El Leon Rebelde

A mente fredda, dopo aver assistito alla mezza bagarre mediatica e social che si è sollevata riguardo alle celebrazioni per San Marco e la Liberazione ieri in Piazza San Marco, credo sia necessario fare un po' di ordine.
 
Come la maggior parte delle persone presenti ha ritenuto di commentare (anche alcuni di coloro che oggi sputano veleno), la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze dei centri sociali del nordest è stato gesto bellissimo ed è stato eccezionale vedere che, dopo un iniziale fraintendimento, per tutta la continuazione del pomeriggio anche i più diffidenti dei venetisti vecchio stampo si sono avvicinati ai nuovi arrivati e, dialogando, hanno compreso che erano li tutti per lo stesso motivo, per San Marco e l'Autogoverno.
 
SANCA dialoga con i centri sociali del nordest da moltissimo tempo. Abbiamo condiviso con loro diversi momenti della lunga lotta contro le grandi navi in laguna e discusso le nostre idee sull'Autogoverno del Veneto e continueremo a farlo. Nonostante ciò, SANCA non fa parte di quella realtà politica e non può prendersi né la responsabilità né tantomeno il merito della loro partecipazione di ieri.
 
Comunque è proprio in virtù del dialogo che stiamo conducendo che ieri abbiamo scelto di entrare in piazza con questi ragazzi. Lo abbiamo fatto però in un modo ben preciso: ci siamo collocati al termine del gruppo ed all'entrata in piazza abbiamo formato un nostro capannello, un po' in disparte.
 
Il nostro movimento, anche per la sua pluralità di vedute (all'interno dell'ampissimo panorama delle sinistre) ha scelto di dialogare sempre con tutti, finanche con coloro che sono più distanti dalle nostre idee. E' proprio per questo che quando qualche testa calda tra coloro che si trovavano in piazza ha deciso di andare a provocare i ragazzi dei centri sociali urlando frasi razziste irripetibili e scagliando qualche pugno e stava per scatenarsi un piccolo parapiglia, insieme ad i più pacati di "entrambi gli schieramenti", ci siamo impegnati a far confrontare le persone in modo sereno. Dopo pochissimi momenti tutto è volto per il meglio
 
Ovviamente è nell'interesse dello stato italiano e dei media di regime dipingere cio che è successo ieri come uno scontro, ma noi e chi era in piazza sa come sono andate le cose.
Sfatiamo un po' di miti:
 
a) Sono stati mandati dalla digos. Posso garantirvi personalmente che non potrebbero che starsi più antipatici.
b) Sono venuti a reclamare la piazza dei Veneziani VS I venetisti campagnoli. Mi tocca smentire anche questo, i ragazzi e le ragazze presenti in piazza provenivano da ogni singola città del Veneto. Piuttosto volevano parlare di un'idea di autogoverno aperta ed inclusiva.
c) Volevano opporre la Festa della Liberazione ai festeggiamenti di San Marco. Non ci siamo. Volevano piuttosto affermare che le due feste non sono solo compatibili ma piuttosto essenziali l'una all'altra. Se non avessimo sconfitto i fascisti nessuno potrebbe festeggiare San Marco o parlare in Veneto... chiedetelo ai baschi o ai catalani.
d) Hanno messo un Burqa al Leon. No, il passamontagna fa riferimento al Subcomandante Marcos portavoce dell'EZLN, uno dei movimenti per l'Autogoverno più importanti del nostro secolo.
 
Confido che, come ha avuto a dirmi una ragazza, questo possa essere un primo passo per parlare di indipendenza in modo diverso.
 
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