Varietà autoctone e biodiversità agricola

 

Nel corso dell’ultimo secolo, spesso con la scusa della diffusione di specie più produttive, si è assistito ad una incredibile riduzione nella biodiversità agricola. Questa tendenza ha avuto numerosi effetti collaterali. Innanzitutto, si è assistito ad una drammatica diminuzione della varietà genetica. La diversità offriva un'argine contro la diffusione di malattie e parassiti: alcune di queste ne erano immuni e costituivano degli argini naturali alle epidemie. Molte di queste varietà erano profondamente adattate al territorio in cui venivano coltivate, per questo in grado di rispondere in modo positivo, senza la necessità di massicci contributi chimici, alle caratteristiche del clima e del terreno dei loro luoghi.

Il recupero della flora e della fauna autoctone

Assisitiamo ad un impoverimento del patrimonio di odori e sapori che caratterizzavano la cucina veneta di un tempo. Le varietà locali differivano ampiamente da quelle di inserimento industriale nelle loro caratteristiche organolettiche e nelle modalità di preparazione. La loro scomparsa ha causato la perdita di preparazioni e ricette legate a doppio filo ai prodotti del territorio ed anche un radicale impoverimento della “tavolozza” di sapori. Il recupero di specie vegetali ed animali autoctone permetterebbe di recuperare prodotti agroalimentari di eccellenza che hanno caratterizzato la tradizione veneta. Il loro stretto legame con il territorio, che li distingue dalle grandi produzioni industriali, li renderebbe capaci di distinguersi sui mercati globali, permetterebbe di offrire opportunità di sviluppo economico alle zone più svantaggiate, offrirebbe importanti occasioni per lo sviluppo turistico rivolgendosi a clienti internazionali sempre più interessati alla cultura, ai paesaggi ed alla gastronomia locale. In passato in Veneto si è assistito al recupero di razze produttive locali come la vacca Burlina nella zona dell’Altopiano di Asiago o della pecora di Lamon nella zona del Feltrino. Tuttavia, questi recuperi si sono limitati a poche varietà – perlopiù animali, a piccole porzioni di territorio, e alle specie produttive.

Promozione e sovvenzioni per la salvaguardia delle varietà autoctone

Crediamo nel promuovere con maggiori risorse questi sforzi di recupero attraverso programmi volti alla salvaguardia di varietà autoctone di cereali, frutticoli e vinicoli oltre che di razze animali locali, potenziando la partnership tra scuole, università, agenzie ed amministrazioni pubbliche e sviluppando al meglio i piani europei di salvaguardia della biodiversità e di sviluppo rurale. In una chiave di valorizzazione del paesaggio, crediamo inoltre che questi programmi dovrebbero riguardare anche le razze di specie non produttive come delle antiche razze canine autoctone (Pastore della Lessinia e Pastore del Lagorai).

 

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