25 Aprile 2016

 

Scusate l'Ardore e l'Ardire.

Ciò che mi spinge a scrivere a margine della manifestazione indipendentista di quest'anno è il clima di contrapposizione, a tratti pure offensivo, che ha fatto da preludio ed epilogo a questa giornata. Altri si occuperanno di criticare chi ha imbracciato il gonfalone, io mi rivolgerò al mondo progressista - lo stesso dove, modestamente, mi colloco.

Non mi dedicherò alle contrapposizioni, lo scherno e i motivi delle critiche, sono sempre i soliti, ma mi soffermerò su alcuni temi che credo la sinistra non abbia mai curato.

Un primo punto è accettare che lo Stato e la Nazione possano non coincidere. L'Italia è un paese giovane ed occupa il territorio di nazioni storiche che hanno saputo (e sanno) esprimere grandi culture e tradizioni politiche. Considerare i soli elementi di prossimità culturale ci fa perdere la ricchezza enorme delle diversità che caratterizzano i popoli d'Italia. La sinistra attuale, seguendo un'impostazione che è stata monarchica prima e fascista poi, sostiene l'idea di una presunta superiorità italiana sulle culture locali. Continuare su questa strada fa perdere contatto con la società, che trova sponda solo nel versante opposto, con tutto quel che ne consegue.

Il secondo aspetto che mi piacerebbe venisse affrontato senza più veti e paure, è il decentramento delle competenze. Qui la maggior critica che imputo al variegato mondo progressista è la paura di consegnare ai conservatori (anch'essi variegati) strumenti migliori di lavoro. La reazione tipica è quella di demandare ad organi superiori, il governo italiano nella fattispecie, la priorità amministrativa, dimenticando che è molto più socialista prendersi cura del territorio anche mettendosi in contrapposizione ad istituzioni centrali ( e centraliste), che sacrificare sull'altare delle proprie idee la voce delle comunità e dei cittadini. Se la sinistra non si occupa di proteggere tutte le minoranze, di quale progresso si fa portatrice?

L'ultimo punto è di mero atteggiamento. Noi di Sanca Veneta siamo molto critici nei confronti dei movimenti indipendentisti e autonomisti classici. Non ci piace l'impostazione esclusivista, il razzismo strisciante, la visione individualista del diritto e crediamo che la riappropriazione del residuo fiscale debba essere un elemento di riscatto per tutta la comunità veneta e non possa essere guidato da interessi egoistici. Tuttavia abbiamo deciso di combattere questa visione dandone una alternativa, poiché è inconcludente minimizzare e rifiutare, ma è necessario riscattare il nostro territorio partendo dai suoi simboli e dalle richieste che la popolazione pone. Crediamo sia essenziale farlo in termini europei, pensando in modo globale ma agendo sul locale.

In ultima istanza invitiamo tutti quelli che temono le derive più becere del venetismo a farsi portatori attivi di politiche di valorizzazione storica, linguistica, culturale e politica. Li sfidiamo a imbracciare i gonfaloni ed a partecipare, in questa con in altre occasioni, con le proprie idee e motivazioni. Aumentando il numero di coloro che curano in maniera sana il Veneto, Venezia e la sua popolazione, ciò che ora da fastidio finirà per essere solo una folcloristica minoranza, allo stesso modo in cui capita con quelli che vanno alle feste dell'Unità solo per mangiare le salsicce.

Matteo Visonà Dalla Pozza

P.S. A corredo di questo articolo, potete leggere ciò che publicammo in merito alla liberazione e a San Marco negli anni precedenti QUI e QUA, mentre LI potete trovare una interessante storia di un Partigiano Venetista. Grazie

 
Ultima modifica ilDomenica, 15 Maggio 2016 00:29
Matteo Visonà Dalla Pozza

Bio
Laureato in Lingue e Letteratura Turca, vive a Venezia, lavora nel campo del Turismo e si occupa di tematiche Indipendentiste legate alla sinistra.

Ha particolare propensioni alla Linguistica e alla Grafica, benché non professioniste. Si è occupato di organizzazione sportiva e ha vissuto a Londra, Istanbul e Ankara.

Ama
Cani, Gatti, Galline, Storia, Arte, Venezia, Veneto, Grafica, Social Network.

Odia
Caccia, il Cinovenetismo, le cose Raffazzonate, il Razzismo.

Motto
No ghe xe Solusion sensa Liberasion!

Sito web: www.cp11a.com