Visca Catalunya!

Ghe domando ai popoli de sta tera,ghe domando ai media
e ghe domando anca ai goerni democradeghi de sta tera
de jutar el popolo Catalan nel deçìder del propio doman*.

Dopo decenni di battaglie sociali e politiche, la Catalunya ha finalmente celebrato il suo referendum.

Circa 2,3 milioni i votanti, 2 semplici domande: Vuoi che la Catalunya diventi uno Stato? Se si, vuoi che questo stato sia indipendente?.

Un atto di sovranità catalana. L’esito e chiaro: l’80% dei votanti, dopo ore di coda, ha scelto il cambiamento, l’indipendenza. Un referendum che non darà l’indipendenza immediata, ma che costituisce una tappa fondamentale nel percorso verso l’autodeterminazione. I catalani infatti, nonostante le minacce di Madrid (condite da foto di carri armati diretti a Barcellona), il silenzio di Bruxelles e i mille escamotage per nascondere le urne elettorali, hanno riempito i seggi e votato in massa.

Come ha ben riassunto Marta Rovira, segratario di ERC, "Il messaggio di 2 milioni di catalani e chiaro: creare un nuovo stato"

Madrid e ora ai ferri corti. Pare che Mas concederà a Madrid 1 o 2 settimane per negoziare un referendum formale. In caso contrario: elezioni anticipate nella Generalitat con lista unica di tutti i movimenti indipendentisti (CiU e ERC in testa) con un solo obbiettivo: l'indipendenza.

La storia non si ferma, né con la repressione né con il crimine, come disse Salvador Allende. E se 25 anni fa cadeva il muro di Berlino, in uno dei più importanti eventi nella storia europea, il voto del 9 Novembre segna una tappa altrettanto fondamentale. Se a Berlino significò una riunificazione della Germania e d'Europa, con il referendum Catalano (e prima con quello Scozzese), le lancette della storia ci dicono che il tempo è arrivato per un'Europa vera. Un'Europa emancipata dagli stati ottocenteschi e i nazionalismi che da esse naquero.

Non possiamo che festeggiare questo voto. Un voto che insegna che la volontà di un popolo e di una classe dirigente seria può scavalcare ogni ostacolo: burocratico, ideologico e costituzionale.

Una lezione di democrazia 

Stefano Zambon

*Dichiarazione di Artur Mas a margine della comunicazione dei risultati del referendum .

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Renzi non è Cameron.

Vox popoli vox dei e gli scozzesi hanno deciso di restare legati alla Gran Bretagna.

Che ci faccia piacere o meno, cari democratici e care democratiche, il Regno Unito ha dato al mondo intero una lezione con i contro fiocchi (parole di di un sindacalista NON indipendentista, non nostre), laddove si pensava potessero arrivare solo i conflitti e le rivoluzioni cruente, è stata usata una penna. Un avvenimento non crea una consuetudine, ma traccia un importante precedente: se la democrazia non è un concetto variabile, come negare la stessa possibilità ad altri popoli?

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A chi non piace la Democrazia

In Italia siamo abituati a ragionare à la Risorgimentale.

Non importa che questa visione fosse la stessa della Monarchia e del Fascismo, entrambi agguerriti nemici delle culture locali che hanno caratterizzato i popoli d'Italia dal 456 al 1861.

Alcune fasce della sinistra, i cui rappresentanti politici e mediatici in questi giorni ci illustrano i loro No alla possibile indipendenza scozzese (Gad Lerner e Gianni Pittella, o Enrico Letta che paragona l'indipendenza scozzese all'attentato di Sarajevo - !!!), hanno optato per quella medesima visione Risorgimentale, senza porsi il dubbio che i grandi movimenti nazionalisti dell'ottocento fossero fondati sulla supremazia del grande sul piccolo e non sulla difesa del territorio dal nemico invasore.

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Legge 16

Grande Vittoria della Libertà!

Così titolava l'Unità nel maggio del 1974, all'alba del giorno seguente al referendum abrogativo della legge 898 del 1970 che regolava la pratica dello scioglimento del vincolo matrimoniale.

Dopo la votazione della PDL 342 il Consiglio della Regione Veneto, ha provveduto a trasformare il risultato della votazione in aula nella Legge 16 che prevede l'indizione di un Referendum Consultivo per conoscere la volontà degli elettori del Veneto sul seguente quesito: “Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica indipendente e sovrana? Si o No?”  

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