Muoversi per il Veneto

Analizzando la geografia del territorio veneto, si possono identificare due poli principali: un'area centrale ormai densamente popolata e industrializzata (Area metropolitana di Venezia - Mestre, Padova, Treviso e Castelfranco) e la città metropolitana di Verona (centro importantissimo e densamente abitato), decentrata rispetto all'area centrale e relativamente distante da Venezia. Queste due aree sono circondate e separate da territori meno abitati come il Vicentino, il Basso Veronese, il Polesine, il Bellunese. Tale fisionomia fa si che, al fine di implementare una rete di trasporto pubblico che sia all'altezza dei bisogni dei cittadini, siano necessari diversi strumenti.

Innanzitutto serve uno "scheletro", un servizio ferroviario rapido e frequente che colleghi le due aree.

Affiora poi la necessità di dotare le due aree delineate di reti di TPL proprie. Il tanto discusso e mai terminato progetto dell'SFMR  avrebbe potuto essere forse il miglior modo per servire il Veneto Centrale. Ivi  si hanno infatti quattro centri abitati medi invece che uno grande, più frequente in Europa, e non si può contare quindi su un solo nodo centrale dal quale, a raggiera, partono tutte le linee che si diramano verso l'esterno, ma bisogna tenere in considerazione l'interazione tra quattro centri abitati e l'area popolosa al centro di essi. Il progetto SMFR prevedeva un sistema di trasporto pubblico integrato "ferro-gomma", dove il sistema ferroviario era integrato da autolinee che avrebbero dovuto collegare tutti i centri abitati maggiori e minori alla più vicina stazione, luogo atto al trasbordo dei passeggeri che, in questo modo, avrebbero potuto raggiungere la destinazione desiderata. Un più tradizionale sistema di ferrovia suburbana potrebbe invece servire la città di Verona e la sua area metropolitana, da costituirsi a partire dalla riapertura delle piccole stazioni che si trovavano nei quartieri periferici della città (come Parona), e riaprendo tratti di ferrovie minori come la Verona-Caprino. In entrambi i nodi risulta essenziale al miglioramento del trasporto pubblico urbano la creazione di stazioni ferroviarie secondarie all'interno dei centri abitati più grandi, e l'integrazione delle tratte ferroviarie cittadine con il trasporto pubblico urbano (bus e tram). Tale integrazione potrebbe prendere a modello l'esempio della città di Karlsruhe, nel Baden-Württemberg, dove è stato sviluppato il sistema del Tram-Treno.

Prendiamo ad esempio Padova, il cui comune fa circa 210.000 abitanti, ma che contando i comuni contermini arriva a quasi 400.000 formando forse il più grosso agglomerato del Veneto. Attualmente il capoluogo euganeo ha una sola stazione nel territorio comunale, quella di Padova; e tre nei comuni limitrofi: Vigodarzere (sulla linea Padova - Castelfranco), Busa di Vigonza (sulla linea Verona - Venezia) e Abano (sulla Padova - Bologna). Per permettere alla popolazione padovana di usufruire di queste linee all'interno della città sarebbe necessario creare delle piccole fermate nel territorio comunale su queste tre linee, che potrebbero essere quelle di Padova - Brusegana (sulla linea Padova - Bologna), Padova - San Bellino (sulla Padova - Castelfranco), Padova - San Lazzaro e Padova Montà (sulla Verona - Venezia) da integrare successivamente al servizio urbano cittadino. In questo modo si va a creare un sistema di treni suburbani integrati al trasporto urbano sul modello delle "S-Bahn" tedesche e austriache presenti anche in città di medie dimensioni.

Al fine di servire invece le aree meno abitate come il Polesine, il Basso Veronese e il Basso Vicentino risulta essenziale il potenziamento dei treni locali, quelli che sostano in tutte le stazioni, affiancato al servizio ferroviaro rapido ed integrato da un servizio su gomma extraurbano, che permetta di raggiungere con facilità anche i centri più remoti.

Resta infine il caso di Belluno, zona anch'essa molto decentrata, che a differenza di Verona, ha la particolarità di essere interamente montuosa. Questa zona finora è stata ignorata e trascurata dal punto di vista dei collegamenti a scapito del benessere della popolazione, anche dal punto di vista dello sviluppo turistico. Risulta una priorità migliorare il collegamento tra Belluno e Feltre con la pianura. La linea va elettrificata e sdoppiata e devono essere aumentate le corse, soprattutto quelle dirette a Venezia. Inoltre è essenziale realizzare il progetto della linea ferroviaria Calalzo - Cortina - Dobbiaco, al fine di servire il Cadore e l'importantissimo centro turistico di Cortina d'Ampezzo, che al momento resta isolato.

Samuele Segala


Qualche altra, più datata, idea sul TPL Veneto: qui.

Ultima modifica ilGiovedì, 13 Settembre 2018 08:45