Gonfalone o BabyBox?

 
Come c'era da aspettarsi, la proposta dell'assessore regionale Gabriele Micheletto di regalare a partire dal 2019 a ogni nuovo nato in Veneto un gonfalone di San Marco su ispirazione di un iniziativa presa dal sindaco di Santa Lucia di Piave, ha provocato molte reazioni indignate. Non conto il numero di amici appartenenti alle frange più tradizionalmente nazionaliste del centro sinistra e della sinistra veneta che hanno urlato allo scandalo nel leggere di tale iniziativa. Alcuni suggeriscono che sia una spesa inutile, altri che sia becera propaganda indipendentista, altri ancora che sia un provvedimento contro le persone di altre culture che vivono in Veneto. 
 
Vorrei riportare qui le risposte che ho dato ad alcuni dei loro post insieme a qualche ulteriore considerazione: 
    
1) Forse non avete ben presente il volume di spesa della Regione Veneto. Diciamo di ascrivere il provvedimento al budget per la cultura; per quanto riguarda il 2018 tale capitolo di spesa ammonta a 22,41 milioni di euro: regalare i gonfaloni ai nuovi nati non costerebbe più di 50 mila euro annui, ovvero un quattrocentoottantesimo di tale budget. Peraltro, fatemi il favore di stare zitti se poi niente fate ne dite per quanto riguarda i 15 miliardi (almeno) di euro annui di tasse che i cittadini veneti pagano a Roma e che non tornano in servizi. Se confrontassimo la spesa per il provvedimento in questione con il residuo fiscale ammonterebbe a una parte su trecentomila, no digo altro.
 
2) Spiegatemi dove sta scritto che sia un iniziativa a favore dell'indipendenza Veneta. Il gonfalone di San Marco è il simbolo della nostra terra, non solo di chi la vorrebbe indipendente o men che meno dei leghisti (che peraltro non sono più indipendentisti da mo). Sarebbe decisamente arrivato il momento di cominciare a riappropriarsene come comunità, al di la delle differenti prospettive politiche. Quando al Pride di Treviso abbiamo portato per la prima volta i Gonfaloni con le code arcobaleno, c'è stata moltissima gente che ci è venuta incontro dicendo: avete tolto decenni di polvere, finalmente possiamo riprenderci la nostra bandiera.
 
3) Regalare un Gonfalone non ha niente di esclusivo. La bandiera viene regalata a tutti i nuovi nati in Veneto, qualsiasi sia il colore della loro pelle, la provenienza dei loro genitori, la loro lingua, la loro religione o il loro orientamento politico. Mi sembra un bel modo per dargli il benvenuto nella nostra terra e per dirgli che vogliamo siano parte della nostra comunità. 
 
Tuttalpiù potreste indignarvi perché questo provvedimento si è limitato ad offrire un benvenuto simbolico. Mi sentirei anche io di avanzare una proposta al governo Veneto. Perché non inseriamo il gonfalone all'interno di una Baby Box da regalare a tutte i neogenitori? A partire dal 15 agosto 2017 il governo Scozzese ha cominciato a regalare a tutti i nuovi nati ed alle loro famiglie una scatola contenente tutto il necessario per i primi anni di vita del bambino. Essa contiene dalle salviette ai pannolini lavabili, dalle tutine ad i giocattoli, inoltre è equipaggiata con un piccolo materasso e può essere utilizzata come culla per i primi mesi di vita. Vi è accordo che, dove adottata, abbia condotto ad una diminuzione dei casi di SIDS (Sudden Infant Death Syndrome) e a un generale miglioramento delle condizioni di salute dei neonati. 
Inoltre, perché non prendiamo ispirazione dalle azioni rivolte a neonati e neogenitori dall'Arlef nel vicino Friuli? Insieme alle aziende sanitarie delle zone di lingua friulana l'Agenzia ha regalato a tutti i nuovi nati una valigetta contenente alcuni libri e DVD per bambini in friulano, un bavaglino, un depliant relativo al bilinguismo e un libro di canti per bambini in lingua locale. Anche in Veneto non mancherebbero ne' libri ne' film.
 
Per una volta, finitela di fare gli indignati e contribuite in modo propositivo. Se ogni volta che si parla di cultura veneta e senso di appartenenza fate una smorfia, magari senza neanche dissimularla, state certi che la sinistra in Veneto non vincerà mai.
 
Ultima modifica ilDomenica, 30 Settembre 2018 21:31

Bio

Laureato in Filosofia presso l’università degli studi di Padova, studia Antropologia culturale ed Etnolinguistica a Ca’Foscari.

In passato Attivista in alcuni collettivi veronesi ha molto a cuore il rispetto dell’ambiente e del paesaggio e non sopporta le prevaricazioni.

Nel tempo rubato allo studio, balla danze popolari. Tra le altre si interessa particolarmente a quelle della tradizione Veneta.

Passioni

Viaggi, Lingue, Culture e danze popolari, la Montagna.

Luoghi

Vive tra Venezia e Verona, dove è cresciuto, in passato ha vissuto qualche anno a Padova.