Una protezione civile veneta regionale e diffusa

 

La sicurezza dei cittadini è garantita dalla presenza di corpi volontari che, affiancando talvolta quelli professionali, offrono soccorso in tutte le situazioni di emergenza: i membri della protezione civile, del soccorso alpino, dei vigili del fuoco volontari, delle società di primo soccorso e della guardia costiera ausiliaria spendono il loro tempo e le loro energie per aiutare. Questo, offre occasioni di importante coesione sociale nelle comunità, costituisce una rete capillare di protezione e produce un patrimonio di competenze diffuse tra i cittadini. Tale struttura ha un ulteriore vantaggio: abitando un territorio lo si conosce meglio ed piú facile rispondere ad un'emergenza in modo tempestivo, soprattutto al di fuori dei contesti urbani. 

Negli ultimi anni, le istituzioni hanno hanno puntato sul potenziamento e l’espansione delle controparti professionali a discapito di quelle volontarie e c'è stata una trasformazione progressiva dei corpi volontari in realtà professionali. Questo offre disponibilità a tempo pieno e meno formazione del personale; d'altro canto le organizzazioni faticano a trovare volontari, equipaggiamento e donazioni (la dinamica è meno forte nelle regioni a statuto autonomo, dove i corpi volontari sono regionalizzati).

Riteniamo che la regione debba pretendere dal governo italiano il trasferimento di competenze riguardanti protezione civile, soccorso alpino e pompieri ed impegnarsi nella costituzione di corpi autonomi indipendenti dai comandi nazionali: potendo fornire ai volontari equipaggiamento e formazione di altissima qualità e prevedendo che le figure professionali intervengano solo quando risulti impossibile coprire il loro ruolo da parte dei volontari.

 

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