Liberare la piccola agricoltura

 
Le istituzioni impongono a tutti i produttori di sottostare a normative igienico sanitarie molto severe. Queste sono pensate per controllare l’operato dell’industria agroalimentare, le cui dimensioni e meccanismi espongono gli alimenti a molte vulnerabilità, tuttavia devono sottostare alle stesse regole anche i piccoli produttori. Non ha senso: i piccoli produttori hanno la possibilità di avere un controllo più personale e diretto sulle condizioni del processo produttivo, oltre che una responsabilità personale e un rapporto di fiducia diretto con i clienti, ma gli viene richiesto di sottostare a norme che o impediscono di nascere o impongono di crescere.

Agevolazioni per i piccoli produttori

Per potersi permettere l’attrezzatura industriale che lo stato impone è necessario fare enormi investimenti. Spesso le persone non possono permetterseli e desistono dal lanciare la propria impresa. Quando possono permetterseli sono incentivati ad aumentare in modo innaturale le proprie dimensioni, per ammortizzarne il costo. L’Unione Europea ha indicato alle autorità locali di offrire condizioni meno onerose ai piccoli produttori: lo stato o le regioni italiane non hanno mai recepito quest’indicazione, con l’eccezione della provincia autonoma di Bolzano. In Sud Tirolo oggi è possibile trasformare i propri prodotti agricoli in una normarle cucina di casa, sottostando al controllo delle autorità comunali e dei servizi di igiene pubblica. I prodotti possono essere venduti direttamente dal produttore o in forma associata all’interno della provincia. 
Sarebbe auspicabile prendere esempio dal Sud Tirol e le indicazioni dell’Unione Europea. Inoltre sarebbe importante sostenere la detassazione della vendita diretta di prodotti agricoli al consumatore. 

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