Casson Vs Brugnaro

 

Non ce ne voglia nessuno. La copertina di questo articolo è solo un irrefrenabile impulso ironico che ci attanaglia.

Avevamo ricevuto in ritardo le risposte di Luigi Brugnaro, visto che domenica il ballottaggio vedrà contrapposti lui e Felice Casson, abbiamo pensato di proporvi il confronto direttodiretto sui nostri quesiti.

Ne giova sempre la democrazia e l'informazione.

 

Il bilancio comunale è in rosso. Al netto degli sprechi, le entrate tributarie che genera Venezia sarebbero più che sufficienti per sopperire al fabbisogno. La "legge speciale" ha fatto, per poco tempo, ritornare sul territorio una parte del residuo fiscale. Cosa ne pensate dell'autonomia fiscale?

Luigi Brugnaro

Il dissesto – con 92 milioni di disavanzo nel bilancio comunale, a cui probabilmente vanno ad aggiungersi quelli delle società partecipate – è stato provocato anzitutto dall'incapacità delle amministrazioni che hanno guidato finora la città. Venezia non può vivere di un’impostazione statalista per cui va periodicamente a chiedere l’elemosina “con il cappello in mano” a Roma o in Europa. Serve invece un piano strategico che permetta alla città di “camminare con le proprie gambe”, garantendo sviluppo economico e sociale. L’autonomia fiscale è un tema importante e la città ha bisogno di trattenere in parte ciò che è in grado di produrre.

Felice Casson

Serve una nuova legge speciale che preveda anche per l'unicità di Venezia l'uso di strumenti giuridici già in atto in altre zone d'Italia - penso alle province di Trento e di Bolzano - e d'Europa, come la Corsica. Venezia deve poter trattenere parte delle risorse che produce, oltre che godere di nuovi parametri (vedi Casinò) in un patto di stabilità comunque da rivedere. Ho fatto presenti queste esigenze al presidente del Consiglio.

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Una delle critiche che spesso vengono mosse alle precedenti amministrazioni è stata l'aver causato, o aver sottovalutato, la cosiddetta Svenetizzazione, ovvero la perdita di abitanti, di tessuto sociale e lo scollamento delle istituzioni con la storia della città. Quali sono le sue idee in merito?

Luigi Brugnaro 

Senza i veneziani, Venezia perde il suo nucleo originale e rischia di spianare la strada alla cessione progressiva di tutte le proprie attività agli stranieri. Pur nella consapevolezza che il “meticciato di civiltà” è un processo ineludibile che chiede prima di tutto di essere governato, è necessario tornare ad investire sul recupero della residenzialità. In centro storico vanno riportati almeno 30.000 cittadini, ma lo si può fare solo riportando il lavoro perché nessuno torna a vivere a Venezia se poi deve affrontare lunghi spostamenti per andare a lavorare.

Felice Casson

La residenza è tra le prime priorità dell'amministrazione, nel senso di aiutare chi vuole restare a vivere in centro storico e in terraferma. Per prima cosa attraverso il censimento particolareggiato degli immobili pubblici e del loro uso, onde capire se nelle pieghe si possono trovare soluzioni a breve e medio termine. Una città senza i suoi abitanti è una città destinata a morire, e quindi a non perpetuarne la storia, guardando a certi istituti della Serenissima che erano all'avanguardia.

Come giudica la proposta di consultare i cittadini veneti sul quesito Indipendentista. Perché a sinistra sono percepite più resistenze alla consultazione?

Luigi Brugnaro 

Democrazia vuol dire sovranità popolare. E’ bene che i cittadini possano esprimersi su tematiche così importanti. Per questo non sono contrario alla consultazione, fermo restando che essa dovrebbe essere effettuato nel quadro e con i limiti prescritti dall’ordinamento giuridico.

Felice Casson

Personalmente non sono d'accordo con l'indipendenza del Veneto, in tempi di Unione Europea e di aggregazioni sovranazionali.

Venezia e Mestre/Marghera. Come si riescono a conciliare amministrazione unica, necessità e competenze diverse. Spesso appare dall'esterno che sia una questione più di "taglia" e prestigio che di reale necessità.

Luigi Brugnaro 

Io guardo alla Città Metropolitana che è il nostro futuro. Non solo degli abitanti dei comuni della ex provincia, ma anche di quelli di Treviso e Padova e magari anche di Rovigo, Belluno, Pordenone. La competizione, già oggi, ma a maggior ragione in futuro, sarà tra Città metropolitane, più che tra Regioni o tra Stati. Del nuovo assetto potranno beneficiarne quelle che nel mio programma chiamo le “Città di Venezia” perché del nostro Comune policentrico fanno parte tante realtà, ciascuna con le sue caratteristiche, peculiarità, vocazioni, e tutte vanno rispettate e valorizzate allo stesso modo.

Felice Casson

La città d'acqua e quella di terra hanno esigenze distinte ma bisogno l'una dell'altra: Mestre senza Venezia sarebbe più difficile da comunicare -anche in chiave culturale e turistica- mentre la laguna e le isole senza la terraferma non potrebbe risolvere molti dei loro problemi, dal lavoro alle imprese e appunto all'abitazione. Mestre ha diritto a un prosindaco che ne interpreti le esigenze in prima persona, tutta la città abbisogna di municipalità che funzionino con poteri precisi, ancorché ridotti.

