# 607 - UN IMPOSTA SUL VALORE FONDIARIO DI TERRENI INUTILIZZATI

 

Parte di un nuovo approccio alla tassazione locale dovrebbe essere utilizzato per riflettere le priorità stabilite nelle policy nazionali, per esempio nel mitigare gli effetti dell'austerity.

Pensata sia per agire come una sorta di tassa sui patrimoni - visto che il Veneto non ha il potere di introdurne - e per incentivare il mercato ad assegnare più accuratamente il valore ai terreni, una imposta sul valore fondiario dovrebbe essere introdotta come parte delle misure di tassazione locale.

Essa dovrebbe avere una soglia di entrata basata su un valore fissato (p.e. solo la terra che vale più di un certo valore per metro quadro sarebbe tassata, in modo da evitare che fondi boschivi o terreni non produttivi possano venire tassati iniquamente), con un meccanismo per tassare le proprietà di grande estensione di valore più basso.

Questo significa che nessun proprietario al di fuori delle imprese immobiliari pagherà questa tassa e che i grandi proprietari commerciali, specialmente le società che usano la terra come bene rifugio, pagheranno di più.

Mentre, come descritto, le istituzioni locali avranno completa discrezione sulle altre tasse, sarà previsto un minimo di IVF che ogni area dovrà raccogliere. Le risorse così raccolte saranno utilizzate per tappare i buchi ai servizi causati dalle politiche d'austerity dello stato italiano. Le autorità locali saranno libere di innalzare questa tassa oltre il livello obbligatorio, dandogli la flessibilità di raccogliere un gettito aggiuntivo.

 
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Il Veneto: una visione Sanchista

 

Scrivere questo articolo è un primo parziale passo per far comprendere a chi è incuriosito dalla nostra avventura, quali ideali stiano sullo sfondo di Sanca Veneta.

Alla base del nostro progetto vi sono i concetti importantissimi di Autogoverno-Non Dipendenza, Egualità e Democrazia Diretta, senza i quali tutto il complesso incastrarsi delle nostre idee non troverebbe sponde solide dove appoggiarsi. Oggi non approfondiremo questi temi, ma ci soffermeremo sulla nostra visione di un Veneto Futuro: Non Dipendente, Equo e Partecipato dal punto di vista dell'assetto politico ed economico.

Sanca Veneta si ispira ai modelli Social Democratici del nord Europa, dove vengono affiancati un avanzato Stato Sociale e un Libero Mercato che poco spesso entrano in conflitto. Un sistema dove giustizia sociale ed economia di mercato trovino il giusto equilibrio per garantire un'economia prospera in una società giusta. 

STATO SOCIALE

Alla Base di una comunità ricca e florida vi è la necessità che i servizi essenziali raggiungano tutti i cittadini e lo facciano in modo efficace. Crediamo in un sistema che investa nelle persone comuni, nelle loro ambizioni e talenti. 

Una buona Istruzione e una tutela della Salute di qualità devono essere garantite a tutti i componenti di una comunità. Chiunque deve essere messo nelle condizioni di poter accedere gratuitamente ad una completa e soddisfacente scolarizzazione - in Scozia SNP, modello a cui ci ispiriamo, ha reso gratuita l'iscrizione ai corsi Universitari - e tutti i cittadini devono essere sicuri di poter contare su una assistenza sanitaria veloce, competente e senza preoccuparsi di poterla sostenere economicamente. Tutto ciò non esclude che possano sussistere servizi paritari a conduzione privata o che in diversi ambiti pubblici non possano svilupparsi dei progetti a conduzione autonoma (per esempio nella didattica o nella pratica medica). Crediamo che il diritto alla salute e quello allo studio debbano dipendere dalla dimensione dei proprio bisogni e capacità, non a quelle del proprio portafoglio. 

Anche il sistema Previdenziale deve essere ben organizzato e garantito dalle istituzioni, garantendo, nel periodo post-lavorativo dei cittadini, un sostegno economico congruo rispetto alle necessità economiche reali, senza differenze inique tra i lavoratori del settore pubblico e quelli del settore privato o iniquità di trattamento dipendenti del ruolo svolto in precedenza.

L'amministrazione della Giustizia rimane, nelle nostre idee, appannaggio dello stato.

Se per questi servizi riteniamo che le risorse debbano essere indirizzate in maniera prioritaria al settore pubblico, riteniamo che debbano essere promossi e sostenuti dalla comunità, affinché siano accessibili a tutti i cittadini a prezzi equi, una rete diffusa di edilizia residenziale pubblica, le utenze domestiche e trasporto pubblico.

Crediamo che queste siano le condizioni che rendono una società più giusta. Una società in cui chiunque ha l’opportunità di sfruttare al meglio il proprio talento e realizzare le proprie ambizioni. Perché dove ci sono più reti di sicurezza le persone sono più disposte a rischiare e lo spirito imprenditoriale ne giova.

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LIBERO MERCATO e TRIBUTI

Se nel campo dei servizi e dei diritti la nostra visione è quella di uno stato presente e a disposizione del cittadino, abbiamo una visione della imprenditorialità - intesa qui come spirito d'impresa a tutto tondo - molto libera, dove lo stato sia snello, sburocratizzato e con competenze esclusive solo nell'amministrare i rapporti tra le parti e nella riscossione tributaria - idee balzane come Equitalia, per intenderci, non ci appartengono. Crediamo in un governo piccolo con grandi idee, piuttosto che uno grande con poche idee.  

Sosteniamo l'istituzione di un reddito minimo garantito per ogni cittadino Veneto, sul modello di molti stati europei. Dobbiamo confrontarci con la vergogna di coloro che, nonostante il duro lavoro, devono combattere con la propria povertà ogni giorno. 

Se è comprensibile, e non politicamente polarizzato, che l'apparato burocratico dello stato debba essere completamente stravolto - e opportunamente informatizzato, oseremmo chiedere - rispetto all'odierna situazione, sosteniamo l'idea che l'imposizione tributaria debba essere decisamente progressiva ma progettata in modo da colpire soprattutto la ricchezza  non produttiva incentivando il contribuente a ri-investire nell'economia reale.

Infine Sanca Veneta sostiene l'idea di uno stato che si faccia garante del rapporto tra le parti sociali e che recepisca le richieste di lavoratori ed imprese al fine di fornire gli strumenti migliori per la tutela dei diritti delle parti, evitando di prendere posizioni ideologiche che avvantaggino l'una o l'altra parte.

Matteo Visonà Dalla Pozza

Per chi avesse voglia di approfondire questi temi e ha una buona conoscenza dell'inglese, consigliamo il seguente video, ben documentato e con delle posizioni molto vicine alle nostre.

 

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