7 Domande ai candidati alle primarie veneziane

In vista delle primarie del 15 marzo 2015, abbiamo deciso di porre alcune domande ai candidati

Rendiamo pubbliche queste domande nella speranza che questo spinga i destinati a rispondere. Le domande riguardo Venezia e il Veneto e vogliono esplorare temi diversi, dalle grandi navi alla lingua veneta.

Speriamo in risposte chiare e in tempo, in modo da poterle rendere pubbliche al più presto.

Vi invitiamo tutti a condividere questo articolo, aumentandone la visibilità non potrà che accelerare i tempi di risposta. 

Ecco le 7 domande sanchiste ai candidati alle primarie per il comune di Venezia:

1- Autonomia e indipendenza sono temi sempre più popolari in Veneto. Considerando il bilancio economico in rosso del comune e il residuo fiscale nettamente attivo del Veneto e quindi dei veneziani stessi, cosa ne pensa a riguardo?

2- Un altro tema di sempre maggior importanza è la storia veneta e di Venezia. Pensa che ci sia, come molti sostengono, un certo pregiudizio se non un oscurantismo da parte del sistema educativo italiano nei confronti di essa?

3- Non nota anche lei una certa faziosità nel dichiararsi democratici e negare il diritto dei Veneti ad un referendum sul proprio futuro?

4- Guardando all’indipendentismo in maniera globale, uno dei suoi caratteri fondamentali e quello di tendere molto spesso alla sinistra della bilancia politica. E il Veneto rappresenta un’eccezione a questa regola. Non pensa che esso sia il simbolo di una sinistra italiana al collasso e priva di una narrativa coerente che non sia ordinata da Roma? Come si spiega, altrimenti, l’incapacità della sinistra veneta di confrontarsi con il sentimento indipendentista?

5- Una delle critiche che spesso vengono mosse alle precedenti amministrazioni è stata l'aver causato, o aver sottovalutato, la cosiddetta Svenetizzazione, ovvero la perdita di abitanti e di tessuto sociale. Quali sono le sue proposte in merito?

6- I progetti che ruotano attorno alla laguna spesso mancano di avvallo degli abitanti stessi del comune di Venezia e della gronda. Ci riferiamo a Mose e Grandi Navi, ma anche all'assalto degli hotel. Se al cittadino comune viene riservata solo la protesta, in che modo può tutelarsi dalle decisioni, o non decisioni, della politica?

7- Non crede che la lingua veneta, così come riconosciuta istituzioni internazionali, debba essere difesa? Quali strategie pensa debbano essere adottate? Insegnamento nelle scuole?"

 

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Venezia e Mestre

Uno dei temi che probabilmente coloreranno la scena politica veneziana nel 2015 sarà quasi sicuramente il Referendum per la separazione Venezia e Mestre.

L’argomento è comunque noto al pubblico locale in quanto sarebbe la quinta volta che i cittadini vengono chiamati a dire la loro in merito; la prima fu nel 1979 (si: 27,61%, no: 72.39%), la seconda nel 1989 (si: 42.2%, no: 57.8%), la terza nel 1994, dove i si arrivarono al 44.43% contro i no che si stabilizzarono su un 55,57%; l'ultima volta, nel 2003, il tema venne fatto passare sotto silenzio e non si raggiunse il quorum partecipativo.

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Contorte sorprese d'Agosto

Un giorno proposi al figlio dei miei vicini di casa di mettere una lavatrice sotto la boccia di Alvise, il suo pesce rosso. All'inizio era spaventato, pensava che le centrifughe avrebbero fatto cadere il vaso assieme al pesce. Così un paio dei miei amici gli sottoposero delle perizie sulla stabilità della lavatrice, assicurandolo dell'assenza di pericoli e, per buona sorte, gli offrii un ghiacciolo.

Accettò. 

Il ghiacciolo si è sciolto, la boccia è caduta e Alvise è morto ... non subito, ho fatto in tempo a fare diverse centrifughe.

