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Tanko? No Grandi Navi

Tanki? I veri assalitori di Venezia sono le grandi navi.

Qual'è il vero nemico di Venezia? Un tanko che procede a 1km/h o navi mastodontiche che ogni giorno minacciano la città?

Sono grandi, larghe e minacciose e non sono le ruote cingolate del “Tanko”. Sono le navi da crociera che ogni giorno, dal 18 marzo 2014, hanno ricominciato a passare nel bacino di San Marco. Poco importa che i danni che questi giganti del mare affliggono alla città lagunare siano chiari e sotto gli occhi di tutti: dai problemi di sicurezza a quelli dell'inquinamento (ambientale e visivo) passando per i danni causati dalle onde di superficie e il “dislocamento”. Problemi da molto tempo denunciati dal Comitato No Grandi Navi.

Primo giorno e prima nave che attraversa bacino di San Marco dopo sei mesi di chiusura, e arriva l'incidente. Una nave da crociera MSC, 137'936 tonnellate di stazza lorda, entra, nella sua “normalità”, nella laguna veneta. Dopo aver sorpassato il bacino, all'arrivo alla stazione marittima, il mostro marino compie una manovra sbagliata che lo porta a schiantarsi contro uno dei corridoi passeggeri (i cosiddetti “finger”).

In un Veneto scosso dagli arresti indipendentisti, dove un Tanko è costato la libertà a 24 venetisti, ci chiediamo quale sia l'arma potenzialmente più dannosa per Venezia: una ruspa adibita a “panzer” o una nave di 330 metri di lunghezza e 37 di larghezza?

Non è allarmismo, è rischio calcolabile. Non ci è dato infatti sapere cosa sarebbe successo se tale errore di manovra fosse avvenuto nel bacino di San Marco. Ciò di cui siamo certo è che la battaglia contro le grandi navi non può che inscriversi nelle lotte che una sinistra indipendentista deve intraprendere. La solidarietà e l'appoggio di Sanca va a tutti i movimenti che da anni combattono questo sfregio a Venezia, nella speranza di poterci unire attivamente in questa battaglia.

Stefano Zambon

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"CHIUNQUE GRIDERA' VIVA SAN MARCO...SARA' PUNITO DI PENA DI MORTE"

Questa sera in Piazza San Marco c'è un nutrito gruppo di forze dell'ordine, poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa, a presidio dell'ordine costituito ... chissà quale ciclone di violenza si aspettino arrivi.

La violenza NON è mai una azione giustificata, ma temiamo che i 24 arresti di questa mattina siano in realtà più politico-repressivi che di reale sostanza eversiva. All'indomani dall'approvazione della PDL 342 e del terremoto mediatico del referendum on-line la procura di Brescia, con un tempismo surreale ha diramato la voce dello Stato: gli ideali Indipendentisti NON sono tollerati, la ricerca della Libertà non è permessa e la decisione di agire contro chi lotta per i propri e altrui diritti ci da un chiaro segnale del livello di democrazia che vige in Italia, se mai ce ne fosse stata la necessità di riprova.

Pochi giorni fa lo stato ha acquistato senza battere ciglio degli F35 dal costo spropositato - di cui non abbiamo nessun bisogno. Oggi sappiamo che temevano il Tanko dei Serenissimi ... probabilmente abbiamo sfiorato un bombardamento preventivo di Casale di Scodosia.

Il nostro sostegno va a tutti gli arrestati, almeno finché non verrà provata la loro estrema pericolosità, a Franco Rocchetta (ex-Liga, ma anche ex-PCI) e a Riccardo Lovato di Unità Popolare Veneta in particolare. Finché verrete perseguitati per le vostre idee avrete il nostro sostegno.

Concludiamo con un commento di un nostro amico, esterno a Sanca Veneta, ma abbastanza vicino a riprova che le idee sono trasversali: Tre anni di indagini, intercettazioni, filmati clandestini, utilizzo di uomini e mezzi, dispendio di risorse economiche, pedinamenti, per arrivare a sequestrare un trattore ... che stima posso avere delle istituzioni?"

Come si sul dire ... EPIC FAIL.

P.S. Sappiamo che tanti non si riconoscono negli ideali Indipendentisti ... è, tutto sommato, normale ... ma vi vorremmo mettere in guardia, non da noi, beninteso, siamo pacifici ... forse un po' troppo calorosi nei confronti di ciò che vediamo in pericolo e vorremmo proteggere :) ... ma i prossimi idealisti messi nel mirino, da uno stato che non tutela i cittadini, potreste essere voi ...  

