Mercoledì Indipendenza - 7 Domande

 

Mercoledì l'abbiamo dedicato ad un tema che ci sta particolarmente a cuore ... l'Indipendenza. 

Pochi si sono soffermati sulla seconda parte e qualcuno ha confuso la domanda tra opinione e possibilità di dare la parola ai cittadini. 

3- Come giudica la proposta di consultare i cittadini veneti sul quesito Indipendentista. Perché a sinistra sono percepite più resistenze alla consultazione?

Luigi Brugnaro

Democrazia vuol dire sovranità popolare. E’ bene che i cittadini possano esprimersi su tematiche così importanti. Per questo non sono contrario alla consultazione, fermo restando che essa dovrebbe essere effettuato nel quadro e con i limiti prescritti dall’ordinamento giuridico.

Felice Casson

Personalmente non sono d'accordo con l'indipendenza del Veneto, in tempi di Unione Europea e di aggregazioni sovranazionali.

Gian Angelo Bellati

Il referendum indipendentista è nel nostro programma perché vogliamo democrazia e ascolto delle scelte dei cittadini nel rispetto del principio di autodeterminazione de popoli. Oggi la sinistra è contraria perché è al potere a Roma, ma questo è un errore strategico. Come quello di togliere democrazia attraverso l’Italicum: se un domani prendesse il potere un soggetto antidemocratico con tendenze dittatoriali chi potrà fermarlo? Libertà e democrazia non sono negoziabili.

Ti piace SANCA VENETA? Vuoi aiutarci? 

Francesca Zaccariotto

Io credo che sia un diritto dei cittadini e un dovere dello Stato. Non dimentichiamo che la costituzione recita che “la sovranità appartiene al popolo” e se il popolo chiede di potersi esprimere chiunque glielo impedisca viola la Costituzione. Quanto poi al possibile risultato devo dire che sicuramente verrebbe aggirato. È nel DNA della nostra politica fregarsene altamente della volontà popolare basti a tal proposito ricordare che oltre il 97% dei cittadini votò il referendum per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e il risultato fu che il tutto venne reintrodotto come “rimborsi elettorali” (con entrate più che decuplicate rispetto al precedente finanziamento pubblico). Oggi abbiamo due Europe. Quella del Nord rappresentata da paesi che tengono conto della volontà dei cittadini, penso ad esempio alla Repubblica Cecoslovacca che senza traumi decise di dare vita a due nazioni, quella Ceca e quella Slovacca. Penso alla Gran Bretagna che senza particolari traumi ha tenuto il referendum chiesto dagli scozzesi per la separazione dall’Inghilterra. Consultazione che se avesse dato esito positivo avrebbe portato all’indipendenza della Scozia. E vedo poi l’altra Europa, rappresentata da Italia e Spagna. La Catalogna ha fatto il suo referendum. Il governo spagnolo ne ha tranquillamente negato la validità. Lo stesso accadrebbe in Italia, quindi , il referendum se si tenesse dovrebbe più che altro avere il valore politico di una sorta di mandato alla “classe politica veneta” finalizzato a perseguire quanto meno una sempre maggiore autonomia ma, visto che i nostri parlamentari sono “nominati” credo che anche questo obiettivo alla fine verrebbe vanificato. La fedeltà i politici italiani non la danno agli elettori, non la danno al territorio che li elegge e nemmeno al “partito” ma al “capo” che li “eleva” nella scala dei privilegi ... Quindi, destra , sinistra, centro in questa partita sono tutti eguali. Ogni dibattito serve solo a confondere le idee o a favorire la carriera politica di qualcuno. Alle volte anche i sogni degli altri servono a concretizzare gli obiettivi di qualcuno.

Davide Scano

Non risponde.

Camilla Seibezzi

Indipendenza da che?. Il Veneto è una creazione recente, legata alle vicende della costruzione dello Stato italiano. In realtà il problema che vedo non è quello del recupero di un'indipendenza che non è mai esistita. Ma del ruolo che deve avere il nostro paese, l'Italia entro il quadro dell'Unione Europea. Mi pare che a livello macro sia necessario accelerare il processo di costruzione di una realtà politica europea federale. Cosa che non sta accadendo. Sottrarsi a questo processo attraverso indipendentismi è anacronismo, oltre che impraticabile. Ciò che deve essere proposto in suo luogo è invece la costruzione di uno Stato federale italiano in cui sopratutto i Comuni ripensati come Città metropolitane rivestano un ruolo di preminenza. Il Comune è la comunità politica più vicina ai cittadini e questa prossimità deve essere strutturata e amplificata.

Alessandro Busetto

Non risponde.

Giampietro Pizzo

Siamo favorevoli a tutte le forme di consultazione diretta cittadina e referendaria a patto che non siano in contrasto con la Carta costituzionale. 

Francesco Mario d'Elia

Non risponde.

Ultima modifica ilMartedì, 23 Giugno 2015 00:52
Matteo Visonà Dalla Pozza

Bio
Laureato in Lingue e Letteratura Turca, vive a Venezia, lavora nel campo del Turismo e si occupa di tematiche Indipendentiste legate alla sinistra.

Ha particolare propensioni alla Linguistica e alla Grafica, benché non professioniste. Si è occupato di organizzazione sportiva e ha vissuto a Londra, Istanbul e Ankara.

Ama
Cani, Gatti, Galline, Storia, Arte, Venezia, Veneto, Grafica, Social Network.

Odia
Caccia, il Cinovenetismo, le cose Raffazzonate, il Razzismo.

Motto
No ghe xe Solusion sensa Liberasion!

Sito web: www.cp11a.com