# 004 - INCENTIVARE IL VOTO POSTALE

 

Una delle strategie per promuovere la partecipazione ad elezioni e referendum, è quella di semplificare e moltiplicare i metodi di voto. Il voto postale è uno strumento utilizzato in molti stati europei non solo per i cittadini impossibilitati a raggiungere le urne. Nei grandi centri urbani svizzeri, la percentuale di votanti via posta raggiunge il 90%.

Sul modello svizzero, ogni avente diritto al voto riceve un fascicolo contentente informazioni e scheda elettorale. Il cittadino ha poi la facoltà di scegliere se recarsi alle urne il giorno delle elezioni o spedire, in anticipo, la propria scheda elettorale via posta.

Tra gli innumerevoli vantaggi di questo sistema ci sono: la riduzione dei costi nell'organizzazione dei seggi elettorali, l'evitare che circostanze esterne impediscano all'elettore di recarsi alle urne e una riduzione nei tempi di attesa nei seggi.

 
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# 003 - UNA STRATEGIA VERSO L'AUTOGOVERNO VENETO

 

Alla domanda posta a introduzione di questo articolo: Chi dovrebbe prendere le decisioni per il Veneto? Rispondiamo in maniera univoca: chi vive in Veneto.

Il diritto all'autogoverno non deve essere percepito solo come un'opportunità economica, ma come un rilancio democratico della società e delle istituzioni del Veneto. Il diritto all'autogoverno si configura come la dimensione politico-amministrativa del diritto all'autodeterminazione dei popoli garantito da organi e trattati internazionali. 

Per autogoverno si intende quindi il diritto di una comunità sociale di decidere del proprio futuro. Questo diritto si articola nel progressivo passaggio di poteri e competenze dal più alto livello amministrativo verso il più basso.

In quest'ottica il meccanismo di ripartizione di poteri e competenze tra i diversi organi e livelli istituzionali, deve basarsi su un principio di radicale sussidiarietà. . Deve essere un processo dal basso verso l'alto, che garantisca trasparenza, inclusività e partecipazione della cittadinanza. 

Ogni competenza deve essere riservata all'organismo più vicino ai cittadini, e solo qualora questo potere non sia gestibile per sua natura su base strettamente locale, l'istituzione più larga può esercitarlo in ottica federativa. 

Organismi indipendenti devono essere predisposti al monitoraggio dell'efficienza dell'azione di governo dei diversi enti in collaborazione con istituti consultivi e propositivi della società civile. 

Nel caso specifico del Veneto, l'autogoverno è un'imperativo democratico, morale ed economico

 
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# 002 - RIFORMA DELLO STATUTO DEL VENETO

 

Non basta volere l’autonomia, dobbiamo essere autonomi.

In funzione di ciò crediamo sia necessaria una riforma dello statuto del Veneto, che parta dal Veneto, dai Veneti in Veneto. 

Il perno di questa riforma dovrà essere il riconoscimento del diritto di decidere riguardo alle proprie istituzioni e agli strumenti della vita democratica. Il processo dovrà svilupparsi dal basso verso l'alto, attraverso consultazioni che coinvolgano la pluralità del tessuto della società civile veneta, in campo sociale, economico e associazionistico.

Crediamo che tale fase costituente potrebbe seguire il modello dell'Assemblea costituente Islandese che tra il 2010 e il 2012 ha scritto la nuova carta fondamentale del paese. Essa è stata un ottimo esempio di come gli strumenti della democrazia diretta possano permettere di costruire un processo partecipativo e trasparente dove i cittadini sono attori del cambiamento.

 
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# 001 - ADOTTARE IL SISTEMA ELETTORALE STV [ VOTO SINGOLO TRASFERIBILE ]

 

Il sistema attraverso il quale i Veneti scelgono i loro rappresentanti deve garantire il loro migliore e maggiore livello di rappresentanza e pluralità. In questo senso, due elementi si rendono necessari: la rappresentanza locale, e quindi un forte legame tra eletto ed elettore, tipico del sistema first-past-the-post, e la proporzionalità del voto, essenziale per garantire l'equità dei risultati di un'elezione. Il voto singolo trasferibile risponde a queste esigenze. 

In questo sistema, l'elettore sceglie in modo preferenziale-numerico il grado di preferenza accordato ai diversi candidati. In ogni collegio elettorale vengono eletti più candidati, spesso tre o quattro. L'elezione di un candidato si basa sul superamento di una soglia data dal numero dei candidati eleggibili; se in un collegio devono essere eletti 4 candidati, per esempio, la soglia sarà del 25%. Nel momento in cui questa soglia non venga raggiunta, si procede con l'eleminazione del candidato con il minor numero di prime preferenze. Le seconde preferenze del candidato eliminato vengono quindi distribuite agli altri candidati. Questo processo continua fino a che il numero di eletti non viene raggiunto. Un ulteriore vantaggio del voto singolo trasferibile, è che rende minime le logiche di voto per il meno peggio, che garantisce all'elettore la libertà di esercitare il proprio voto democratico non dovendosi preoccupare di strategie legate al voto altrui. Il voto strategico viene quindi limitato, dando all'elettore la facoltà di scegliere il proprio eletto preferito al netto di qualsiasi strategia politica. 

Questo sistema è già in utilizzo nelle elezione per la Dáil Éireann, la camera bassa del parlamento irlandese, per il senato australiano e per la camera dei rappresentanti di Malta. Crediamo che anche il Veneto debba adottare questo sistema elettorale, particolarmente adatto a realtà demograficamente limitate.

 
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