# 601 - RITORNARE AD UN MODELLO DI PRODUZIONE ENERGETICA BASATO SULLE COOPERATIVE ENERGETICHE

 

In Veneto, la gestione ed il possesso collettivo di beni e realtà produttive affonda le sue radici nell'istituto delle regole o comunanze, attraverso cui fino alla caduta della Repubblica Veneta gli abitanti di ogni paese decidevano, tramite assemblea, della vita e dei beni comuni.

Questo approccio è sopravvissuto all'abolizione dell'istituto da parte di Napoleone. Ne è esempio l'apertura, il 30 giugno del 1923, della centrale elettrica di Lugo di Grezzana. Aperta dai capifamiglia, riuniti in una società, la centrale permise di portare capillarmente l'energia prodotta in autonomia nelle case del paese e dei dintorni.

Parte degli utili di tale società erano destinati dai capifamiglia a lavori di pubblica utilità all'interno del paese. La società fu chiusa dalla nazionalizzazione voluta da Saragat nel 1965.

A partire dalla Germania l'Europa ha visto un ritorno di queste forme cooperative energetiche su larga scala.

Crediamo che oggi, nel perseguire l'obbiettivo di una produzione energetica sostenibile, le istituzioni locali dovrebbero raccogliere quest'eredità consegnataci dai nostri padri promuovendo e sostenendo la formazione di cooperative di autoproduzione energetica rinnovabile.

Ciò avrebbe l'effetto non solo di diminuire la proporzione di energia prodotta attraverso i combustibili fossili, di favorire l'autonomia e l'autogestione energetica, educare i cittadini ad un maggiore rispetto dell'ambiente e ad un consumo più critico, ma anche fornire dei vantaggi economici alle famiglie.

 
Ultima modifica ilMercoledì, 16 Novembre 2016 12:59