# 908 - FONDAZIONI LIRICHE

 

Crediamo che le fondazioni liriche presenti nel nostro territorio costituiscano un patrimonio prezioso da far crescere e sostenere.

Crediamo che esse debbano rimanere istituzioni pubbliche, per svolgere al meglio il loro ruolo di sostegno allo sviluppo delle arti e della cultura. È essenziale però combattere la gestione politica di queste realtà, che ha condotto negli ultimi anni a progetti faraonici non economicamente sostenibili che si sono risolti inevitabilmente in enormi buchi di bilancio.

Ci pare essere opportuno che si creino continue collaborazioni fra Arena e Fenice e in modo piramidale con i teatri minori nel territorio. Crediamo inoltre sia necessario scongiurare la gestione politica e dare spazio alle competenze, creando dei consigli di amministrazione indipendenti, con quote di rappresentanza delle categorie dei lavoratori del comparto e con limiti e vincoli di mandato opportuni, in modo da non creare degli spazi di potere che inducano a impegnare risorse e sforzi per obiettivi non strettamente connessi al ruolo delle Fondazioni stesse.

 
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Omeni forti? No grassie!

Il processo democratico verso l'indipendenza non ha bisogno di “uomini forti”. Non abbiamo bisogno di uomini soli alla guida, ma di comunità e consapevolezza.

Il nostro Veneto vive una contraddizione: appoggia in maggioranza il sentimento indipendentista, ma rifiuta di avvicinarsi ai partiti indipendentisti.

Perché? Una risposta univoca non esiste, e chi sta scrivendo non pretende di conoscerla. Esistono però fattori e caratteristiche chiare che bloccano lo sviluppo del movimento sovranista veneto.

Uno di questi è sicuramente la mancanza di una comunità politica veneta. Un vuoto, forse dovuto alla bassa coesione sociale del nostro territorio, che ha portato all’emergere di molti, e di conseguenza piccoli, “omeni forti”. Un fenomeno che invece non è avvenuto in altre realtà indipendentiste europee. Vuoi per maggior coesione sociale o consapevolezza storico/culturale, la storia di queste altre realta (in primis Scozia e Catalunya) ha preso un’altra strada: quella della costruzione di una comunità politica. Una comunità politica che, evolvendosi, ha conquistato il panorama istituzionale del territorio.

Cosa che invece in Veneto non avviene. Dove invece i movimenti indipendentisti, se non governi auto-dichiarati, sono spesso stati il dominio di singoli individui. Leader auto-eletti, che, contraddistinti spesso dalla poca serietà, dettano l’agenda, in molti casi con uno scarso attivismo o sostegno alle spalle. Signorotti della guerra, i Don Chisciotte dell'indipendentismo sono nemici dell'indipendenza, che di per se si fonda sulla comunità dei cittadini e il loro desiderio di libertà.

Siamo ben consapevoli della necessita di avere dei leader. Ma i leader di cui il Veneto ha bisogno sono "veri" leader, dal verbo inglese "to lead", colui che guida, non colui che comanda. 

Il personalismo è poi un fenomeno che porta i suoi frutti: può infatti avere grandi risultati sul breve periodo, ma fallisce sul lungo. Gli omeni forti, infatti, scadono. Ci basti guardare i recenti risultati nelle elezioni emiliane e calabresi: dal crollo dei votanti, a quello dei partiti piu personalisti (PD e M5S). Un fatto è chiaro: gli uomini forti non rinforzano la comunita, ma la distruggono.

Invertiamo la rotta: Fuggiamo all'eroismo, agli eroi di patria. Un Veneto “Veneto” non può che rifiutare il personalismo, il culto della personalità e la fascinazione per IL leader. Questa tendenza al non-personalismo si poi far risalire alla stessa tradizione Veneta. Come ci ricorda infatti l’avvocato Renzo Fogliata, nella Repubblica Serenissima non esisteva personalismo in politica, per lasciare spazio alla collegialità e alla comunità dei cittadini. Il culto della personalità fu bandito dalla stessa repubblica.

Un vizio che invece i veneti hanno ereditato dall’italia, fondata sul mito della personalità forte e carismatica, da Garibaldi a Renzi passando per Mussolini. La figura dell“uomo solo alla guida” è infatti uno degli ingranaggi chiave del meccanismo politico dell’italia unita, oggi come ieri.

Un vizio che purtroppo affascina anche molti in Veneto, anche nella stessa sfera indipendentista.

Costruire una comunità politica veneta, non per forza un partito, è la sola via verso l’indipendenza. Ce lo dimostrano gli esempi esteri e lo dimostra la situazione odierna veneta. Solo la politica che parte dal basso e si libera da personalismi ed egocentrismi vari può portare risultati.  

Ma per farlo, dobbiamo dirlo ad alta voce: “OMENI FORTI? NO GRASSIE”.

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