Idee radicali per l’Università Veneta

L’università veneta risulta spesso in cima alle classifiche delle università italiane. Tuttavia fatica ancora a competere con gli atenei stranieri e, nell’esperienza di molti studenti, risulta piuttosto carente nella didattica: ciò è causa dell’affollamento delle aule e, talvolta, a causa di strutture non adeguate.

L'università gratuita

Al fine di rilanciare l’università è necessario prendere alcuni provvedimenti. Il primo è di renderla più selettiva, ponendo un limite in ciascun ateneo al numero di studenti presenti in aula, prendendo esempio dai criteri di selezione utilizzati nelle università britanniche, dove gli studenti vengono valutati personalmente da una commissione formata da docenti del dipartimento a cui sono interessati invece che essere opposti a generici test d'ingresso. Affinché maggiore selezione non significhi minori possibilità di accesso agli studi universitari, si dovrebbe puntare però anche ad una progressiva decentralizzazione del tessuto delle università in Veneto. Ci sarebbe bisogno di più università, più piccole, che potrebbero venirsi a costituire a partire dai poli universitari che gli atenei di Verona, Padova e Venezia (ma anche Trento, Udine e Ferrara) hanno aperto nelle altre città venete. Ciò permetterebbe di accogliere un maggior numero di studenti senza produrre classi pollaio, e offrirebbe possibilità di studio universitario anche a chi non ha la possibilità di vivere fuori sede. Inoltre, allo stesso fine, crediamo che l’Università Veneta dovrebbe diventare gratuita. Se non fosse possibile agire a monte, azzerando le tasse universitarie, si potrebbe seguire il modello adottato in Scozia: il governo scozzese paga le tasse a tutti gli studenti residenti sul territorio di sua competenza.

Gli esempi nordici

Una rete universitaria così costituita potrebbe svilupparsi in due direzioni. Da una parte valorizzando l’esperienza dell’Università di Padova, ateneo che percorre ad alti livelli moltissimi ambiti del sapere; dall’altra sostenendo la specializzazione degli atenei minori, aiutandoli a diventare poli di eccellenza internazionale. In entrambi i casi, sarebbe fondamentale rafforzare l’insegnamento in lingua inglese. Prendendo ispirazione dagli esempi eccellenti offerti da alcune università britanniche ed internazionali, sarebbe necessario trasformare l’Ateneo di Padova in un’università collegiata, in modo da valorizzare la grande diversità di materie studiate, offrendo spazi ai docenti e agli studenti per un confronto interdisciplinare. Ottimi modelli sono offerti dall’Università di Durham e dall’Università di Pavia, dove il tessuto collegiale è stato costruito affiliando alle università le realtà storiche presenti nelle rispettive città oltre che costituendo nuovi collegi per intervento diretto dell’ateneo. 

Il personale

Come già indicato per la scuola e come avviene normalmente nella maggioranza dei paesi Europei, nell'assunzione del personale dell'università sarà necessario sostituire il sistema dei concorsi con quello dell'assunzione diretta da parte del dipartimento. Presso i dipartimenti dei nostri atenei è presente un numero non indifferente di personale precario che da molti anni svolge ricerca e didattica presso di essi o di figure che hanno mantenuto un lungo rapporto di ricerca con un ateneo pur essendo basati altrove. Quando l'istituzione universitaria intende stabilizzare o assumere queste figure, si trova costretta a ricorrere allo strumento del concorso. Rischiando che altre figure meno inserite in un progetto didattico e di ricerca radicato nell'ateneo ne prendano il posto, è costretta a modulare i concorsi in modo da assumere la persona 'desiderata'. Ciò a costo di spese organizzative e burocratiche del tutto superflue ed utilizzando uno strumento poco trasparente che si presta anche ad assunzioni motivate da ragioni di 'clientela' invece che di eccellenza accademica. 
Un sistema di assunzione diretta da parte del dipartimento, sotto lo stretto controllo degli organi accademici superiori, permetterebbe di risolvere questi inconvenienti: esso potrebbe infatti portare alla luce del sole i motivi di un'assunzione e permetterebbe di identificarne uno o più responsabili qualora il nuovo dipendente non si riveli adeguato al ruolo.

 

 

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