Vota il meno peggio!

Andrea Cordioli è il nostro consigliere comunale a Villafranca di Verona, eletto con la lista civica Borgo Libero da lui guidata. Qualche giorno fa ha voluto offrirci questa riflessione:

Pochi giorni fa ci sono state le elezioni del Presidente della Provincia di Verona. Se te lo stavi chiedendo, Sì, le Province esistono ancora ma possono votare solo i sindaci e i consiglieri comunali.

I candidati, solo due
Il vincitore (col 51,2%) è il Sindaco di Cologna Veneta, sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e parte di Forza Italia. L’altro invece è il Sindaco di Grezzana, sostenuto dalla restante parte di Forza Italia, dai tosiani e (non ufficialmente) dal PD.

Il peso del voto varia in base al numero degli abitanti, noi di Villa (gli unici con la scheda verde) siamo secondi dopo Verona e per convincerti a star di qua o di la si scomodano consiglieri di tutti colori, Sindaco, Presidente del Consiglio Comunale, segretari locali dei vari partiti e anche qualche consigliere regionale. 
Parole vuote, da settimane sento costantemente solo parole vuote.
Sapete cosa succede quando gli si fa capire che nessuno dei due ti piace? Risposte tristi, come “Lo so, ma vota il meno peggio” o “Ah si ma voi giovani adesso siete così, va be dai, l’altro è più brutto del nostro”. Dette con convinzione, quasi fosse la normalità.

Ammetto che ero indeciso; nonostante molte riflessioni in Sanca e in Borgo Libero e i diversi consigli di astenersi ero quasi caduto nella logica del meno peggio.

Entrato nel palazzo della provincia mi sale quel disagio che provo ogni volta che vengo squadrato da un colletto bianco incravattato. E qui c’era un bel rendezvous di pezzi grossi veronesi.
Salgo le scale e con la testa ancora indecisa arrivo al seggio. Incrocio sguardi che avrei preferito evitare, ma almeno la mente torna limpida.
Prendo la scheda, me ne vado in cabina e con un sorrisino compiaciuto scrivo una parola, simbolica ma che esprime l’amore per la mia terra, annullando così la scheda.
Esco incrociando di nuovo tutti quegli sguardi consumati, ma questa volta mi sento felice e sereno!

Ero felice perché a differenza dei musi lunghi che mi circondavano, io mi sentivo libero!
Non mi sono fatto illusioni, mi avrebbero scoperto la stessa sera. E così è stato.

Tralascio i commenti dei colleghi consiglieri come “hai fatto una cagata” “ora sei consigliere, hai delle responsabilità e devi fare delle scelte, o di qua o di la”. Capisco che a voi possa sembrar un voto sprecato o un gesto irresponsabile, ma provate a fare un passo in più.
Non si può scegliere tra uomini sostenuti da chi semina odio urlando alla pancia della gente, da chi ha già sfregiato abbastanza questa terra, da chi è stato e potrebbe tutt’ora essere colluso. Ci si può arrovellare per giorni il cervello cercando di ponderare la responsabilità del proprio voto, e ci ho provato; ma el manco pezo no lo go mia catà!

Davvero, se non riuscite a capire che un ragazzo di 25 anni, di fronte a questa scelta, compie il suo più grande atto di libertà nell’annullare la propria scheda, beh c’è un problema molto profondo da risolvere. Perché significa che avete perso il contatto con la realtà che dobbiamo rappresentare. Non potete rimanere ingessati. Domandatevi come ci siamo finiti qui, senza più un futuro in cui credere, avanzando con quel meno peggio che lentamente soffoca ogni speranza. Descanteve!

In questo percorso ho avuto e ho tutt’ora paura. Tuttavia sto capendo una cosa. La paura è normale, non si deve mollare. Senza la paura il coraggio non esiste.
Dobbiamo avere il coraggio di essere liberi. Perché per quanto grossi siano, quando intuiscono che non sei “merce in vendita”, per un attimo tremano.

Ricordatevi sempre una cosa: La libertà li spaventa!

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Verona - Sanca - Libertà

 

È di per se difficile capire perché alcuni abbiano così tanta paura dell'omosessualità. Probabilmente alla base ci sono gli stessi motivi che spingo gli integralisti religiosi a ritenere aberranti gli altri culti. Sarebbe interessante comparare psicologicamente un integralista musulmano e un omofobo occidentale. Tanto per vedere se le reazioni verso, l'uno l'occidente cristiano e, l'altro il mondo LGBT, abbiano tratti in comune.

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Battiquorum

Ci eravamo schierati contro le trivelle in tempi non sospetti e domenica siamo andati a votare Si al referendum, memori dell’alluvione del ’51 in Veneto. Oggi, invece di cercare di sventolare una discutibile bandiera della vittoria (come si è fatto da più parti), vorremmo fare qualche valutazione sullo strumento referendario in generale e sul ruolo che crediamo dovrà avere in un Veneto Futuro.

Innanzitutto, se ci sono dei veri sconfitti in questo referendum, sono i cittadini della Basilicata. In Basilicata non solo è stato superato il quorum, ma il 96,40% degli elettori ha votato Si. Nonostante ciò, anche davanti alle loro coste, si continueranno ad effettuare trivellazioni oltre la naturale scadenza della concessione. Come offrire dunque una possibilità affinchè la loro volontà sia rispettata?

Noi crediamo che bisognerebbe dare più forza ai referendum regionali e che almeno per alcuni temi dovrebbe essere vincolante il risultato referendario in ogni singola regione.

Inoltre crediamo sia essenziale mettere in discussione il sistema del quorum. L’esistenza del quorum all’interno della legge sul referendum in Italia è un elemento più unico che raro. Esso ne vizia inevitabilmente il risultato. Chi sostiene il no infatti ha un grandissimo incentivo a fare campagna per l’astensione, potendo così sfruttare la base di assenteismo sempre presente che niente ha a che fare con un giudizio relativo al quesito. Spesso anche chi sostiene il si è incentivato a sostenere il voto in se e per se senza entrare nel merito di ciò per cui si vota; entrambi gli schieramenti tendono così a non parlare del contenuto del referendum.

Come ricorda Thomas Benedikter, studioso degli strumenti della democrazia diretta:

 il quorum scaturisce dalla sfiducia nei cittadini. Siccome la partecipazione diretta è sempre stata vista solo come uno strumento di difesa dei cittadini dalle istituzioni, all'epoca della Costituente anche le attività politiche al di fuori dei partiti non venivano considerate un correttivo prezioso del lavoro istituzionale e un momento di partecipazione civica, ma erano guardate con sospetto. La legittimità di un tale atto di difesa contro le istituzioni - la Costituente - andava pertanto comprovata da una maggioranza di elettori. (T. Bendikter, Democrazia diretta. Più potere ai cittadini, 2008) 

Crediamo dunque che sia essenziale inserire questo tema all’interno della nostra riflessione su un Veneto futuro, affinchè la nostra terra possa davvero collocarsi di nuovo, per attenzione alla democrazia e all’interesse dei cittadini, nel novero delle più avanzate democrazie in Europa.

Crediamo che questo cammino dovrebbe essere già imboccato da chi oggi governa il nostro Veneto, eliminando il quorum dai referendum regionali e restituendo lealtà e credibilità all’istituto referendario.

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