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NO al taglio della democrazia

Sanca Veneta, movimento autonomista di centro sinistra che appoggerà Lorenzoni nelle imminenti elezioni regionali, ha dichiarato di supportare il No al referendum sul taglio dei parlamentari. Il motivo più importante di questa scelta, spiega Fabiano Bettiol, è che la diminuzione dei parlamentari influirebbe negativamente sulla rappresentanza territoriale, fatto in netta contrapposizione con la volontà di avere rappresentanti più vicini al territorio espressa tre anni fa in occasione del referendum per l’autonomia.

Altro punto riscontrato è un incremento del potere delle segreterie centrali dei grandi partiti che andrebbe a scoraggiare l’elezione di volti nuovi e contribuirebbe al mantenimento dei candidati provenienti dagli uffici partitici e non espressione dei territori e della popolazione. Il referendum poi non prende atto del problema della formazione di piccole commissioni al Senato che influirebbe indubbiamente sulla rappresentanza regionale e non prevede a tal proposito una riforma strutturale della Camera alta basata su un decentramento di funzioni e competenze.

Tutte queste perdite in termini di rappresentatività e democrazia non sono compensate, secondo Sanca, da benefici economici o qualitativi perché il risparmio stimato è estremamente residuo e la qualità dei parlamentari non aumenterà automaticamente anzi, con l’aumento della distanza tra popolazione e politico, si affievolirebbe il controllo esercitato dall’elettore lasciando la gestione del potere e dei soldi pubblici in mano a pochi politici con meno responsabilità verso la popolazione.

Pian col Fajan!!!

 

Chi bolla le istanze indipendentiste come populistefilo leghiste (e daghela ...) o ancor peggio pericolose o antistoriche, non gode del nostro sostegno ... e questo è chiaro, altrimenti non saremmo qui a scrostare le penne delle ali del leone - Bersani docet.

Tuttavia alcune delle basi sulle quali la nostra civiltà (intesa come senso civico) è costruita, ci impongono di accettare che individui diversi abbiano idee diverse e contrastanti. Sta al confronto tra le parti spiegarsi al meglio e creare il consenso per far passare una o l'altra corrente.

Il consigliere che osteggia la proposta di legge 342, commette un atto antidemocratico, nel senso che nega il diritto di un popolo all'autodeterminazione e si scorda del diritto internazionale che, tutelando i diritti dei popoli, sovrasta il diritto degli stati ove esistano istanze indipendentiste. Ciò non di meno chiunque argomenti le proprie idee in modo civile ha diritto di farlo. Va rispettato e, se possibile, convinto della bontà e della alta democraticità che è insita nel lasciare che la gente decida per se direttamente.

L'intervento del consigliere Marotta è per altro piuttosto vecchio, ma ci urgeva rispolverare il tema per confrontarci, e richiamarvi al confronto, con le risposte che ancora rimbalzano alle dichiarazioni pre e post voto (mai realmente avvenuto) per l'indizione del referendum.

I maggiori guai dell'universo Venetista - qui in Sanca non abbiamo paura di dirci venetisti ... almeno finché elettricista, linguista o catalanista non saranno considerati termini inappropriati per rispettabili cittadini ;) - sono proprio alcuni modi e alcuni metodi ... co le parolasse e il muro contro muro il prodotto finale è zero nuovi indipendentisti, anzi, la fuga dei possibili.

Ci vuol più tempo (ma meno sforzo) a ingiuriare o inveire  sui social network, piuttosto che articolare un solo pensiero di confutazione. Basterebbe poco ... invece l'indipendentismo è spesso preda di intolleranza, incomprensione e maleducazione.

Rilassatevi, non c'è nulla da perdere nel far le cose per bene e Pian col Fajan che la polenta xe poca!!!

Matteo Visonà Dalla Pozza

 

"L'ordine politico delle Comunità": il più grande Progetto di Adriano Olivetti

 

Con il seguente articolo, cominciamo un altro dei percorsi che seguiremo all'interno di questo spazio; approfondiremo, grazie all'analisi del pensiero di autori celebri e meno celebri che ci hanno preceduti, alcuni percorsi politici che hanno posto particolare attenzione alla partecipazione dei cittadini nel funzionamento dello stato, al ruolo delle regioni culturali storiche in Europa e più in generale a una forma nuova di democrazia. Ricordiamo che le posizioni degli autori che troverete in questa "rubrica" non rappresentano necessariamente la nostra posizione, esse vogliono essere più che altro degli spunti di riflessione per un dibattito.

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Chi Vuole l'Indipendenza

 

Alcuni giorni fa la piattaforma e comitato referendario plebiscito2013.eu ha ricevuto i risultati di una ricerca commissionata ad Ixè (l'istituto di statistica a cui si rivolge la trasmissione Agorà), riguardo all'opportunità di un referendum sull'indipendenza in Veneto e sulla possibilità di costruire un Veneto indipendente.

La ricerca si apre comunicando un dato, direi piuttosto scontato, relativo alla percezione degli intervistati riguardo alla variazione della qualità della vita in Veneto negli ultimi anni. Come prevedibile il 73% risponde comunicando la percezione di un peggioramento. Questo primo dato è seguito immediatamente da un secondo che riguarda l'opportunità di svolgere un referendum sull'indipendenza, che risulta ritenuto necessario dal 54% degli intervistati contro un 45% di contrari.

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La Senyera Libertaria

 

Cominciamo il nostro percorso tra gli indipendentismi d'Europa e la loro relazione di lunghissima data con i pensieri libertari e le sinistre dalla Catalogna, paese mediterraneo che il 9 novembre 2014 si recherà alle urne per decidere riguardo al proprio futuro.

È il vessillo delle terre catalane e aragonesi fin dal 1150, facendo di essa la bandiera più antica, legalmente ancora in uso, in Europa: stiamo parlando della Senyera, che in catalano significa appunto “bandiera”.

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