San Petronio Catalano è Nostro!

 

In Veneto abbiamo fatto l'indipendenza!

Sulle aste sventolano solo gonfaloni dal Garda all'Adriatico. Nelle scuole si insegna in lingua Veneta. Il Doge è stato ripristinato come carica temporale di rappresentanza istituzionale. L'economia va bene e per tutti gli stati europei siamo una serena democrazia moderna.

Tuttavia, la regione di San Petronio Catalano ci da dei problemi. Parlano ancora per la maggior parte in italiano, insegnandolo pure ai nuovi venuti. Continuano a esporre la loro bandiera tricolore. Alcune tradizioni diverse dalle nostre durano a morire, anzi, rinvigoriscono.

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Visca Catalunya!

Ghe domando ai popoli de sta tera,ghe domando ai media
e ghe domando anca ai goerni democradeghi de sta tera
de jutar el popolo Catalan nel deçìder del propio doman*.

Dopo decenni di battaglie sociali e politiche, la Catalunya ha finalmente celebrato il suo referendum.

Circa 2,3 milioni i votanti, 2 semplici domande: Vuoi che la Catalunya diventi uno Stato? Se si, vuoi che questo stato sia indipendente?.

Un atto di sovranità catalana. L’esito e chiaro: l’80% dei votanti, dopo ore di coda, ha scelto il cambiamento, l’indipendenza. Un referendum che non darà l’indipendenza immediata, ma che costituisce una tappa fondamentale nel percorso verso l’autodeterminazione. I catalani infatti, nonostante le minacce di Madrid (condite da foto di carri armati diretti a Barcellona), il silenzio di Bruxelles e i mille escamotage per nascondere le urne elettorali, hanno riempito i seggi e votato in massa.

Come ha ben riassunto Marta Rovira, segratario di ERC, "Il messaggio di 2 milioni di catalani e chiaro: creare un nuovo stato"

Madrid e ora ai ferri corti. Pare che Mas concederà a Madrid 1 o 2 settimane per negoziare un referendum formale. In caso contrario: elezioni anticipate nella Generalitat con lista unica di tutti i movimenti indipendentisti (CiU e ERC in testa) con un solo obbiettivo: l'indipendenza.

La storia non si ferma, né con la repressione né con il crimine, come disse Salvador Allende. E se 25 anni fa cadeva il muro di Berlino, in uno dei più importanti eventi nella storia europea, il voto del 9 Novembre segna una tappa altrettanto fondamentale. Se a Berlino significò una riunificazione della Germania e d'Europa, con il referendum Catalano (e prima con quello Scozzese), le lancette della storia ci dicono che il tempo è arrivato per un'Europa vera. Un'Europa emancipata dagli stati ottocenteschi e i nazionalismi che da esse naquero.

Non possiamo che festeggiare questo voto. Un voto che insegna che la volontà di un popolo e di una classe dirigente seria può scavalcare ogni ostacolo: burocratico, ideologico e costituzionale.

Una lezione di democrazia 

Stefano Zambon

*Dichiarazione di Artur Mas a margine della comunicazione dei risultati del referendum .

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