I progetti che ruotano attorno alla laguna spesso mancano di avvallo degli abitanti stessi del comune di Venezia e della gronda. Ci riferiamo a Mose e Grandi Navi, ma anche all'assalto degli hotel. Se al cittadino comune viene riservata solo la protesta, in che modo può tutelarsi dalle decisioni, o non decisioni, della politica?

Luigi Brugnaro

Sin dall’ufficializzazione della mia candidatura ho sempre detto che l'unico patto che faccio è con i cittadini. Dopo il voto tutti dovranno essere coinvolti e partecipi. Dopo la mia elezione a Sindaco chiedo proprio ai cittadini di starmi vicino. Ce la possiamo fare, ma solo se le decisioni sono prese assieme e condivise.

Felice Casson

Un aspetto che sto riscontrando da mesi in tutte le aree della città, senza distinzione alcuna, è il mancato contatto delle precedenti amministrazioni con le realtà associative, i comitati, i portatori d'interessi diffusi nel territorio. Il metodo politico da instaurare prevede la cognizione dei dati, la valutazione delle alternative, il coinvolgimento di tutti gli interessati, e poi la decisione. Inoltre tornare periodicamente in tutte le articolazioni territoriali della città, a rendere conto di cosa si è fatto e a percepire le nuove esigenze che possono emergere.

Il problema sicurezza è particolarmente sentito. Al netto degli allarmismi da social network, vi sono mezzi con il quale una amministrazione comunale può fronteggiare la necessità di maggior tutela dei cittadini?

Luigi Brugnaro

La sicurezza è una delle priorità del mio programma. Si comincia con il fare quelle ordinanze che per volontà politica avversa non si sono mai fatte e che non saranno mai fatte se a governare la città sarà lo stesso blocco sociale che la tiene sotto scacco da 20 anni. La Polizia locale dovrà essere presente sul territorio h24. Faremo un’unica Centrale interforze per il controllo coordinato del territorio, dove convergano tutte le telecamere di videosorveglianza per il presidio costante e per l’invio immediato dei nuclei di pronto intervento. Installeremo dei varchi elettronici negli accessi della città per controllare i veicoli rubati. Coinvolgeremo i principali incaricati dei servizi pubblici e i componenti delle Associazioni sportive, culturali e di volontariato in una vigilanza attiva del territorio come sentinelle della legalità. Istituiremo una squadra di ispettori per controllare tutti gli immobili pubblici, gli assegnatari, il numero degli occupanti, le condizioni igieniche e lo stato delle manutenzioni. Infine, contro la prostituzione e lo spaccio di droga sarà tolleranza zero.

Felice Casson

La sicurezza è la priorità assoluta per almeno un terzo dei cittadini di Mestre, Marghera e della terraferma (anche a Venezia, penso alla zona della stazione e di campo S.Margherita). Sarò io il mio stesso assessore alla sicurezza, in contatto costante con le forze dell'ordine, a portata di telefono. Tre gli aspetti su cui intervenire: la repressione nell'immediato, ovvero far rispettare a tutti le regole che ci sono, con gli strumenti esecutivi che l'ordinamento giuridico consente. Il decoro urbano, nella misura di un ritorno della presenza umana nelle zone a rischio, del commercio di prossimità, dell'illuminazione notturna, delle operazioni di pulizia e igiene. Tutto questo non basta se non vi è un forte grado di inclusione sociale, potenziando i servizi pubblici e privati che già funzionano, di modo da ridurre al minimo l'impatto di quanto sta succedendo e che mette a disagio i cittadini.

La variante della lingua veneta che si parla nel comune di Venezia è uno dei tratti caratteristici della cultura della città. Negli anni venti si insegnava a scuola, oggi tende a sparire. In altri luoghi (Friuli o Alto Adige) se ne prendono cura, fosse per lei la reintegrerebbe almeno come materia facoltativa?

Luigi Brugnaro

Il dialetto è un patrimonio prezioso della nostra storia, del nostro costume e delle nostre tradizioni. A scuola, come materia facoltativa in orario extracurriculare ci si può ragionare.

Felice Casson

Non penso sia una materia all'ordine del giorno. Mi considero cittadino del mondo per formazione e per i miei numerosi viaggi. In lista ho voluto esponenti di tutte le razze e religioni, stabiliti da tempo in città dove lavorano e pagano le tasse, per manifestare plasticamente questo concetto di apertura e accoglienza, secolare nella Serenissima quando veniva concesso un "fontego" a chi dall'estero commerciava con noi.

Ultima modifica ilMartedì, 23 Giugno 2015 00:22

Bio

Laureato in Filosofia presso l’università degli studi di Padova, studia Antropologia culturale ed Etnolinguistica a Ca’Foscari.

In passato Attivista in alcuni collettivi veronesi ha molto a cuore il rispetto dell’ambiente e del paesaggio e non sopporta le prevaricazioni.

Nel tempo rubato allo studio, balla danze popolari. Tra le altre si interessa particolarmente a quelle della tradizione Veneta.

Passioni

Viaggi, Lingue, Culture e danze popolari, la Montagna.

Luoghi

Vive tra Venezia e Verona, dove è cresciuto, in passato ha vissuto qualche anno a Padova.