P.P.S. Qui sotto trovate la trascrizione del primo divieto di schierarsi a fianco del Veneto, a fianco della Serenissima e a fianco della propria Identità ... era il 1797, lo stesso anno in cui cadeva la nostra prima Repubblica ... è passato tanto tempo, ma questo divieto, edulcorato, vige ancora!

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Veneto Verde Canapa

 ...Marghera sensa fabriche saria piu' sana
'na jungla de panoce pomodori e marijuana...

Nel 1991 i Pitura Freska invocavano, con la loro celebre canzone Marghera, la riconversione agricola del porto industriale di Venezia, la chiusura delle fabbriche iperinquinanti lì presenti ed evocavano scenari di riscatto ambientale e di legalizzazione della cannabis; ventidue anni dopo si può dire che è stata percorsa molta strada. Dopo un brevissimo racconto relativo alla coltivazione della cannabis sativa in Veneto ci concentreremo sui provvedimenti adottati in tema canapa qui da noi e sulla piccola guerra tra governo veneto e italiano.

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Lettera Aperta alla Sinistra Veneta

Esiste davvero una Questione Veneta?

Il principale pensiero di Mussolini, era la costante preoccupazione che chi si contrapponeva alle sue idee di ordinamento, fosse messo nell'impossibilità di accedere agli strumenti democratici o, quand'anche vi fosse riuscito, che non fosse in grado di utilizzarli. Semplice ed efficace metodo per salvaguardare i propri interessi a scapito del popolo.

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Italia-Veneto. Approccio Spagnolo o Britannico?

Quale modello sceglierà il governo italiano?

Non è ancora nei notiziari italiani, ma presto lo sarà. La questione dell'indipendentismo sarà calda nei prossimi mesi, sopratutto dopo la consultazione promossa da plebiscito.eu per l'indipendenza ( non atta però a sancirla legalmente)

 Ogni Stato ha un suo approccio alla questione indipendentismo. Due Stati in particolare hanno dimostrato due diversi approcci: la Spagna con la questione Catalana e il Regno Unito con la Scozia.

Il primo un rigido e perentorio rifiuto ad ogni tipo di consultazione, il secondo dialogante e pragmatico nel voler dare voce ai cittadini. Tanto dialogante, che già nell'ottobre 2012 David Cameron ha fissato la data per il tanto atteso referendum sull'indipendenza scozzese.

Intanto in Veneto l'indipendentismo dilaga. Tra i giovani cresce una coscienza indipendentista. I sondaggi si gonfiano dando al Veneto un dirompente 65% di “sì” ad un ipotetico referendum.

L'italia mediti, quale sarà il suo approccio davanti alla volontà veneta di autodeterminazioneModello britannico o spagnolo?

Stefano Zambon

 

References:

https://www.plebiscito.eu/public/home/indexgen

http://rt.com/news/catalonia-independence-referendum-sovereignty-965/

http://www.bbc.co.uk/news/uk-scotland-scotland-politics-19942638

http://www.sancaveneta.org/wp-content/uploads/2014/03/Indipendenza_Ixé.pdf

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Dal Verde al Nero

Alcuni giorni fa Giovanni Furlanetto, consigliere regionale ex-leghista passato nelle fila del gruppo misto, affermava:

“La raccolta firme pro indipendenza in programma per questo fine settimana è una presa in giro nei confronti del popolo Veneto, visto che non servirà a nulla. Se la Lega vuole veramente l’Indipendenza faccia pressioni nelle sedi opportune affinché, al più presto, si porti in Consiglio regionale, per il voto finale, la Proposta di legge 342/2013 con la quale si indice il referendum per l’indipendenza”.

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Cao de l'Ano

El Cao de l'Ano Veneto - Bon dì e bon Ano.

La parola calendario deriva dal latino “calendarium”, un registro dove venivano iscritti i pagamenti degli interessi o la restituzione dei capitali dei prestiti, che di solito si effettuava il primo giorno dei mesi dei romani, le "calende".

Se guardiamo all'indietro, sono stati molti i calendari e i capodanni che i popoli hanno adottato: per i greci incominciava la seconda metà di luglio; per il calendario lunare dei cinesi si festeggia fra il 21 di gennaio e il 19 I febbraio e in mesopotamia, per fare qualche altro esempio, l'anno cominciava con il plenilunio i primavera.

Il capodanno della Serenissima Repubblica Veneta si celebrava invece il primo di marzo.

Questa data è antica: pare infatti che fosse un vecchio capodanno europeo e anche l'inizio dell'anno religioso nell'antica Roma, che l'ha abbandonato nel 153 a.c. Il More Vèneto del 1° di marzo trovò la sua fortuna nell'area veneta a partire dai primi decenni dopo l'anno 1000, quando inizia a diffondersi rapidamente anche l'uso di datare i documenti secondo lo “stile veneto" e questo fino all'invasione francese del 1797. Accanto alle date appariva la dicitura "more veneto" per i periodi compresi tra i mesi di gennaio e febbraio che, secondo il calendario veneto, appartengono ancora all'anno precedente.

