HATERS GONNA HATE

In questi giorni sui nostri spazi online chi ci segue avrà sicuramente notato una reazione decisamente accesa da parte di alcuni “tradizionalisti” alla nostra operazione Gonfaleno, con cui parteciperemo numerosi al Treviso Pride 2016.

Per coloro che non avessero avuto il tempo o la voglia di seguire il vortice di retrogrado turpiloquio che si è creato sulle pagine social di Sanca e dei suoi membri, facciamo un breve riassunto.
Le principali critiche che ci vengono mosse sono:

- caldi consigli al pentimento e a calibrare il nostro comportamento secondo il gusto morale della Venezia del '400

- l'accusa di pervertire un glorioso passato prono ai dettami più rigidi della cristianità cattolica

- l'accusa di peccare contro una non meglio specificata ed immutabile tradizione della Repubblica Veneta.

Non ci dilungheremo in lunghe filippiche e ci limiteremo a rispondere punto per punto che:

- consigliarci di imitare il passato semplicemente in quanto tale, anche non fosse il lontano '400, è una cagata pazzesca.
Ciò che ha reso la Serenissima Repubblica migliore nei secoli è sempre stato il suo essere decine di anni avanti alla sua epoca ed è esattamente questa la migliore ispirazione che possiamo trarne.
Vogliamo tornare ad essere un'avanguardia dell'occidente, non la sua chiusa periferia.

- per quanto riguarda il ligio rispetto del cattolicesimo ci limitiamo a ricordare che siamo stati la nazione più scomunicata della storia umana e che, per quanto l'indiscutibile cristianità dei nostri avi non sia in discussione, essa era sempre subordinata alla pubblica ragion di stato come ci ricorda il buon papa Pio II nel 1461: 

Vogliono apparire cristiani di fronte al mondo, ma in realtà non pensano mai a Dio e, ad eccezione dello stato, che considerano una divinità, essi non hanno nulla di sacro, né di santo. Per un veneziano, è giusto ciò che è buono per lo stato, è pio ciò che accresce l'impero; misurano l'onore in base ai decreti del Senato, e non secondo un modo corretto di ragionare.

- infine opiniamo che da buoni patrioti certamente crediamo che la celebrazione di una tradizione sia di fondamentale importanza ma allo stesso modo ci ricordiamo che nessuna tradizione è immutabile e il Veneto di oggi somiglia ben poco a quello di 100 anni fa, figuriamoci prima. Ragionassimo allo stesso modo dovremmo augurarci che le prostitute si affaccino ancora a tette nude dai balconi e gli evasori fiscali siano fustigati sulla pubblica via ma abbiamo il sospetto che per queste misure il fervore sarebbe minore.

Chiudiamo dicendovi che siamo profondamente contenti di quanto ci è stato detto, perché ha un immenso valore simbolico.
Il Veneto che vogliamo costruire è fatto di un percorso comune insieme a tutti coloro che lo abitano ed oggi ci è stato dato un assaggio di quello che i nostri fratelli e sorelle omosessuali sperimentano ogni giorno.
Ringraziamo di cuore chi ci ha confermato di nuovo che siamo sulla strada giusta e ci ricorda perché marceremo tutti uniti il 18 giugno a Treviso: haters gonna hate!

Ultima modifica ilMartedì, 07 Giugno 2016 14:35
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