10 Buone Ragioni

Avete Bisogno di qualche buona ragione per Diventare Sanchisti? Eccovene 10! ;)

1. IL VENETO HA BISOGNO DI UNA SVOLTA. Abbiamo bisogno di nuova cultura politica. L’obbiettivo di Sanca Veneta è di creare un nuovo approccio al rapporto tra cittadinanza e istituzioni fatto di partecipazione e trasparenza. Creare un’alternativa per un Veneto che merita più di quello che la sua attuale classe dirigente può dare.

2. SIAMO DIVERSI. Tra le pochezze e le carnavalate dell'indipendentismo veneto e il dogmatismo centralista della sinistra italiana, abbiamo deciso di differenziarci. Nessuno di questi due mondi ci appartiene, ed esattamente per questo siamo nati.

3. SIAMO LA VOCE DEI GIOVANI VENETI. La gioventù veneta è sempre più lontana da una politica che li delude e dimentica. Il consiglio direttivo ha un'età media di 25 anni. Il nostro obbiettivo è dargli una voce, perché se i giovani veneti non hanno opportunità e non vedono prospettive di cambiamento, il Veneto non ha futuro. Noi siamo l’antidoto a questa malattia.

4. SIAMO MOLTI DI PIÙ DI QUANTO PENSIAMO. Quando siamo nati eravamo stupiti di essere una decina o poco più, oggi siamo un gruppo molto più numeroso e in continua espansione. Ci hanno convinto che essere indipendentisti e progressisti sia un ossimoro. Non lo è. Siamo parte di un movimento globale per l’autodeterminazione.

5. LA SINISTRA ITALIANA HA FALLITO IN VENETO. A livello territoriale la sinistra italiana ha dimostrato la propria incompetenza nell’ascoltare, comprendere e analizzare il Veneto. Asservita alla linea e ai diktat romani e impegnata più nei propri conflitti interni, ha dimenticato le priorità e gli interessi di Veneto e Veneti.

6. L'EUROPA STA CAMBIANDO. Movimenti autonomisti e indipendentisti stanno conquistando la scena politica di molti stati membri, dalla Scozia alla Corsica passando per la Catalunya. Il loro, e il nostro messaggio è chiaro: vogliamo un Europa nuova, più democratica e meno burocratica, che serva gli interessi dei propri popoli piuttosto che quelli delle burocrazie degli stati membri.

7. SANCA È INTELLIGENZA COLLETTIVA. Il nostro team è giovane e ambizioso. All’interno di Sanca non ci sono capetti o omeni forti, orticelli da coltivare o correnti da prendere. In Sanca Veneta le decisioni vengono prese collettivamente e ogni attivista ha I diritto di esprimersi a riguardo. Ogni dibattito ci rende più forti, ogni battaglia più motivati.

8. ABBIAMO UN MESSAGGIO DI POSITIVITÀ. Vogliamo mandare un segnale di speranza e partecipazione. Lamentarci o chiuderci nelle nostre nicchie di conforto non ci portera da nessuna parte. La paura e l’apatia non ci porteranno da nessuna parte.

9. CULTURA E LINGUA VENETA NON POSSONO ESSERE MONOPOLIO DI PARTITO. Preservare e valorizzare l’identità veneta è fondamentale per affrontare le sfide che la globalizzazione ci pone innanzi. Lasciare a una sola parte politica questo compito significa arrenderci al populismo, all'incompetenza e agli stereotipi oggi ancora troppo diffusi.

10. SIAMO IL FUTURO DELLA POLITICA VENETA! 

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Il fondo del barile

E' notizia di ieri l'approvazione del bilancio preventivo 2016 della Regione del Veneto. Tra i capi di spesa inseriti al suo interno vi sono 2 milioni di euro per l'indizione di un referendum sull'autonomia.
Come i nostri lettori sapranno siamo convinti sostenitori che un'autonomia ben fatta sia un passaggio essenziale nel percorso di autogoverno per la nostra terra perché permette di costruire gli strumenti di "autosufficienza amministrativa" che sono essenziali per pensare l'indipendenza (come hanno mostrato Scozia e Catalogna) e perché è imprescindibile per la nascita di una classe dirigente matura che abbia la forza e gli strumenti per condurci in quella direzione.
Riteniamo interessante in questa prospettiva anche l'idea, emersa con sempre maggiore forza negli ultimi mesi, di accorpamento delle regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Pensiamo non solo che sia coerente con la storia politica e culturale della maggior parte dei territori oggi amministrati da queste realtà, che hanno costituito per diversi secoli l'anima della Repubblica Veneta, ma che possa darci la forza per accelerare quel percorso di autogoverno di cui il nostro popolo ha così forte necessità. Riprendendo una riflessione condivisa con la deputata Dem Simonetta Rubinato, pensiamo che però un progetto di questo tipo non possa prescindere da dei paletti essenziali:

a) Che ciò non comporti una perdita di potere da parte dei cittadini friulani e triestini.
b) Che tra i poteri ottenuti dalla nuova regione così formata ci sia quello di poter organizzare i propri strumenti di democrazia territoriale (come fa il Trentino con le comunità di valle); ciò garantirebbe la possibilità di costruire una macroregione fatta di Territori molto autonomi (simili alle provincie autonome).
c) Che si rendano evidenti i vantaggi economico - politici di tale operazione anche per i cittadini dell'attuale FVG.
d) Che in tutti i territori e nell'intera nuova regione si recuperino i luoghi, i legami simbolici e pratici con la tradizione e la storia politica locale. Credo che questo aiuterebbe a sconfiggere quella narrazione anti-veneta che purtroppo per molto tempo è stata portata avanti da qualche parte della politica e della cultura Friulana.

