Zaia ricattato, autonomia rimandata?

 

Il ricatto velato del sottosegretario Baretta sulla questione Pedemontana e referendum dimostra quanto Luca Zaia sia ricattabile e conferma la distanza abissale tra il governo italiano e le esigenze e priorità della grande maggioranza dei Veneti. 

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Sbrissa el Referendum, Zaia in fallimento.

[vec]
 
Ghemo savesto dai media del sbrissamento 'n vanti del referendum autonomico Veneto al 2017. Un fato assè grève de na zonta veneta che delude e desmentega le promesse che gà fato a i çitadini veneti. Zaia no gà vu gnanca el corajo de disarlo lu, demandando a l'asesor Botacin de anonsiàr n'altro falimento de la Liga Nord in ogni banda de la bataja par l'autogoerno pa'l Veneto
 
Un goerno veneto che el fa la voze granda so l'independensa, ma che no el vanta convocar inte i tenpi zusti un referendum so na conçession spaizega de autonomia, dopo gaver riçevuo el refudo del goerno sentral par l'election day. Na someja pesima par davero de la politega veneta d'ancò e futura. 
 
Cuesta la xe n'altra ocasion perdua de la zonta rejonal par esar primo ator de la trasformasion del Veneto. N'altra proa (se ghin'era besogno) de la mancansa de projeto e autonomia ne l'asion politega de Zaia, dei filistei de la so zonta, co bona paze de i  indipendentisti ch'i le sostien.
 
'Nte el steso tenpo seitemo co la nostra condana del governo sentrale talian, che no parmetendo  de zontar el referendum autonomego a quelo costitusionale, el ga demostrà e el seita demostrar la so dilangante demofobia

 

[ita]
 
Apprendiamo dai media lo slittamento del referendum autonomico in Veneto al 2017. Un fatto molto grave di una giunta veneta che puntualmente delude e dimentica le promesse fatte alla cittadinanza veneta. Zaia non ha avuto nemmeno il coraggio di annunciarlo di persona, delegando all'assessore Bottaccin l'annuncio dell'ennesimo fallimento della Lega Nord su tutti i fronti della battaglia per l'autogoverno del Veneto. 
 
Un governo veneto che fa la voce grossa sull'indipendenza, ma non riesce a convocare in tempi congrui un referendum su una timida concessione di autonomia, una volta ricevuto il diniego dal governo centrale all'election day. Un'immagine veramente pessima del presente e futuro della politica veneta. 
 
Ciò costituisce un'altra occasione persa della giunta regionale per essere protagonista della trasformazione del Veneto. Riprova della mancanza di progettualità ed autonomia politica di Zaia, dei filistei della sua giunta con la buona pace degli indipendentisti che lo sostengono.
 
Allo stesso tempo restiamo fermi nella nostra condanna al governo centrale italiano, che non permettendo l'accorpamento del referendum autonomico insieme a quello costitutizionale ha dimostrato e continua a dimostrare la sua dilagante demofobia.
 
 
 
[eng]
 

We’ve learnt from local media the delaying of the referendum on autonomy in Veneto to 2017. A very serious matter, shedding light on a Venetian Council who constantly delude and forget the promises made to Venetians during election time. Zaia (Veneto's governor) did not even show the courage to announce it in person, delegating instead to the council member Bottaccin the announcement of yet again a new failure of the North League on every front of the fight for Venetian self government.

We’re facing a venetian government that raises it's voice about independence, but it's then not even able to call, within a reasonable time, a referendum concerning a very moderate level of autonomy within the italian state, after receiving a refusal from the central government to an election day (together with the referendum on the constitutional reform). How embarrassing for the present and future of Venetian politics.

This constitutes another lost occasion of the Venetian council to lead the change in Veneto. A matter that demonstrates the lack of political planning and independence of Zaia, the philistines of his council and the pro independence members of the coalition governing Veneto.

Moreover, we keep on firmly condemning the italian central(ist) government, that not allowing the merge of the autonomic and constitutional referendums has yet another time demonstrated its rampant demophobic attitudes

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Libro e moschetto, assessore perfetto

L'articolo che segue lo avevamo scritto a qualche giorno dal fatto di cui si discute. Poi, tra la calura dell'estate e i molti impegni, si è perso all'interno dei meandri del nostro blog. Lo pubblichiamo oggi per chi si fosse perso l'episodio e perché comunque l'assessore in questione è ancora al suo posto, buona lettura! 

Segnaliamo ai nostri lettori le ultime fiere dichiarazioni dell'attuale assessore all'Istruzione, Formazione, Lavoro e (ironie della vita) Pari Opportunità del Veneto.

