Verso il futuro con Trasporto

 

In una terra come la nostra, punteggiata di città di medie dimensioni molto vicine tra di loro accostate o fuse a centri minori, il tema della mobilità è essenziale. Dopo lo smantellamento delle grandi reti tranviarie e ferroviarie, anche per mano delle grandi lobby della gomma e dell’asfalto, negli anni del boom economico vi è stato un continuo crescere di problemi legati al traffico, alla sicurezza e all’inquinamento. Altrove, dove queste infrastrutture sono state salvaguardate o vi si è investito nuovamente con forza negli anni passati, questi problemi esistono in misura decisamente minore permettendo una maggiore qualità della vita e un notevole risparmio economico ed ambientale.

 

In questo articolo cercheremo di fornirvi gli strumenti necessari per analizzare il tema del trasporto pubblico locale. Lo faremo con una breve introduzione teorica, alcuni esempi e una breve analisi della realtà veneta. In un prossimo articolo proporremo più dettagliatamente la nostra visione.

Tre sono i tipi di trasporto che è essenziale fornire affinché il servizio proposto risulti efficiente. Innanzitutto è necessaria un ossatura forte che funga da spina dorsale per gli spostamenti dei grandi flussi. Essa è generalmente costituita da linee di trasporto pubblico di massa come la metropolitana o il tram (o comunque in sede propria).

E’ necessaria poi la presenza di una rete suburbana, generalmente ferroviaria, che leghi i centri maggiori alle periferie e alle città satellite, essa svolge anche, nel tratto più strettamente urbano, un servizio simile al primo di cui abbiamo parlato.

Infine serve un servizio di capillarità che a partire dai punti nodali delle grandi direttrici, generalmente attraverso l’utilizzo di autobus, permetta di raggiungere il maggior numero possibile di cittadini e di effettuare il trasporto locale.

Questo modello, fatte le dovute proporzioni, non varia di molto sia che si abbia a che fare con grandi metropoli, con centri di dimensioni più ridotte o con città diffuse.

Vorremmo ora fornire alcuni esempi in cui pensiamo questo sistema sia stato interpretato con intelligenza e che speriamo permettano di capire meglio ciò di cui stiamo parlando.

1) Auckland: Città più grande della Nuova Zelanda, Auckland ha una popolazione di 1,4 milioni di abitanti. Ivi sta venendo rinnovato radicalmente il sistema di trasporto pubblico, riteniamo che sia, almeno nelle intenzioni, un ottimo esempio di lavoro ben fatto e che mette chiarezza nei concetti che abbiamo introdotto. Pensiamo che sia piuttosto interessante anche per la caratteristica parzialmente anfibia della città

 

2) Karlsruhe: Città del Baden-Württemberg è famosa per il sistema del tram – treno, ove il primo e il secondo livello di cui abbiamo parlato sono uniti in una singola rete percorsa da veicoli ferroviari intermedi che svolgono sia servizio tranviario che ferroviario permettendo agli utenti di raggiungere il centro della città senza dover effettuare cambi e utilizzando le linee ferroviarie precedentemente in disuso o sottoutilizzate.

3) Brescia: Certo non riteniamo che rappresenti (ancora) un esempio di questa modello. Nonostante ciò, pensiamo che la coraggiosissima e discussa scelta di costruire una linea di metropolitana nella città vada precisamente in questa direzione e i risultati ottenuti sono stati eccezionali.

 

Perché non si può dunque provare a investire sul futuro recuperando una risorsa che, per interessi economici, ci è stata da tempo negata? Perché non provare a capire come il modello di cui abbiamo parlato possa funzionare per le città venete?

Nonostante i grandi dubbi che ci attanagliano ogni qual volta si parli di Translohr, il sistema tranviario adottato a Padova e Venezia, pensiamo che nelle due città in questione si sia imboccata una buona strada per completare il primo obbiettivo di cui abbiamo parlato. Non mancano comunque alcuni grandi passi indietro come la cancellazione della seconda linea del tram a Padova dell’appena eletto sindaco Bitonci. La grande assente è però Verona. A Verona si è discusso per anni di un sistema di trasporto pubblico di massa, passando dal tram, al filobus, a curiose vie di mezzo, ma non realizzando in fin dei conti nulla di concreto. Una proposta a mio parere molto interessante fu avanzata qualche anno fa ad un tempo da Raffaello Zantedeschi e da Luigi Castelletti, che proponevano di adattare il sistema di Tram – Treno, di cui abbiamo parlato, alla città.

Non discuteremo il terzo step, che non necessita di grandi infrastrutture e che si può ottenere da un facile riadattamento dell’esistente, ma dedicheremo più inchiostro al secondo, che versa in condizioni pietose.

Forse quello di più urgente realizzazione, aveva cominciato il suo iter di progettazione attorno al 1990 sotto il nome di Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR). Frenato però da beghe giudiziarie e politiche, dall’incompetenza dell’assessorato e dal disinteresse assoluto di Trenitalia esso non è mai stato realizzato e ci si è limitati all’acquisto di qualche bel treno malutilizzato e l’introduzione di uno scarso orario candenzato. Ciò non può che nuocere immensamente a pendolari e turisti e dunque di rimando all’economia e in effetti soprattutto i primi hanno mostrato più volte indignazione per la situazione pietosa in cui versa il servizio. Spesso però queste categorie, non conoscendo le possibili alternative, invocano esclusivamente un estensione delle corse o maggiori investimenti nel servizio, quando sarebbe invece necessaria anche una riorganizzazione completa del sistema nella chiave di cui abbiamo parlato.

Vogliamo però segnalare anche i lavori ben fatti. C’è una piccola associazione di appassionati, tutt’altro che inesperti, di servizi di trasporto pubblico che con il suo lavoro ha cercato, spesso inascoltata, di suggerire un nuovo modo di viaggiare e di muoversi. Si chiama Ferrovie a Nord Est. Crediamo che in un momento come questo, in cui la regione ha bandito una nuova gara per l’assegnazione del servizio di trasporto ferroviario regionale e vi è un consiglio regionale neoeletto, sarebbe importante legare la competenza di chi si occupa di questi temi con la forza che può esprimere un movimento di pendolari, costruendo un panel che immagini e proponga un nuovo modello di servizio ad amministratori e aziende coinvolte e le sfidi a realizzarlo.

 
Ultima modifica ilSabato, 13 Agosto 2016 18:51

Bio

Laureato in Filosofia presso l’università degli studi di Padova, studia Antropologia culturale ed Etnolinguistica a Ca’Foscari.

In passato Attivista in alcuni collettivi veronesi ha molto a cuore il rispetto dell’ambiente e del paesaggio e non sopporta le prevaricazioni.

Nel tempo rubato allo studio, balla danze popolari. Tra le altre si interessa particolarmente a quelle della tradizione Veneta.

Passioni

Viaggi, Lingue, Culture e danze popolari, la Montagna.

Luoghi

Vive tra Venezia e Verona, dove è cresciuto, in passato ha vissuto qualche anno a Padova.