# 909 - UNA STRATEGIA DI UTILIZZO DELLA LINGUA VENETA COME STRUMENTO DI INTEGRAZIONE.

 

Uno degli scogli per una miglior integrazione, o come, piace di più definirla in Sanca, condivisione, è la differenza e diffidenza linguistica.

La mancata capacità comunicativa rende le distanze culturali, altrimenti più facilmente affrontabili, ardue da superare. Crediamo che l'insegnamento della lingua veneta ai rifugiati e agli immigrati in generale sia veicolo di forte facilitazione della convivenza e comprensione reciproca.

La stessa politica di integrazione linguistica avviene con modalità simili in Catalogna con risultati di integrazione migliori a quanto avviene oggi in Italia. 

 
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# 904 - TOPONOMASTICA E SEGNALETICA IN VENETO

 

A partire dagli anni '70 dell'ottocento le amministrazioni comunali, spesso imbeccate dai nuovi governanti piemontesi, introdussero energicamente nella toponomastica i nomi dei personaggi del risorgimento e più tardi della grande guerra.

Lungi dall'intento di analizzare l'operato e la vita politica di questi personaggi, vi è tuttavia una considerazione da fare. Fatte salve le, piuttosto rare, situazioni in cui a questi uomini sono state dedicate infrastrutture costruite ex novo questi nomi sono andati a sostituire le denominazioni precedenti, magari in uso da secoli.

Sono stati così coperti e consegnati all'oblio toponimi in uso da secoli e che in sé contenevano molto più che mere indicazioni stradali ma rappresentavano il modo di significare la realtà di un Popolo.

Similmente i nomi di città e paesi della nostra terra, nomi in lingua veneta trasmessi oralmente per secoli, sono stati italianizzati, spesso storpiandone il significato. 

Crediamo sia oggi nostra responsabilità avviare un percorso di affiancamento della toponomastica di lingua italiana con la toponomastica di lingua veneta, recuperando i nomi storici di luoghi e strade e procedendo ad assegnare alle nuove vie e alle nuove piazze una toponomastica in lingua veneta che integri quelli di lingua italiana, raccontando la storia della nostra terra nella lingua della nostra terra.

 
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# 902 - PROMUOVERE CULTURA E LINGUA VENETA NELLE UNIVERSITÀ

 

Le istituzioni venete devono impegnarsi a promuovere l'insegnamento della lingua e della cultura veneta nelle università e stimolare un dibattito accademico su di esse. I tentativi in questo senso sono stati sino ad ora timidi e senza grandi risultati. L'obiettivo primario è quello di arricchire ed espandere gli studi su questa materia, e quello di preparare un progetto organico di immersione linguistica per gli studenti veneti. 

Unitamente abbiamo bisogno di una maggiore valorizzazione e sviluppo del centro interuniversitario di studi veneti e del centro interuniversitario per la storia di Venezia e del Veneto. Una delle modalità di promozione più efficienti e produttive è quella di offrire borse di studio specifiche per gli studenti e gli accademici che si incamminano nello studio di questi argomenti. 

In questo senso è fondamentale che le università venete offrano corsi di laurea specifici per l'insegnamento di lingua e cultura veneta. Inoltre, come primo passo verso la realizzazione di un progetto di immersione linguistica degli studenti delle scuole venete e verso l'implementazione di programmi didattici relativi alla storia e alla cultura veneta, è necessario sviluppare un programma di formazione e aggiornamento dei docenti. Con il supporto delle istituzioni venete - come l'accademia per la lingua - si deve procedere all'apertura di un corso universitario specialistico in lingua e cultura veneta, azione che peraltro non richiederebbe grandi investimenti, essendo già presenti all'interno delle nostre università numerose cattedre che percorrono parzialmente questi temi.

Questo progetto non deve limitarsi alle sole università venete. In quest' ottica è fondamentale una cooperazione di istituzioni, università e associazioni per una maggiore sensibilizzazione su questi argomenti. È necessario un piano di promozione del Veneto, della sua lingua e cultura, anche nelle università estere, in particolare con quelle che propongono corsi approfonditi su studi mediterranei ed europei. Un esempio virtuoso è quello della promozione della lingua bretone, che ha portato questa lingua ad essere insegnata perfino all'università di Harvard attraverso un partenariato con l'università Rennes 2.

 
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# 901 - VERSO IL BILINGUISMO ATTRAVERSO L'IMMERSIONE LINGUISTICA

 

Secondo le indagini ISTAT degli ultimi anni relativi a "la lingua italiana, i dialetti e le lingue straniere” il Veneto è una delle terre della penisola ove l’idioma locale è maggiormente utilizzato in ogni occasione della vita. Nonostante cio le stesse indagini mostrano che l’idioma è fortemente in arretramento a causa della pressione dell’Italiano e viene perciò registrato dall'UNESCO tra le lingue a rischio.

Una parte notevole della popolazione regionale ha il Veneto come prima lingua ed impara l’Italiano attraverso i media e la scuola. E’ dato acquisito, tra coloro che si occupano della relazione tra apprendimento e lingua, che il riconoscimento e il rispetto assegnato alla prima lingua di un bambino contribuisce in maniera essenziale allo sviluppo di un’immagine di se positiva e che il suo utilizzo come mezzo di apprendimento conduce a risultati migliori in termini di crescita intellettuale e per quanto riguarda i risultati scolastici, accademici e lavorativi. 

Inoltre, non fornire la possibilità ai nuovi arrivati di accedere agli strumenti linguistici in cui una buona parte della popolazione si riconosce in prima istanza significa porre degli ostacoli difficili da superare al processo di integrazione.

Infine crediamo che alla perdita o all’impoverimento di una lingua consegua una perdita irreversibile in termini di visione del mondo e di capacità di lettura della realtà, causando un impoverimento che non riguarda solo chi avrebbe dovuto esserne erede, ma che riguarda tutti.

Perciò crediamo sia necessario mettere in campo ogni strumento necessario alla valorizzazione della lingua veneta e delle altre lingue del nostro territorio nell'ottica di un bilinguismo integrale.

Ma come fare ciò?

Innanzitutto crediamo sia essenziale spingere le università a sostenere e promuovere lo studio filologico, sociolinguistico, dialettologico, glottodidattico della lingua veneta, mediante l'istituzione di una cattedra di lingua veneta. Allo stesso tempo sarà necessario istituire un'accademia per la lingua veneta, che agisca da centro per lo studio e la regolazione della lingua ma che organizzi anche corsi di lingua veneta sia nella nostra terra che all'estero, anche in collaborazione con le università. Un ottimo modello da seguire potrebbe essere l'Istitut d'Estudis Catalans, che svolge questa funzione in Catalogna.

 Il passo seguente dovrà essere quello di procedere all'inserimento del veneto a scuola. Crediamo che se in un primo momento sarà opportuno inserire la lingua veneta come seconda lingua, sarà poi necessario seguire il principio di immersione, utilizzando la lingua come veicolo per lo studio di altre discipline.

Un primo banco di prova potrebbe essere la sperimentazione all'interno delle scuole materne come avviene in Piemonte, per opera della giunta Bresso, già dal 2006.

 
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