Diritti di genere

 

Il Veneto di oggi lascia molto a desiderare per quanto riguarda l’uguaglianza di genere. La nostra terra, infatti, secondo i recenti studi di ActionAid, ha un indice di uguaglianza di genere al di sotto della media nazionale. Una media, quella italiana, che già latita nelle ultime posizioni europee con una diseguaglianza che si manifesta sotto varie forme: prima fra tutte la differenza di reddito tra uomini e donne a parità di mansioni (secondo un report del 2015, seppur l’occupazione femminile sia più alta in Veneto rispetto al resto del territorio italiano, esiste comunque una significativa differenza con il livello di occupazione maschile); il lavoro par-time ed i contratti atipici e precari sono molto più diffusi fra le donne che fra gli uomini -situazione leggermente più comune in Veneto (34,2%) che nel resto dello stato italiano (31,9%)- condizione spesso legata alla necessità di occuparsi di figli o parenti non autosufficienti (circa nel 58% dei casi), a causa di servizi sociali inadeguati e frequentemente costosi.

Una disuguaglianza che rappresenta uno dei maggiori insulti ai principi di pari dignità e uguaglianza. Il Veneto che sognamo non può essere una terra dove la realizzazione personale ed economica dipende dall'essere nati nel 50% fortunato dell'umanità. Non è solo un fenomeno maligno, ma un problema le cui conseguenze toccano tutti. Sono molti gli analisti che si sono soffermati sulle conseguenze economiche: i risultati dimostrano come la disuguaglianza di genere sia uno degli ostacoli maggiori alla sviluppo economico, ce lo ricordano il documento firmato FMI "Women, Work and the Economy" e l'IFC (International Finance Corporation) dove si sottolinea come le disuguaglianze di genere rallentino i tassi di produttività del settore privato e pubblico.

Provvedimenti necessari

Prendendo esempio dai paesi nord europei, crediamo che il governo debba spingere affinché i benefici di maternità vengano estesi agli uomini. Dando la possibilità agli uomini di sostenere le loro compagne durante la gravidanza e di concorrere alla cura dei figli nei primi mesi dalla nascita, permetterebbe alle donne una maggiore flessibilità nel conciliare la vita lavorativa con i doveri di genitore. Crediamo che il governo debba mettere i comuni e le unioni dei comuni nelle condizioni di gestire al meglio le scuole di infanzia accogliendo tutti i bambini che ne abbiano necessità e inserendo nei programmi scolastici una speciale attenzione al ruolo delle donne nella storia della nostra terra (personalità come Lucrezia Picopia Cornaro ed Elena Cassandra Tarabotti pioniere dell’emancipazione delle donne). Crediamo che spingere i programmi scolastici in questa direzione possa infatti contribuire a sviluppare una coscienza storica ed un dibattito pubblico riguardo al ruolo delle donne e alla loro secolare, ma non per questo conclusa, battaglia per l’uguaglianza di genere.

 

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?