Venerdì MOSE, GRANDI NAVI & CO.- 7 Domande

 

Questa domanda ci stava particolarmente a cuore ed è quella dove più ci rammarichiamo di non aver avuto tutte e 9 le risposte.

Si tratta del concetto - dannatamente difficile da cambiare - secondo il quale i cittadini si esprimono per una direzione e i politici spesso vanno nell'altra.

5- I progetti che ruotano attorno alla laguna spesso mancano di avvallo degli abitanti stessi del comune di Venezia e della gronda. Ci riferiamo a Mose e Grandi Navi, ma anche all'assalto degli hotel. Se al cittadino comune viene riservata solo la protesta, in che modo può tutelarsi dalle decisioni, o non decisioni, della politica?

Luigi Brugnaro

Sin dall’ufficializzazione della mia candidatura ho sempre detto che l'unico patto che faccio è con i cittadini. Dopo il voto tutti dovranno essere coinvolti e partecipi. Dopo la mia elezione a Sindaco chiedo proprio ai cittadini di starmi vicino. Ce la possiamo fare, ma solo se le decisioni sono prese assieme e condivise.

Felice Casson

Un aspetto che sto riscontrando da mesi in tutte le aree della città, senza distinzione alcuna, è il mancato contatto delle precedenti amministrazioni con le realtà associative, i comitati, i portatori d'interessi diffusi nel territorio. Il metodo politico da instaurare prevede la cognizione dei dati, la valutazione delle alternative, il coinvolgimento di tutti gli interessati, e poi la decisione. Inoltre tornare periodicamente in tutte le articolazioni territoriali della città, a rendere conto di cosa si è fatto e a percepire le nuove esigenze che possono emergere.

Gian Angelo BellatiBellati

In Italia, Paese fra i primi per corruzione nel mondo, deve valere ancor di più la regola dell’alternanza al potere: qualsiasi sia il colore di chi ha il potere, dopo un ventennio della stessa classe dirigente come da noi, occorre cambiare. Per tutelarsi da queste decisioni occorre anche una legge speciale gestita in modo più semplice e in una logica di partenariato con i cittadini. Magari con referendum per le scelte più importanti e una classe dirigente in Comune totalmente rinnovata e al servizio del cittadino, non di se stessa. Se fossi sindaco proporrei un partenariato sull’esempio di quello che gestisce i fondi strutturali di Bruxelles ed imposto per regolamento europeo; noi potremmo imporlo con l’istituzione di un organismo di decisone partecipato dai soggetti rappresentativi di lavoratori, imprese e cittadini.

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Francesca Zaccariotto

La “protesta” spesso è solo la conseguenza della mancata “trasparenza” e della “ignoranza”.intesa come mancata conoscenza delle cose. A parole l’amministrazione di Venezia è sempre stata trasparente. Nei fatti è sempre stata una amministrazione “occhiuta”, “iper burocratica” “ segreta”.. Io posso anche renderti pubblico un atto ma se lo rendo non “leggibile” alla fine creo solo confusione e sulla confusione faccio quello che voglio. E la confusione è anche la situazione migliore per gli “ignavi” che trovano sempre una ragione per defilarsi. Chi non fa non sbaglia e a Venezia posto che gran parte della popolazione votava a sinistra , sempre e comunque, tante volte era più conveniente non decidere. Così è morta Porto Marghera, così sono state perse decine di opportunità. Di fronte al problema meglio praticare la filosofia borbonica “ a da passà a’ nuttata”... Ma va anche detto che ci sono persone che “vivono” della e sulla protesta. Sono i “militanti in servizio permanente effettivo”, piccoli gruppi che , però, potrebbero agevolmente essere informati facendoli così diventare non parte “contestatrice” ma “propositiva e di controllo”. In una città dai mille interessi come Venezia ogni protesta fa sempre aggio a qualcuno e questo qualcuno ha tutto l’interesse a “soffiare sul fuoco”. Una amministrazione trasparente , decisa, determinata potrebbe ridurre al minimo questi fenomeni portarli alla dimensione fisiologica e soprattutto a quella di stimolo all’approfondimento, alla riflessione , anche perché i cittadini non bisogna dimenticare sono coloro che possono meglio di tutti conoscere certe situazioni che non vengono certo conosciute nel dettaglio dall’interno degli uffici.

Davide Scano

Non risponde.

Camilla Seibezzi

Io credo che il progetto del Mose debba essere fermato e chiuso il consorzio. La città deve avere la possibilità di confrontarsi sulle diverse proposte che sono in campo relativamente al porto e alla marittima. Personalmente credo che le grandi navi debbano uscire dalla laguna e fermarsi alle bocche di porto. Credo infatti che il nuovo porto di Venezia debba essere costruito in modo diffuso là dove si pensava di fare il Mose. Ma prima di ogni cosa, dopo quanto è successo intorno alle grandi opere, è la città che deve parlare. E la nuova amministrazione deve prioritariamente fare questo. Dare voce! Poi verranno le opere, magari non più grandi, ma utili.

Alessandro Busetto

Non risponde.

Giampietro Pizzo

Venezia Cambia 2015 è nata proprio per mettere al centro nuove pratiche di partecipazione, di controllo, di trasparenza e rendicontazione. Alcune grandi opere non possono essere decise sulla testa di chi vive nella comunità e nel territorio. Dopo un confronto aperto (dibattito pubblico) se non si arriva a una decisione consensuale, occorre chiamare i cittadini a referendum. Esempi concreti: il Canale Contorta, lo sviluppo dell'aeroporto, la TAV, eccetera. 

Francesco Mario d'Elia

Non risponde.

Ultima modifica ilMartedì, 23 Giugno 2015 00:48
Matteo Visonà Dalla Pozza

Bio
Laureato in Lingue e Letteratura Turca, vive a Venezia, lavora nel campo del Turismo e si occupa di tematiche Indipendentiste legate alla sinistra.

Ha particolare propensioni alla Linguistica e alla Grafica, benché non professioniste. Si è occupato di organizzazione sportiva e ha vissuto a Londra, Istanbul e Ankara.

Ama
Cani, Gatti, Galline, Storia, Arte, Venezia, Veneto, Grafica, Social Network.

Odia
Caccia, il Cinovenetismo, le cose Raffazzonate, il Razzismo.

Motto
No ghe xe Solusion sensa Liberasion!

Sito web: www.cp11a.com