli.

Giovanni Masarà


Per approfondire:

Documento di FNE sulla linea in questione.

Il Baco da Seta: portale dei territori interessati

Coordinamento No Tav del Basso Garda

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