Televisione veneta o morte italiana?

Il 23 Maggio Roberto Ciambetti ha incontrato le rappresentanze sindacali della Rai del Veneto. Il motivo è semplice: la nuova convenzione Stato-Rai approvata dal governo nello scorso marzo porta con se un tentativo di ridimensionare l'operatività delle sedi decentrate del servizio radiotelevisivo pubblico. Questo è solo l'ultimo atto di una politica che ha duramente colpito la sede rai di palazzo Labia. Gli organici sono andati assottigliandosi, non sono stati sostituiti coloro che sono andati in pensione ed il ramo veneto della Rai rischia progressivamente di essere privato di autonomia operativa oltre che finanziaria.
 
Crediamo comunque che, seppure un passo molto importante per dare voce alla realtà e alle identità locali, il terzo canale e le redazioni giornalistiche regionali fossero assolutamente insufficienti ad un servizio giornalistico dignitoso per la nostra terra. Soprattutto quando comparato con l'esperienza catalana TV3 e gallese S4C (che seguono due modelli piuttosto diversi) ci rendiamo conto dell'assoluta insufficienza dell'esperimento italiano.
 
Crediamo che i vertici politici veneti, invece che fermarsi ad una sterile indignazione per come la Rai tratta le strutture ed i dipendenti di palazzo Labia, dovrebbero riprendere quanto iniziato all'aprirsi degli anni 2000, quando la regione aveva mandato alcuni delegati in Catalogna a studiare la locale televisione pubblica al fine di costruire un modello simile in Veneto. Crediamo che, anche nell'ottica di salvare le risorse e l'esperienza maturata dai dipendenti di Palazzo Labia, sia arrivato il momento di riprendere in mano tale progetto e di cominciare a costruire, approfittando dei mattoni già posti, una televisione che segua il modello pubblico (anche in collaborazione con la Rai) o quello di un consorzio pubblico-privato in cui vengano valorizzate anche le competenze e le strutture già presenti nelle televisioni private venete.
 
Tale progetto sarebbe di centrale importanza anche per permettere ai cittadini di seguire e controllare la politica Veneta, contribuendo alla costruzione di un opinione pubblica, e nella promozione della cultura e della lingua veneta che troverebbe nella televisione uno strumento prezioso. Inoltre permetterebbe di valorizzare il settore creativo e della comunicazione, un settore in crescita anche in Veneto. Ogni anno dalle università e dalle accademie Venete escono giovani molto preparati in questi campi, che cercano uno spazio ove sviluppare le proprie potenzialità.Troppo spesso però sono costretti ad andare via per la mancanza di opportunità o per le proposte di lavoro poco stimolanti. Crediamo che uno strumento per far crescere il settore creativo e della comunicazione in Veneto sarebbe quello di costruire un network televisivo locale di qualità, che faccia informazione e produca contenuti.
 
 
Ultima modifica ilVenerdì, 09 Giugno 2017 11:48

Bio

Laureato in Filosofia presso l’università degli studi di Padova, studia Antropologia culturale ed Etnolinguistica a Ca’Foscari.

In passato Attivista in alcuni collettivi veronesi ha molto a cuore il rispetto dell’ambiente e del paesaggio e non sopporta le prevaricazioni.

Nel tempo rubato allo studio, balla danze popolari. Tra le altre si interessa particolarmente a quelle della tradizione Veneta.

Passioni

Viaggi, Lingue, Culture e danze popolari, la Montagna.

Luoghi

Vive tra Venezia e Verona, dove è cresciuto, in passato ha vissuto qualche anno a Padova.