Per quanto riguarda il SudTirolo e il Trentino credo che ipotizzare un accorpamento sia pura fantascienza. Il loro statuto di autonomia è sancito dall'Accordo De Gasperi-Gruber, un trattato internazionale firmato nel '46.
Inoltre, se da una parte l'attuale Friuli ed il Veneto hanno percorso secoli di storia politica e sociale comune, all'interno della Serenissima Repubblica, i legami storici e linguistici con il SudTirolo ed in misura minore con il Trentino sono decisamente più deboli.
 
 Rendendo essenziale, in questa direzione, che la Regione del Veneto ottenga autonomie ALMENO equivalenti a quelle attualmente nelle mani del FVG (Anche se, per gli obbiettivi elencati sopra, puntiamo molto più in alto).
Anche una proposta come questa, fatta rispettando l'interpretazioni più rigide dei codici italiani, non ha però evitato che si sollevassero ire funeste che non trovano giustificazione se non nella voglia di fare opposizione a tutti i costi. Abbiamo risposto così a Graziano Azzalin, consigliere regionale del PD, che accusava la legge di essere una copertura al flop della raccolta di fondi per il referendum e di populismo:
a) Il referendum che doveva essere sostenuto dai soldi dei sostenitori era quello sull'indipendenza, quello sull'autonomia era finanziato dalle istituzioni fin dall'inizio. Cosa di cui comunque l'ottimo Matteo Visonà ha scritto qui.
b) Come ha sostenuto spesso Simonetta Rubinato, il risultato del referendum sarà pure scontato ma avere un mandato dei cittadini da poter utilizzare nella trattativa con il governo centrale può fare la differenza nei margini di autonomia che si possono ottenere. Io aggiungerei che dare la parola ai cittadini non può essere mai ritenuto superfluo o sbagliato ed è occasione, come hanno mostrato Catalogna e Scozia, di momenti di grande rinascita democratica.
c) Cosa sono 2 milioni di euro comparati con i 18,2 mld (ultimo dato disponibile) di residuo fiscale del Veneto? Quei soldi dovrebbe darceli lo stato centrale e sono niente rispetto a quanto possiamo ottenere per i nostri cittadini.
d) I tagli fatti sulla pelle dei veneti esistono anche perché da anni viene perpetrato un esproprio fiscale (vergognoso in qualsiasi altro luogo d'Europa) che si traduce inevitabilmente in esproprio di servizi e democrazia.
e) Dov'è finito il senso democratico di un Partito DEMOCRATICO che fa sti discorsi?
f) Se invece di fare sti discorsi rinunciaste ai vitalizi...
 
Infine vorremmo suggerire alla rete delle associazioni studentesche composta da Studenti Per Udu Padova, Unione Degli Universitari - Udu Venezia, Ateneo alla luce del sole - Udu Verona e Rete degli Studenti Medi del Veneto di rileggere la lettera aperta che gli avevamo inviato il 16 giugno 2014 relativamente allo stesso tema. Si vede proprio che non hanno provato a riflettere a mente aperta come gli suggerivamo, "facendo poco onore al loro essere studenti universitari."
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Convegno Veneti e Catalani

 

Venerdì 29 Gennaio 2016 a Vedelago alle 20.30 al cinema Sanson, Emanuele Mason interverrà  per Sanca Veneta durante il convegno Veneti e Catalani, due popoli in cammino.

Il convegno vedrà partecipare anche Simonetta Rubinato, Jacopo Berti, Antonio Guadagnini, Massimo Candura, Michele Favero, Tommaso Razzolini e Franco Conte.

Ti piace SANCA VENETA? Vuoi aiutarci? 

Tra tanti indipendentisti - e non - classici, parleremo di Bookchin, contemporaneità e laicità del processo catalano e di come vorremmo fosse quello veneto. Cercheremo di far comprendere il nostro punto di vista sulle metodologie e le attività che una politica moderna dovrebbe perseguire per raggiungere l'obiettivo di far autodeterminare il proprio popolo.

Venite ;) non ve ne pentirete.

SV

 

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Se vi accontentate di niente

 

Pagare per votare.

A distanza di tempo non riesco ancora a sopportare questa assurda fantozziana beffa, un referendum a pagamento è una delle più bieche e vergognose pagine che la regione Veneto sia stata in grado di scrivere in tema di democrazia.

Sia ben chiaro, non c'è l'ho con chi ha costruito la proposta referendaria, spendendo soldi, tempo e impegno, finanche accettare e impegnarsi a promuovere la raccolta dei fondi. A loro va tutta la mia stima e il mio appoggio, per quel che può valere.

La mia reprimenda non è nemmeno rivolta ai consiglieri regionali della scorsa giunta (che poi in buona parte son ancora al loro posto), il mio indice punta tutti quelli che si sono sentiti in qualsivoglia modo tutelati in questa lotta da partiti e uomini che già da molto tempo avevano dimostrato di non avere le intenzioni - e nemmeno le abilità probabilmente - di attuare politiche adatte al raggiungimento dello scopo.

Ti piace SANCA VENETA? Vuoi aiutarci? 

Doveva bastare constatare la totale mancanza di tutela della cultura veneta, l'inconsistenza delle politiche Federaliste o Autonomiste - non basta svegliarsi un mattino e gridare secessione.

Invece non basta il fatto che nessuno sforzo di promozione a sostegno del referendum sia stato fatto dai partiti e i consiglieri che l'hanno votato. Nemmeno serve che diano la colpa ai veneti, che non hanno pagato per votare.

Basterebbe poco per smettere di credere che loro possano essere dei compagni di lotta, ma se vi accontentate di niente, non basterà mai.

P.S. Serve anche aggiungere che pessime politiche raggiungono solo pessimi risultati ;)

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