Voi tornar casa!

Fin dalla prima legislatura (1970 - 1975) è stata oggetto di discussione il luogo in cui avesse dovuto riunirsi il Consiglio Regionale. Visto dai padri dello Statuto, fin dalla prima edizione, come in continuità politica con gli organi di governo della Repubblica Veneta, venne presa in considerazione più volte l’opzione “Palazzo Ducale”. Già allora però molte furono le resistenze da parte del comune che non vedeva di buon occhio che gli fosse strappata l’amministrazione di un palazzo tanto importante e della sovraintendenza che ne occupava e occupa una parte significativa con i suoi uffici.

Ma l’opzione, con un andamento carsico, riemerse più volte e da parti diverse nel corso degli anni. Se ne discusse di nuovo durante il quinto mandato, sotto la presidenza del socialista Umberto Carraro. Allora erano stati messi gli occhi su Punta della Dogana, area da tempo inutilizzata: ci furono contatti con il ministero e fu perfezionato un contratto di concessione per 99 anni in cambio della ristrutturazione degli ambienti. Alla fine non se ne fece nulla, ma l’idea del Palazzo Ducale riemerse in qualche dibattito.

Il tema rientrò nel dibattito politico una decina di anni fa, grazie alla proposta di Marino Finozzi, allora presidente del Consiglio Regionale. All’interno della sala del Piovego in occasione del convegno "Il patrimonio linguistico veneto: tutela e valorizzazione" non si lasciò sfuggire l’occasione per affermare:

Credo che il consiglio del Veneto, il massimo organo rappresentativo dell'istituzione regionale, dovrebbe avere sede in questo palazzo per restituire questo luogo alla sua originaria funzione e dare continuità a ciò che esso rappresenta nella storia e nell'identità del nostro Veneto.

I sostenitori si contavano nelle fila di entrambi gli schieramenti. Oltre ai colleghi leghisti di Finozzi la proposta venne sostenuta da Daniele Comerci, consigliere comunale veneziano del PD. Egli affermò che:

Palazzo Ducale fu storicamente la sede delle istituzioni politiche veneziane, quindi la sede del governo della città. Un luogo importante e prestigioso simbolo del potere e della grandezza di Venezia, uno spazio che teoricamente potrebbe ritornare ad essere al centro della moderna politica locale. Se Palazzo Ducale può essere la sede della Soprintendenza ai beni culturali ambientali, se al suo interno si possono svolgere convegni e congressi e comunque essere visitato da migliaia di vacanzieri culturali, perché non potrebbe diventare la sede del Consiglio regionale? Oltretutto se consideriamo l'attuale frazionamento del potere veneto e veneziano, disperso per tutta la città, si otterrebbero persino importanti vantaggi economici.

Massimo Cacciari, allora sindaco della capitale, non fu però dello stesso avviso: «Forse sembra che io non abbia di meglio da fare che occuparmi di queste sciocchezze» disse.

Infine, l'utilizzo del Palazzo come sede d'amministrazione, venne evocata anche da Renato Brunetta nel 2010. L'allora candidato, limitandosi alle istituzioni comunali, affermò pubblicamente:

È mia ferma intenzione portare la governance di Venezia a Palazzo Ducale: Consiglio comunale e Giunta. Questo senza nulla togliere al turismo e alla cultura. Voglio riportare a Piazza San Marco il centro della vita veneziana.

Sono un convinto sostenitore della necessità di porci in continuità con le istituzioni che la nostra storia repubblicana ci consegna, anche sul piano simbolico. Credo che sarebbe necessario riaprire oggi una discussione su questo tema, che sarebbe importante allacciarlo alla battaglia per il conseguimento dell’autogoverno e che potrebbe risultare un elemento simbolico importante nella costruzione di una nuova repubblica. Credo sarebbe essenziale inserirlo all’interno di un percorso di riscoperta e recupero della ritualità pubblica della tradizione politica Veneta.

Qualcuno potrebbe opporre a questa proposta i considerevolissimi flussi turistici che interessano il sito. Come conciliare un luogo istituzionale con la sua funzione museale?

Io credo che la strada ci sia mostrata con evidente chiarezza da molte esperienze già praticate in giro per l’Europa come il Palazzo di Westminster a Londra. Palazzo la cui parte più antica risale al 1097, ospita le due camere del Regno Unito (speriamo, presto, solo quello Inglese). Se il suo esterno è una delle attrazioni turistiche più visitate a Londra, anche l’interno del palazzo viene visitato da moltissime persone, attraverso diverse modalità.

Innanzitutto, il palazzo è liberamente visitabile in tutte le occasioni in cui non vi siano sessioni parlamentari, ovvero durante tutto il periodo di chiusura estiva, nei finesettimana e in numerose giornate infrasettimanali. Attraverso un intelligente sistema di prenotazione è anche possibile visitare il palazzo tutte le mattine, mentre le camere vengono preparate per i lavori parlamentari. Inoltre attraverso i deputati è possibile organizzare visite per gruppi durante le sessioni parlamentari e finanche assistere ai lavori del parlamento e delle commissioni, opzione molto utilizzata dalle scuole e dai gruppi di studenti.

Figuriamoci dunque se non sarebbe possibile provare a percorrere una strada di questo tipo a Palazzo Ducale. Soprattutto nel momento in qui le sale del palazzo vengono periodicamente utilizzate per congressi, mostre ed eventi, vi si tengono le riunioni della Commissione di Venezia, organo del consiglio d'Europa, e vi sono collocati i già nominati uffici della sovraintendenza. Tutte cose che hanno molto meno a che fare con quello che quel palazzo significa per i veneti ed in particolare per i veneziani.

Immaginate di poter visitare all’interno degli appartamenti dogali o delle prigioni un percorso permanente sulla storia della repubblica veneta e sul funzionamento delle sue istituzioni, raccogliendo ivi tutto il materiale oggi disperso tra il Correr e numerose altre sedi museali cittadine. Immaginate una gestione del palazzo organizzata come quella di Westminster, che offrirebbe al visitatore un esperienza se possibile ancora più interessante ed importante di quella che può essere offerta dalla visita odierna. Immaginate infine un palazzo vivo, animato dal dibattito sulle sorti di un popolo che lo ha reso il gioiello inestimabile che è oggi.

p.s. a proposito di ritualità pubblica ed utilizzo di palazzi storici, guardate cosa succede quando il capo di governo Basco giura all'inizio del suo mandato:

Ultima modifica ilLunedì, 09 Maggio 2016 17:10

Bio

Laureato in Filosofia presso l’università degli studi di Padova, studia Antropologia culturale ed Etnolinguistica a Ca’Foscari.

In passato Attivista in alcuni collettivi veronesi ha molto a cuore il rispetto dell’ambiente e del paesaggio e non sopporta le prevaricazioni.

Nel tempo rubato allo studio, balla danze popolari. Tra le altre si interessa particolarmente a quelle della tradizione Veneta.

Passioni

Viaggi, Lingue, Culture e danze popolari, la Montagna.

Luoghi

Vive tra Venezia e Verona, dove è cresciuto, in passato ha vissuto qualche anno a Padova.