Lunedì Bilancio - 7 Domande

 

Lunedì Bilancio. 

Il menu di questa settimana prevede una domanda al giorno ai candidati sindaco del comune di Venezia ... almeno quelli che hanno trovato utile risponderci ;) ... ne mancherebbe uno, però non so, non ci sembrava proprio proprio il caso.

Leggete e ricordatevi che né Stalin, né Dio vi vedono nel segreto dell'Urna.

1- Il bilancio comunale è in rosso. Al netto degli sprechi, le entrate tributarie che genera Venezia sarebbero più che sufficienti per sopperire al fabbisogno. La "legge speciale" ha fatto, per poco tempo, ritornare sul territorio una parte del residuo fiscale. Cosa ne pensate dell'autonomia fiscale?

Luigi Brugnaro

Il dissesto – con 92 milioni di disavanzo nel bilancio comunale, a cui probabilmente vanno ad aggiungersi quelli delle società partecipate – è stato provocato anzitutto dall'incapacità delle amministrazioni che hanno guidato finora la città. Venezia non può vivere di un’impostazione statalista per cui va periodicamente a chiedere l’elemosina “con il cappello in mano” a Roma o in Europa. Serve invece un piano strategico che permetta alla città di “camminare con le proprie gambe”, garantendo sviluppo economico e sociale. L’autonomia fiscale è un tema importante e la città ha bisogno di trattenere in parte ciò che è in grado di produrre.

Felice Casson

Serve una nuova legge speciale che preveda anche per l'unicità di Venezia l'uso di strumenti giuridici già in atto in altre zone d'Italia - penso alle province di Trento e di Bolzano - e d'Europa, come la Corsica. Venezia deve poter trattenere parte delle risorse che produce, oltre che godere di nuovi parametri (vedi Casinò) in un patto di stabilità comunque da rivedere. Ho fatto presenti queste esigenze al presidente del Consiglio.

Gian Angelo Bellati

Ho scritto un libro sul punto. Senza autonomia fiscale non c’è responsabilità e c’è invece servilismo e clientelismo nei confronti delle amministrazioni centrali. In primis si genera un approccio culturale che fa male alle autonomie, ma  anche a tutto il Paese; inoltre l’autonomia fiscale permette al cittadino di controllare meglio come vengono spesi i soldi pubblici. Aggiungo che il centralismo fiscale attuale favorisce ed alimenta la corruzione, le mafie e la criminalità organizzata che ci sta invadendo ovunque!

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Francesca Zaccariotto

La “legge speciale” ha fatto abbondantemente il suo tempo e non risponde più ad alcuna logica. L’economia è globalizzata il sistema paese è allo “sbando” e le risorse scarseggiano sempre più dato che il debito veleggia oltre i 2170 miliardi di euro, mentre le entrate proseguendo in questa politica saranno destinate a diminuire perché le imprese avranno tutto l’interesse a cercare nuovi luoghi di produzione con costi sensibilmente inferiori. Quindi, meno imprese meno lavoro, meno entrate e tutto questo si tradurrà anche in sempre meno soldi per Venezia. I tagli sono costanti e una città Come Venezia corre il rischio di sprofondare sulle incapacità politiche nazionali. Oggi per Venezia non serve più una “legge speciale” ma uno “statuto speciale” che ne riconosca non solo la specialità in termini culturali, storici, di “fragilità ambientale” e di “vivibilità” (unica città al mondo considerata viva, in quanto abitata, e tutelata dall’UNESCO) ma in termini di opportunità. Venezia ha in se le potenzialità per essere un “volano” dell’economia mentre è tenuta alla “catena” come una qualsiasi altra realtà storica del paese. Oggi solo incompetenti e incapaci non sono in grado di cogliere la presenza di un insieme di fattori che potrebbero agevolmente portare alla specialità. Nel nostro paese ci sono Regioni e Province a Statuto Speciale che sono nate per motivi etnici, storici e geopolitici che oggi non esistono più perché l’Europa è unita, perché il mondo è globalizzato. Le uniche “guerre” che oggi possono piegare l’occidente sono quelle economiche. Venezia oggi può diventare una realtà “competitiva” a livello europeo e quindi portare benefici a tutta la Regione a tutta l’Italia. Se sarò eletta Sindaco ho già pronta una scaletta operativa per conseguire questo obiettivo che è a portata di mano. Quindi autonomia fiscale e anche autonomia normativa / decisionale su alcune materie, a partire da quelle collegate alle sue infrastrutture perché è folle la sovrapposizione di poteri e di competenze sulla città.

Davide Scano

Non risponde.

Camilla Seibezzi

Sono favorevole all'autonomia fiscale. E' chiaro che finché rimaniamo dentro la logica del fiscal compact, che domina le politiche pubbliche di bilancio, gli enti locali sono costretti entro le maglie del patto di stabilità! La spending review proposta da Cottarelli poteva rappresentare un punto di avvio per una riflessione sugli sprechi della finanza pubblica e sull'autonomia fiscale degli enti territoriali. La leva fiscale - anche a livello territoriale e comunale - è d'altra parte lo strumento decisivo per la costruzione delle politiche di intervento che competono al comune in tema di servizi di welfare e di servizi al cittadino. Ma è necessario, non solo cambiare modello di visione sull'uso delle risorse pubbliche, e lasciare il campo a politiche espansive nell'uso della finanza pubblica; ma pure dare piena attuazione al dettato costituzionale sull'autonomia fiscale dei comuni.

Alessandro Busetto

Non risponde.

Giampietro Pizzo

Le entrate tributarie comunali contribuiscono già in modo rilevante (245 milioni di euro) all'entrate correnti e hanno compensato in buona parte la riduzione dei trasferimenti dallo Stato.
L'autonomia fiscale è parte della ricostruzione di una buona gestione di bilancio. E' questo il motivo per cui Venezia Cambia 2015 ha da tempo proposto di destinare alla gestione diretta del Comune almeno un punto dell'IVA che oggi va direttamente all'Erario Centrale. Occorre inoltre fare in modo che una parte delle ingenti risorse derivanti dall'economia turistica contribuiscano alle finanze pubbliche: per migliorare i servizi pubblici e garantire la manutenzione ordinaria della Città e la tutela del suo patrimonio culturale. Questo è possibile, senza tributi aggiuntivi, ma erogando ai turisti alcuni servizi di base - per una migliore qualità turistica e per maggiori risorse per la comunità.

Francesco Mario d'Elia

Non risponde.

Ultima modifica ilMartedì, 23 Giugno 2015 00:54
Matteo Visonà Dalla Pozza

Bio
Laureato in Lingue e Letteratura Turca, vive a Venezia, lavora nel campo del Turismo e si occupa di tematiche Indipendentiste legate alla sinistra.

Ha particolare propensioni alla Linguistica e alla Grafica, benché non professioniste. Si è occupato di organizzazione sportiva e ha vissuto a Londra, Istanbul e Ankara.

Ama
Cani, Gatti, Galline, Storia, Arte, Venezia, Veneto, Grafica, Social Network.

Odia
Caccia, il Cinovenetismo, le cose Raffazzonate, il Razzismo.

Motto
No ghe xe Solusion sensa Liberasion!

Sito web: www.cp11a.com