A questo comodo link potete trovare il resoconto con cui questa importante esponente del Governo regionale riporta quanto accaduto a lei ed al consorte.

Dopo aver subito il furto delle proprie biciclette, i due bypassano direttamente la polizia mettendosi alla ricerca dei propri mezzi. Con un po' di fortuna li individuano e riescono a rientrarne in possesso mettendo in fuga i disonesti che le avevano sottratte.
Fin qui una storia normale, sfortunatamente la sfiducia nelle forze dell'ordine nel risolvere questo tipo di reato è talmente radicata che raramente chi subisce il furto della bici fa denuncia, preferendo per l'appunto la ricerca autogestita. (Vi invitiamo a fare il contrario e a legare bene la vostra bici!)

Ciò che è veramente disgustosa è la lettura sociale e morale che ci regala l'assessore Donazzan.
Pare che per il nostro assessore la colpa più grave del criminale che le ha sottratto un oggetto personale non sia quella di essere un ladro di m. ma quella di essere un "magrebino di m......".
Il che, a rigor di logica, ci dice che secondo la suddetta lo fosse anche prima, a prescindere dal furto subito, che passa in secondo piano.
Ma non è finita qui: l'ottima Donazzan non manca infatti di sottolineare quanto avvenuto quanto sia parte della "guerra tra stranieri ladri,malviventi e noi italiani". Una guerra in cui chi combatte dalla sua parte è un "Patriota Camerata".

Tutti gli stranieri sono ladri e malviventi, tutti gli italiani sono brava gente.
E comunque i magrebini sono feccia, così sulla fiducia. Viva l'Italia!

L'intero intervento è talmente indecente e inqualificabile che viene spontaneo chiedersi quali siano le particolari doti di spessore e professionalità per le quali questa persona venga ritenuta idonea a guidare l'assessorato all'Istruzione ed alle Pari Opportunità, specie in un territorio come il Veneto in cui più del 20% della popolazione è nato altrove.
Per non parlare poi dell'orgoglioso italico fascismo, esibito col vanto che va oggi tanto di moda.
Cosa ne pensano del peso politico di questa camerata italiana dura e pura le migliaia di veneti che hanno sostenuto il governo Zaia con l'intento di sostenere il processo indipendentista o autonomista che all'Italia vuol dire addio?

Chiedere le dimissioni di un politico è ormai cosa che si sente ogni giorno ad ogni ora.
Chiediamo perciò qualcosa di diverso: uno scatto di orgoglio politico e civico del governatore Zaia.
Chiediamo che ci dimostri che la stima politica e pubblica tributatagli dall'elettorato veneto è ben riposta e che per lui la decenza politica e pubblica sono valori che vengono prima di un accordo elettorale.

Nel mentre, i nostri sinceri compimenti per le doti investigative dell'assessore e consorte: qualora si dovesse ritrovare disoccupata ha davanti a sé una brillante carriera di risolvi misteri.

Michele Brauenstein

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MODERATI!

 

Cognome: Bozza

Nome: Santino

Professione: consigliere regionale del Veneto con la Lega Nord (iscritto dal 1992)

Attualmente: candidato di Progetto Veneto Autonomo con Alessandra Moretti e il PD

La squadra del principale partito di centrosinistra ha recentemente ufficializzato l'accordo con un signore il cui principale motivo di fama è dichiarare fiero ai media che: “Gay è una parola inglese, io li chiamo culattoni. Sono diversi. Purtroppo esistono, sono malati. E se avessi avuto un figlio gay lo avrei curato, lo avrei portato anche a donne personalmente. Se avessi avuto una figlia donna avrei fatto la stessa cosa, le avrei insegnato l’educazione sessuale”.

Come si può dire di essere un partito a favore dell'estensione dei diritti civili quando all'atto pratico si fanno accordi con gente del genere?

Ti piace SANCA VENETA? Vuoi aiutarci? 

Come si può voler essere il vento del cambiamento quando si intende cambiare il Veneto con le stesse identiche persone che lo hanno governato fino ad oggi?

Ci sarebbe piaciuto scrivere un articolo in merito ma il problema è talmente palese e imbarazzante che pare fuori luogo dire più di queste brevi righe.

Forse qualcuno nella fretta di stringere alleanze ha confuso l'approccio socialista con quello nazionalsocialista.

Spiace notare come per convenienza burocratica e con la speranza di vincere le elezioni, il nuovo centrosinistra somigli oggi un po' di più alla vecchia destra.

 

Michele Bodo



Per approfondire:

Espresso - "Io li chiamo culattoni"

Santino Bozza in Consiglio Regionale

Il Mattino - Padrin con Tosi e Bozza con Moretti. I trucchi per non raccogliere le firme.

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