# 009 - RIPENSARE L’ORGANIZZAZIONE DEI COMUNI A PARTIRE DALLO STRUMENTO ASSEMBLEARE

 

In ogni parte della repubblica veneta i villaggi erano organizzati attraverso l’utilizzo di assemblee di abitanti, che coinvolgevano un tempo i capifamiglia, chiamate vicinie, regole o comunanze che decidevano della vita comune.

Esse sono parzialmente sopravvissute, oggi come enti di diritto privato, nel Cadore ed in qualche altra area dei territori veneti. Perché non ripartire da questo modello che la nostra storia ci consegna, ovviamente aprendolo alla partecipazione di tutti i cittadini, per ripensare l’organizzazione dei comuni?

Avviando una sperimentazione a partire dalle Regole ancora esistenti, parti consistenti dei poteri del bilancio verrebbero riconsegnate nelle mani dei cittadini organizzati in assemblea. Le aree così amministrate sarebbero federate, riprendendo ancora una volta il modello repubblicano, in corpi più grandi: i vicariati, centenari, ecc. di un tempo, corrispondenti per dimensioni ai comuni frutto di aggregazioni che oggi si stanno costituendo in tutto il nostro territorio. Essi, dotati di funzioni strettamente amministrative, sarebbero gestiti da alcuni rappresentati per ciascuna regola organizzati in consiglio.

Nello stesso modo in cui un tempo erano gestite collettivamente alcune attività essenziali alla vita della comunità, questo modello fornirebbe uno strumento alternativo sia al pubblico che al privato nella gestione dei servizi civici di base.

 
Ultima modifica ilSabato, 12 Novembre 2016 12:01