In tutto il Veneto i riti ed i festeggiamenti del capodanno veneto assumono molti diversi nomi e sono celebrati in modi differenti. “Bati marso”, “El batar marso” o “Ciamar marso” sono i termini più diffusi ed indicano il rito compiuto dai ragazzini, per sei sere attorno a capodanno, di correre per il paese battendo violentemente bussolotti, lamiere, pentole e coperchi. El “Bruxamarso”, “Piroea” o “El vivò marso” è un rito diffuso un po’ dappertutto ma trova la sua apoteosi nella pedemontana dove dopo il tramonto i fuochi ornano i crinali delle montagne creando uno scenario spettacolare. “El cantar marso” invece indicava le canzoni o i motivetti che si cantavano attorno al fuoco oppure andando a “batter marso”.

Era consuetudine, fino all'invasione napoleonica del 1797, che le persone si facessero gli auguri di buon anno fino al nono giorno dopo il capodanno. La Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza apparve il 9 marzo 1510 (in piena guerra di Cambray con la Venetia devastata da eserciti tedeschi, francesi e spagnoli) al contadino Giovanni Cigana salutando con le parole “Bon dì e bon ano!". I miracoli che accaddero nei giorni seguenti nei pressi del capitello dove apparve la madonna, convinsero il vescovo ed i fedeli a costruire una chiesa al nello stesso posto. La chiesa custodisce ancora oggi i documenti originali in latino con le testimonianze riportate rigorosamente in veneto dei saluti della madonna "Bon dì e bon Ano".

Massimiliano Binotto

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Pian col Fajan!!!

Chi bolla le istanze indipendentiste come populistefilo leghiste (e daghela ...) o ancor peggio pericolose o antistoriche, non gode del nostro sostegno ... e questo è chiaro, altrimenti non saremmo qui a scrostare le penne delle ali del leone - Bersani docet.

Tuttavia alcune delle basi sulle quali la nostra civiltà (intesa come senso civico) è costruita, ci impongono di accettare che individui diversi abbiano idee diverse e contrastanti. Sta al confronto tra le parti spiegarsi al meglio e creare il consenso per far passare una o l'altra corrente.

Il consigliere che osteggia la proposta di legge 342, commette un atto antidemocratico, nel senso che nega il diritto di un popolo all'autodeterminazione e si scorda del diritto internazionale che, tutelando i diritti dei popoli, sovrasta il diritto degli stati ove esistano istanze indipendentiste. Ciò non di meno chiunque argomenti le proprie idee in modo civile ha diritto di farlo. Va rispettato e, se possibile, convinto della bontà e della alta democraticità che è insita nel lasciare che la gente decida per se direttamente.

L'intervento del consigliere Marotta è per altro piuttosto vecchio, ma ci urgeva rispolverare il tema per confrontarci, e richiamarvi al confronto, con le risposte che ancora rimbalzano alle dichiarazioni pre e post voto (mai realmente avvenuto) per l'indizione del referendum.

I maggiori guai dell'universo Venetista - qui in Sanca non abbiamo paura di dirci venetisti ... almeno finché elettricista, linguista o catalanista non saranno considerati termini inappropriati per rispettabili cittadini ;) - sono proprio alcuni modi e alcuni metodi ... co le parolasse e il muro contro muro il prodotto finale è zero nuovi indipendentisti, anzi, la fuga dei possibili.

Ci vuol più tempo (ma meno sforzo) a ingiuriare o inveire  sui social network, piuttosto che articolare un solo pensiero di confutazione. Basterebbe poco ... invece l'indipendentismo è spesso preda di intolleranza, incomprensione e maleducazione.

Rilassatevi, non c'è nulla da perdere nel far le cose per bene e Pian col Fajan che la polenta xe poca!!!

Matteo Visonà Dalla Pozza

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"L'ordine politico delle Comunità": il più grande Progetto di Adriano Olivetti

Con il seguente articolo, cominciamo un altro dei percorsi che seguiremo all'interno di questo spazio; approfondiremo, grazie all'analisi del pensiero di autori celebri e meno celebri che ci hanno preceduti, alcuni percorsi politici che hanno posto particolare attenzione alla partecipazione dei cittadini nel funzionamento dello stato, al ruolo delle regioni culturali storiche in Europa e più in generale a una forma nuova di democrazia. Ricordiamo che le posizioni degli autori che troverete in questa "rubrica" non rappresentano necessariamente la nostra posizione, esse vogliono essere più che altro degli spunti di riflessione per un dibattito.

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