Il mio nome è Paolo Costa e i miei amici sono Matteo Renzi e Luca Zaia*.

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Message in a Bottle

Qualche giorno fa il consigliere regionale Giovanni Furlanetto, del gruppo Prima il Veneto, ex-Lega Nord, ha rilasciato delle dichiarazioni poco lusinghiere sul movimento NONAV, dichiarando che "essere contro le grandi navi, significa essere contro Venezia", che la manifestazione degli scorsi giorni sul campanile di San Marco "va sanzionata, come in passato è stato sanzionato chi ha manifestato il proprio pensiero utilizzando il campanile" e che il movimento NONAV non disporrebbe di proposte alternative per il comparto crocieristico.

Qui a Sanca abbiamo delle idee differenti da quelle del consigliere Furlanetto sul tema. Conviene riportargliele, forse potrebbe convincersene e farle proprie.

È già stato dimostrato che il passaggio delle navi da crociera nel bacino di San Marco e canale della Giudecca provoca degli enormi danni alla struttura della città stessa, non ci dobbiamo soffermare sull'azione del moto ondoso, né è il caso di ricordare quello che può succedere in caso di errore umano.

Sulla comparazione della scandalosa pena subita dai serenissimi nel 1997 e la manifestazione dei NONAV non ci dobbiamo soffermare troppo. È stata una punizione di Stato, all'epoca. Lo schieramento politico non può giustificare la richiesta dell'intervento di tali repressioni.

Il movimento contro le grandi navi ha fatto propria la proposta di De Piccoli, già passata positivamente al vaglio della fattibilità, in cui viene ipotizzato lo spostamento delle grandi navi alla bocche di porto del Lido, il progetto è sostenibile e con un nuovo e aumentato indotto.

È tra l'altro utile ricordare che un caso simile a quello veneziano ha trovato una soluzione a Barcellona. I catalani, dopo anni di lotta, sono riusciti a far spostare l'approdo delle crociere, in particolare le navi di maggior dimensione, dal vecchio porto della Barceloneta, al Nuevo Puerto, a sud, alle spalle del Montjuic e verso Llobregat. Lo spostamento è stato pagato direttamente da MSC e le altre compagnie crocieristiche, senza pesare sul pubblico, investimenti che hanno, ovviamente, creato ulteriori posti di lavoro.

Venezia è un unicum, che in questo caso ci faciliterebbe il compito. Se le navi da crociera vogliono approdare nella Serenissima - e lo vogliono indiscutibilmente - lo devono fare alle nostre condizioni, non alle loro. Se vogliono sfruttare l'enorme richiesta di turismo crocieristico, devono mettersi in condizione di non danneggiare la città, spendendo del proprio, su indicazione delle soluzioni sostenibili già individuate. Non esiste nessuna compagnia di navigazione turistica che rinuncerebbe a Venezia.

È poi opportuno ricordare, a chi di dovere, che nonostante anni passati al governo di Stato e Regione, di gruppi che hanno fatto dell'autonomia una bandiera, oggi siamo ancora totalmente succubi di decisioni che vengono prese fuori dalla laguna, a Roma, da ministri poco attenti alle necessità delle comunità e invischiati in rapporti poco chiari con i poteri forti extra parlamentari. Se prendessimo spunto dai Catalani, anziché dar retta alle lobby di potere, saremmo già due o tre passi avanti rispetto alle condizioni di sudditanza in cui ci troviamo.

Siamo tutti Veneti, noi di Sanca, i NONAV, Raixe VeneteFurlanetto. Lottiamo per la sopravvivenza della nostra Capitale, dovremmo essere compatti contro chi la vuole distruggere e sottomettere.

W Venessia e Fora le Grandi Navi da la Laguna.

P.S. Se volete farvi un'idea veloce in materia guardate qui ;)

 

Matteo Visonà Dalla Pozza

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