Venezia is not Mestre // and // Mestre is not Venezia

 

Andando dritti al sodo: non far celebrare il referendum per la separazione in due comuni distinti delle città di Venezia e Mestre, è un gravissimo errore democratico e politico.

Non entrerò nemmeno nel merito dei perché sia corretto pensare a una amministrazione separata per una città di terraferma e una città di laguna. Rimando volentieri ai dibattiti di ben più esperti colleghi che trattano il tema con dovizia. Ricordo solo, per controbattere a chi si ostina a usarle come causa di indivisibilità [che brutta parola :( ] che le diverse cose in comune di Venezia, Mestre e Marghera possono essere facilmente oggetto di politiche comuni, anche in regime di autonomia, ma è necessario che sulle specificità lagunari, intervengano rappresentanti lagunari e, viceversa, sulle specificità di terraferma, intervengano rappresentanti che vivono appieno quella realtà.

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Message in a Bottle

Qualche giorno fa il consigliere regionale Giovanni Furlanetto, del gruppo Prima il Veneto, ex-Lega Nord, ha rilasciato delle dichiarazioni poco lusinghiere sul movimento NONAV, dichiarando che "essere contro le grandi navi, significa essere contro Venezia", che la manifestazione degli scorsi giorni sul campanile di San Marco "va sanzionata, come in passato è stato sanzionato chi ha manifestato il proprio pensiero utilizzando il campanile" e che il movimento NONAV non disporrebbe di proposte alternative per il comparto crocieristico.

Qui a Sanca abbiamo delle idee differenti da quelle del consigliere Furlanetto sul tema. Conviene riportargliele, forse potrebbe convincersene e farle proprie.

È già stato dimostrato che il passaggio delle navi da crociera nel bacino di San Marco e canale della Giudecca provoca degli enormi danni alla struttura della città stessa, non ci dobbiamo soffermare sull'azione del moto ondoso, né è il caso di ricordare quello che può succedere in caso di errore umano.

Sulla comparazione della scandalosa pena subita dai serenissimi nel 1997 e la manifestazione dei NONAV non ci dobbiamo soffermare troppo. È stata una punizione di Stato, all'epoca. Lo schieramento politico non può giustificare la richiesta dell'intervento di tali repressioni.

Il movimento contro le grandi navi ha fatto propria la proposta di De Piccoli, già passata positivamente al vaglio della fattibilità, in cui viene ipotizzato lo spostamento delle grandi navi alla bocche di porto del Lido, il progetto è sostenibile e con un nuovo e aumentato indotto.

È tra l'altro utile ricordare che un caso simile a quello veneziano ha trovato una soluzione a Barcellona. I catalani, dopo anni di lotta, sono riusciti a far spostare l'approdo delle crociere, in particolare le navi di maggior dimensione, dal vecchio porto della Barceloneta, al Nuevo Puerto, a sud, alle spalle del Montjuic e verso Llobregat. Lo spostamento è stato pagato direttamente da MSC e le altre compagnie crocieristiche, senza pesare sul pubblico, investimenti che hanno, ovviamente, creato ulteriori posti di lavoro.

Venezia è un unicum, che in questo caso ci faciliterebbe il compito. Se le navi da crociera vogliono approdare nella Serenissima - e lo vogliono indiscutibilmente - lo devono fare alle nostre condizioni, non alle loro. Se vogliono sfruttare l'enorme richiesta di turismo crocieristico, devono mettersi in condizione di non danneggiare la città, spendendo del proprio, su indicazione delle soluzioni sostenibili già individuate. Non esiste nessuna compagnia di navigazione turistica che rinuncerebbe a Venezia.

È poi opportuno ricordare, a chi di dovere, che nonostante anni passati al governo di Stato e Regione, di gruppi che hanno fatto dell'autonomia una bandiera, oggi siamo ancora totalmente succubi di decisioni che vengono prese fuori dalla laguna, a Roma, da ministri poco attenti alle necessità delle comunità e invischiati in rapporti poco chiari con i poteri forti extra parlamentari. Se prendessimo spunto dai Catalani, anziché dar retta alle lobby di potere, saremmo già due o tre passi avanti rispetto alle condizioni di sudditanza in cui ci troviamo.

Siamo tutti Veneti, noi di Sanca, i NONAV, Raixe VeneteFurlanetto. Lottiamo per la sopravvivenza della nostra Capitale, dovremmo essere compatti contro chi la vuole distruggere e sottomettere.

W Venessia e Fora le Grandi Navi da la Laguna.

P.S. Se volete farvi un'idea veloce in materia guardate qui ;)

 

Matteo Visonà Dalla Pozza

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