Le comunità al centro della sicurezza

 

Le assemblee dei capi famiglia che governavano le comunità (come descritto nella sezione relativa a democrazia e autogoverno) eleggevano annualmente uno o più saltari, guardie campestri che avevano il ruolo di prevenire furti di bestiame e prodotti agricoli, e più in generale a garantire la sicurezza della comunità.

I nuovi Saltari

Nel processo di riorganizzazione dei comuni in chiave assembleare, vorremmo si traesse ispirazione dalla tradizione per affiancare le forze dell’ordine nel controllo del territorio. Ogni comunità potrà identificare uno o più saltari, eleggendoli in assemblea. Questi, diventando referenti per la sicurezza, potranno ricevere segnalazioni dai cittadini in via telematica e, dopo aver controllato la segnalazione, informaranno le forze dell'ordine con le quali avranno un contatto diretto. Dovranno essere disarmati e mantenere un ruolo esclusivo di segnalazione. Crediamo anche che sarà fondamentale escludere dal ruolo tutti quelli che abbiano un affiliazione o ruolo politico, visto che in passato esperimenti di questo tipo sono stati strumentalizzati politicamente. Queste figure potranno essere dotate di un qualche tipo di simbolo identificativo, affinché siano facilmente riconoscibili ed esercitino una funzione di dissuasione, magari recuperando alcuni elementi simbolici dal passato. Ovviamente, dovranno essere sottoposti al controllo della comunità che potrà rimuoverli a suo piacimento e controllare la qualità dell'operato. 

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